Martini ha trascorso una vita al Casalguidi, ma ora è pronto per la nuova avventura: «Quella gialloblu sarà sempre la mia famiglia»
Nello sport, come nella vita, i treni passano ed è fondamentale sapere quando e dove prenderli. Per molti la partenza dalla stazione ferroviaria rappresenta l’addio perfetto. Il treno parte lentamente e in quei secondi si può riavvolgere il nastro dei ricordi e ripensare ai bei momenti passati prima che il veicolo prenda velocità e sparisca lasciando con sé il passato e proiettando chi c’è sopra verso il futuro. Chissà se anche Matteo Martini ha pensato a tutto ciò quando è salito, metaforicamente, da Casalguidi – lasciando il club che lo ha cresciuto, facendolo diventare uomo prima e capitano poi – sul treno in direzione Lastrigiana.
Un treno carico di speranze ma anche di ricordi di quel che è stata l’avventura all’ombra del “Barni”. Un’avventura cominciata nella stagione 2014/15 con gli Allevi, per poi passare in Juniores e raccogliere minuti con la prima squadra nella stagione 15/16, culminata con la promozione dalla Seconda alla Prima Categoria. Da lì in poi un percorso in costante crescita, che ha portato Martini ad essere, oltre che un perno del Casalguidi, uno dei migliori centrocampisti della zona. «Sinceramente è difficile raccontare cos’è stata questa squadra per me – dice Matteo senza troppi giri di parole -. In gialloblu sono cresciuto come ragazzo e come giocatore, incrociando il mio cammino con quello di persone fantastiche che per me hanno fatto tantissimo. Sono stati dieci anni indimenticabili e il Casalguidi sarà sempre nel mio cuore».
Un percorso che si è chiuso a maggio con una splendida qualificazione ai playoff di Promozione, per quella che può essere considerata a tutti gli effetti la miglior stagione nella storia del club gialloblu, risultati alla mano. «Nel campionato scorso abbiamo fatto qualcosa di unico. I meriti vanno distribuiti tra società, staff tecnico e calciatori. Un grazie va a mister Benesperi e al diesse Carraresi, che hanno costruito una “macchina” potentissima. Ma anche alla presidentessa Schifano e a tutto l’organigramma dirigenziale e ovviamente ai ragazzi che sono andati oltre ogni limite. Insieme alla vittoria del campionato di Prima nel 2022, la scorsa è stata la miglior stagione della mia carriera. Siamo stati un gruppo meravigliosamente compatto, nelle gioie, tante, e nelle sconfitte, per fortuna poche. Nel calcio niente arriva mai per caso e il Casalguidi ha dimostrato come il lavoro, la serietà e l’impegno possano portare ad enormi risultati».
In estate è poi arrivata la chiamata della Lastrigiana di Alessandro Gambadori. Un corteggiamento iniziato già nell’estate del 2023, subito dopo l’addio di “Gamba” da Casalguidi e l’approdo in quel di Lastra a Signa. Dopo il no dello scorso anno, stavolta per Martini è stato impossibile rifiutare: «La decisione è stata molto, molto difficile. Ci ho pensato a lungo, riflettendo sui pro e i contro, perché sapevo che lasciare Casalguidi non sarebbe stato semplice. Alla fine ho accettato, ma non l’ho fatto a cuor leggero. Lo scorso anno non c’erano le condizioni per una serie di motivi, stavolta invece ho voluto a provare a mettermi in gioco in una realtà diversa come l’Eccellenza. Possiamo chiamarla ambizione sana e curiosità di capire fino a che livello posso misurarmi. Con la consapevolezza che nello sport le cose non sempre vanno per il verso giusto. Ma ho pensato: se non adesso quando?»
«La presenza di Gambadori e del direttore sportivo Grani – continua Martini – sono state importanti. Con loro ho lavorato per anni e ne conosco le qualità professionali ma soprattutto umane. Per me è la prima volta in un campionato di questo livello, ma l’approccio è stato positivo anche e soprattutto grazie al gruppo. Conoscevo già alcuni ragazzi, ma anche gli altri mi hanno aiutato ad integrarmi fin da subito. Qui sono in un ambiente che fa calcio ormai da tanti anni e proverò a dare il mio contributo per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati».


