Una Pistoiese solida e ordinata pareggia in amichevole a Livorno. Risposte positive da alcuni singoli, centrocampo ancora in fase di rodaggio
Si è soliti dire che “non è la destinazione ma il viaggio che conta”. In realtà anche la destinazione è una componente fondamentale, ma restiamo fedeli alla nota frase per associarci a quanto sta facendo la Pistoiese nelle ultime settimane. La destinazione, in questo caso, è un campionato di Serie D in cui recitare un ruolo da protagonista. Il viaggio, o almeno una parte di esso, sono invece le sedute d’allenamento e le amichevoli precampionato. E per quanto mostrato fino ad oggi, il viaggio della Pistoiese sta prendendo una piega sempre più positiva gara dopo gara. Nella giornata di mercoledì, gli arancioni hanno fermato sull’1-1 il Livorno all’Armando Picchi. Un incrocio mai banale e tutt’altro che amichevole, confermato anche dall’aggressione prima del match ai danni di tifosi arancioni.
La Pistoiese ne è uscita con risposte positive, considerando anche che di fronte vi era il Livorno di Paolo Indiani, favorito per la vittoria del Girone E insieme a Grosseto e Siena. Una compagine labronica con tanti ex arancioni nelle proprie file, da Hamlili a Giordani passando per Arcuri e il pistoiese doc Russo (che però non ha mai vestito la maglia arancione). La prova fornita dai ragazzi di Giacomarro è stata da squadra vera, di quelle che sanno anche soffrire in alcuni frangenti o che non si preoccupano di difendersi a ranghi compatti se necessario. L’inizio di partita ha visto un Livorno palleggiatore, abile a fraseggiare in mediana per poi tentare di accelerare la manovra una volta giunto ai 25 metri. Lì però ad aspettare gli amaranto c’erano i difensori arancioni, i centrali Bertolo e Mazzei nello specifico, sempre attenti sia in marcatura che in anticipo.
Archiviato il primo spezzone di gara, la Pistoiese ha preso fiducia col pallone tra i piedi, cercando spesso le verticalizzazioni verso i due attaccanti, Cardella e Tascini, o sull’out mancino per Corvino. Proprio l’ultimo arrivato, schierato subito da titolare, ha lasciato buone sensazioni. La condizione fisica sembra esserci, così come la voglia di incidere e la vena realizzativa. Nel 4-4-2 di Giacomarro, l’ex Fasano può fare la differenza se impiegato da ala sinistra, il suo ruolo naturale. Tornando ai temi tattici, una volta trovato il vantaggio l’Olandesina ha ingabbiato bene il Livorno, che nella prima frazione non ha più creato pericoli. Nel secondo tempo i tanti cambi su ambo i lati hanno rallentato inizialmente il gioco, complici anche le alte temperature e i carichi di lavoro.
Tra i subentrati, merita una menzione il 2005 Davide Balleello. Il giovane attaccante, in poco più di mezz’ora di impiego, ha sfiorato due volte la rete, vedendosi negata la gioia solo dagli ottimi interventi del portiere Tani. Balleello era andato a segno anche a Seravezza, mettendo in mostra un buono stato di forma già in un periodo dell’anno in cui molti arrancano. Sulla carta, l’ex Vigor Senigallia è candidato a rivestire un ruolo da comprimario in una Pistoiese dai nomi importanti, ma essendo anche quota non è escluso che Giacomarro possa regalargli più minuti di quanto inizialmente immaginato. Tra gli altri singoli, è piaciuta la prova di un Mazzei sempre sul pezzo e aggressivo anche in uscita, mentre Bertolo come caratteristiche preferisce giocare di posizione. Kharmoud e Diodato non nascono terzini, ma il tecnico sta lavorando molto su di loro per farli arrivare al parti dei compagni di reparto.
A centrocampo invece ancora deve essere trovato un assetto ben definitivo. I tanti cambi di modulo e posizione, oltre ai nomi di spessore in lizza, fanno sì che Giacomarro non abbia ancora trovato, probabilmente, i tre titolari “sulla carta”. A Livorno in mezzo si sono visti Grilli e Tanasa, quest’ultimo addirittura per novanta minuti, con Greselin esterno di fascia, mentre sono subentrati Caponi e Basanisi. Coi labronici le mezzali sono state poco chiamate in causa, coi lanci che spesso partivano dalla difesa per spiovere direttamente sugli attaccanti. Greselin è rimasto troppo confinato a destra, non riuscendo quasi mai a trovare una traccia centrale per agire. Nessun dramma naturalmente, ma l’impressione che è il centrocampo della Pistoiese debba ancora essere “trovato”. E sarà curioso vedere il minutaggio dei vari interpreti già dalla gara col Figline.



