Le quote arancioni: chi sono gli under della Pistoiese?

Conosciamo meglio i nove under di cui dispone la Pistoiese, tra chi è tornato con entusiasmo e chi è arrivato per mettersi in mostra

In una squadra che vuol competere per i vertici è fondamentale avere un reparto under folto e di qualità. Lo sa bene anche la Pistoiese, che ha inserito in rosa ben nove giovani con tanta voglia di dimostrare e di dare un contributo importante. Chi c’è già c’era ed è tornato, chi si è spostato di qualche chilometro, chi è arrivato dall’altra parte dell’Italia. Una cosa però è certa: tutti dovranno dare il massimo per la causa arancione.

ANTONIO LAGONIGRO (Portiere, 2006)

Il reggino è stato uno dei primi acquisti da parte del diesse Taibi, che ha voluto fortemente portare il giovane portiere a Pistoia. Non è un caso: i due avevano lavorato insieme proprio alla Reggina nella stagione 2022/2023, quando l’ex estremo difensore era direttore sportivo della prima squadra in Serie B, mentre Lagonigro difendeva i pali del club calabrese in Primavera 2. Nonostante i risultati collettivi non siano stati dei migliori (ultimo posto in classifica e 45 gol subiti in 28 gare) quel campionato è stato molto importante per la crescita e la maturazione del classe 2006. Terminata l’avventura a Reggio Calabria, Lagonigro si è trasferito al Frosinone, dove però non ha trovato lo stesso minutaggio avuto la stagione precedente.

In terra ciociara, in un campionato di livello superiore come la Primavera 1, il portiere ha disputato solo due gare, sei in tutto considerando anche la Coppa e l’Under 18, facendo la riserva a Palmisani, trasferitosi alla Lucchese per fare il titolare in Serie C. La fiducia che gli ha dato Taibi rappresenta sicuramente un buon elemento di partenza, ma Lagonigro dovrà dimostrare di meritarsi il posto da titolare. In precampionato ha giocato dal primo minuto contro Tau Altopascio e Livorno, non subendo reti, mentre è subentrato con Seravezza e Figline, incassando una rete nella prima uscita. I numeri sono quindi positivi, con un solo gol subito in un totale di 180 minuti. Non essendo altissimo, fa dell’esplosività e della reattività due dei suoi punti di forza. Il ballottaggio con Cecchini è aperto: sarà una sfida sul filo dell’equilibrio.

FILIPPO CECCHINI (Portiere, 2006)

Essendo arrivato da appena un paio di settimane, è troppo presto per addentrarsi in giudizi tecnici. Il suo curriculum parla di precedenti nelle giovanili dell’Inter e del Como, prima del passaggio all’Atalanta in estate, seguito poi dal prestito alla Pistoiese. Lo scorso anno ha difeso i pali del Lecco Under 19 in Primavera 3, facendo un’esperienza importante nonostante il campionato non proprio brillante dei lombardi, chiuso al decimo posto su tredici squadre presenti. Tra i grandi è alla prima esperienza e andranno messi in conto alcuni possibili errori dati dalla giovane età. Per quanto visto fino ad oggi, possiamo dire che Cecchini è un portiere fisicamente molto presente ed è alto qualche centimetro in più rispetto a Lagonigro.

L’altezza potrebbe aiutarlo nelle prese e nelle uscite alte, ma magari penalizzarlo in alcuni interventi a terra. Nel precampionato ha giocato dal primo minuto contro Seravezza e e Figline, entrambe le volte per 45 minuti prima di essere sostituito, ed è subentrato all’intevallo col Livorno. Nelle prime due gare ha subito una rete per parte senza responsabilità, mentre al Picchi si è fatto cogliere impreparato dal corner di Currarino che lo ha scavalcato terminando la sua corsa in rete. La sensazione è che ad oggi Giacomarro non abbia ancora deciso a chi affidare le chiavi della porta della Pistoiese.

VITO DIBENEDETTO (Difensore, 2004)

Arrivato in estate dal Monopoli, Dibenedetto è uno dei pochi mancini nella rosa arancione, assieme a Bertolo, Cardella e Sparacello. Sicuramente è l’unico giocatore di fascia a prediligere l’uso del piede sinistro, ragion per cui rappresenta al momento il favorito per vestire la maglia da titolare su quella fascia. Proviene dal Monopoli, con cui ha debuttato in Serie C nel 22/23 e disputato cinque partite nello scorso campionato, prima di passare al Nardò nella sessione invernale di mercato. In Puglia ha giocato sempre da titolare nella seconda metà di stagione, saltando pochissimi minuti e confermandosi un terzino solido in fase difensiva e intraprendente in quella offensiva.

La sua abilità nella doppia fase lo rende un calciatore importante sia come quinto di centrocampo, in caso di 3-5-2, sia come terzino in una retroguardia a quattro. Nel precampionato ha giocato due volte dal primo minuto, contro Tau Altopascio e Figline, per un totale di 174 minuti suddivisi in quattro partite. Giacomarro crede in lui e lo conosceva già dall’anno scorso, avendolo sfidato da avversario negli incroci tra Altamura e Nardò. Nel “gioco delle coppie” che al momento sta costruendo la Pistoiese, Dibenedetto si giocherà il posto con Maloku (entrambi 2004) sulla corsia sinistra: un “avversario” ostico che potrebbe dar vita ad un dualismo utile per la crescita di entrambi.

RAFFAELE CUOMO (Difensore, 2006)

Direttamente dall’Under 18 della Fiorentina arriva il giovane difensore nativo di Pistoia ma trasferitosi ben presto in viola. Come tutte le quote al primo anno tra i grandi, sarà fondamentale il periodo di adattamento. Nel corso del precampionato Cuomo ha dimostrato flessibilità a ricoprire più ruoli: dal difensore centrale, sua posizione naturale, al terzino e addirittura in un’occasione anche il quinto di centrocampo. La duttilità rappresenta sicuramente un elemento a suo favore, anche se nelle quattro amichevoli giocate fino ad oggi Giacomarro non lo ha mai schierato da titolare. Un fatto curioso, in quanto rappresenta l’unico calciatore di movimento a portarsi dietro questa statistica.

Fermo restando che il minutaggio nelle amichevoli è un dato puramente indicativo, quanto mostrato da Cuomo negli spezzoni di partita giocati lascia ben sperare per il futuro. L’ex difensore viola ha qualità tecniche importanti e quando è in possesso del pallone cerca sempre una giocata ragionata, evitando di lanciare in profondità alla cieca. Abilità di fraseggio affinate sicuramente nel corso della lunga militanza alla Fiorentina, di cui è stato anche capitano nelle giovanili fino allo scorso anno oltre che perno della retroguardia dell’Under 18. Deve ancora fare uno step sul piano della personalità, in un reparto in cui il dialogo tra i compagni è di vitale importanza. Il tempo è tutto dalla sua parte.

RAJAN MALOKU (Difensore, 2004)

Uno degli ultimi arrivati in casa Pistoiese, dopo una dura preparazione svolta con l’Arezzo e la speranza, poi non concretizzatasi, di giocarsi le proprie chance in Serie C. E così dopo un positivo campionato all’Aglianese, Maloku è tornato nella nostra provincia, spostandosi di qualche chilometro. Complice anche l’arrivo in ritardo rispetto al resto del gruppo, il suo precampionato non è stato finora dei migliori, a causa anche di una condizione fisica non ancora ottimale. Ciò nonostante rimane un calciatore dalle molte risorse, capace di abbinare qualità e quantità su entrambe le fasce. Per saperne di più vi rimandiamo all’articolo pubblicato al momento del suo arrivo in arancione.

MATTEO MORRA (Difensore, 2006)

Un altro dei “feticci” di Massimo Taibi che però è incappato nella più nera sfortuna ancor prima di iniziare la stagione. Il ginocchio del giovane difensore ha infatti fatto crack una manciata di giorni dopo l’avvio della preparazione. Morra dovrà quindi rimanere fuori per quasi l’intera stagione, rientrando al massimo per l’ultimo paio di mesi, se l’iter di recupero dovesse procedere senza intoppi. Un grande peccato, perchè l’ex Reggina e Palermo aveva mostrato cose interessanti nell’unica gara giocata, ovvero il secondo tempo di Altopascio. La Pistoiese ha comunque deciso, per ora, di mantenerlo in rosa, affidandogli la maglia numero 5.

ANDREA GRILLI (Centrocampista, 2004)

Due anni da protagonista ad Agliana, ora lo sbarco a Pistoia. In Serie D Grilli ha già dimostrato di poter essere protagonista, ma non ha mai giocato in una squadra costruita per vincere. Saprà sostenere l’impatto con una realtà come quella della Pistoiese? Il carattere non gli manca, nonostante i vent’anni, i mezzi tecnici nemmeno. La concorrenza in mezzo al campo è spietata e ci sarà da sudare per conquistarsi una maglia da titolare ogni domenica. Per gli approfondimenti di natura tecnica e qualche chicca sul suo passato, vi rimandiamo all’articolo pubblicato un mese fa sul nostro sito.

SAMUELE DIODATO (Centrocampista, 2005)

A ottobre giocava da unica punta in Coppa Italia col Sansepolcro, a metà agosto fa il terzino destro nella difesa a quattro. Nel mezzo “solo” dieci mesi, ma nel corso dei quali per Diodato sono passati tantissime novità e cambiamenti. Nel 2023 era arrivato a Pistoia come centrocampista offensivo e fu impiegato principalmente da mezzala o da trequartista. Farlo giocare unica punta fu più un esperimento che altro, ma serve a capire quanta applicazione e dedizione abbia avuto il ragazzo nel ricoprire due ruoli di fatto agli antipodi in meno di un anno.

Del classe 2005 dobbiamo però parlare anche dei progressi tecnici e tattici avuti mese dopo mese, con un miglioramento così evidente nei fondamentali difensivi che Giacomarro ne sta facendo di lui il terzino titolare di una Pistoiese che va a caccia della promozione. L’attitudine di Diodato resta quella di guardare più avanti che indietro, ma oggi si può dire senza ombra di dubbio che l’ex Empoli sia un calciatore molto affidabile, oltre che eclettico. Nel calcio di oggi la duttilità è una qualità mai banale e in rosa non esistono altri giocatori con le sue caratteristiche. Si giocherà il posto a destra con Cuomo, ma al momento parte in vantaggio lui.

DAVIDE BALLEELLO (Attaccante, 2005)

Nelle gerarchie dell’attacco parte nelle retrovie, ma il suo impatto nelle amichevoli è piaciuto parecchio. A segno a Seravezza, vicino alla rete due volte col Livorno e pimpante nel finale col Figline. Sarà la gioventù, sarà la spensieratezza, ma il Balleello visto in queste settimane potrebbe decisamente aiutare la Pistoiese. D’altronde il campionato con la Vigor Senigallia lo ha aiutato a farsi le ossa e ad abituarsi ai difensori poco teneri della Serie D. Figlio d’arte, il padre Patrizio ha segnato anche in massima serie col Venezia, può essere impiegato anche sulla fascia, creando superiorità numerica grazie alla propria velocità.

Nel precampionato ha giocato da titolare solo contro il Seravezza, siglando il gol del momentaneo pareggio, ma come detto di lui ha convinto l’atteggiamento al momento dell’ingresso in campo nelle altre gare. Toccherà a lui mettere in difficoltà Giacomarro per dimostrare di saper insidiare anche giocatori ben più quotati di lui. Perché il tecnico arancione è il primo a sapere che le formazioni si fanno guardando le prestazioni sul campo e non la carta d’identità.

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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