Le due squadre di Montecatini ai nastri di partenza con l’ambizione di stare al vertice ma sono molte le rivali pericolose nel Girone B
di Gianmarco Cherubini
Dopo mesi passati a studiare le mosse di mercato proprie e quelle degli avversari, la composizione dei gironi e i cambi di regolamento, il momento di scendere in campo è finalmente arrivato anche per la Serie B Nazionale di basket maschile. Né in casa Herons né in casa Gema si è parlato apertamente di promozione, ma le mosse estive non lasciano dubbi: l’intenzione per entrambe è quella di stare ai vertici della classifica. Andiamo quindi a riepilogare come arrivano ai nastri di partenza i due club di Montecatini e cerchiamo di capire chi potranno essere le rivali più temibili del girone B.
LA T GEMA TRA LE GRANDI
Dopo un’estate piena di cambiamenti dentro e fuori il parquet si può già emanare il primo verdetto sulla Gema 2024/25: per la prima volta dall’approdo in terza divisione nazionale gli addetti ai lavori la inseriscono tra le grandi della categoria. Lo straordinario operato dei ragazzi di coach Marco Del Re nella passata stagione è ancora sotto gli occhi di tutti, a ciò va sommata la rinnovata ambizione della società di patron Lulli, rafforzata nel progetto da un title-sponsor pesante come La T Tecnica. Quando poi viene aggiunto al roster Chiarini, ovvero l’Mvp della scorsa B Nazionale in persona… Beh, è evidente che siamo di fronte ad una realtà d’alta classifica e ad un progetto in notevole espansione.
È vero, ci sono state perdite di non poco conto (a partire da quel Mastrangelo passato ai “cugini”) ma, con le conferme di Passoni e capitan Savoldelli aggiunte agli innesti di D’Alessandro e del già citato Chiarini, il talento a disposizione è sensibilmente aumentato. Sale anche la qualità in panchina con gli arrivi di Toscano, Bedin e Burini, rotazioni più lunghe ed affidabili. Insomma, La T Tecnica Gema reciterà ancora la parte di mina vagante e forse pure qualcosa in più.
FABO NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ
Ormai la Fabo è una realtà consolidata della B Nazionale, tutti la stimano e tutti ne hanno paura. Metterla tra le pretendenti per salire in Serie A2 è obbligatorio: d’altronde è arrivata ad una sola partita dal sogno pochi mesi fa, perché non riprovarci. Il livello però si è alzato quest’anno e la truppa di coach Federico Barsotti ne ha avuto un amaro assaggio in Supercoppa, anche se quella scialba performance si può giustificare col classico ritardo nella preparazione.
Con la conferma dei senatori (Chiera, Arrigoni, Benites, capitan Natali) si è scelta la continuità; l’usato sicuro Trapani, il colpo Mastrangelo e il cambio sotto le plance da Radunic a Klyuchnyk rendono la squadra più completa. Il vero surplus però è la serietà ed il lavoro a testa bassa da sempre contraddistinguono la società del presidente Luchi. Basterà per compiere quel piccolo passo che è mancato nella beffarda serie contro Avellino? Nessuno può saperlo ora. Come ci insegna la scorsa stagione, basta un attimo per trasformare un anno di consolidamento in quello della consacrazione definitiva.
LE AVVERSARIE
Dunque le due termali sono formazioni potenzialmente da prime posizioni, questo è palese; il problema è che nel girone B in cui sono inserite ce ne sono molte altre. In pole position ci partirà senza dubbio Roseto, che ha schiantato la concorrenza – tra cui quella degli Herons – nella Supercoppa di domenica scorsa: è la più forte di tutte in questo momento, ma con una stagione così lunga ciò vuol dire tutto e niente.
Subito dietro c’è la Pielle Livorno, che sulla carta viene indicata assieme a Fabo e La T Tecnica come prima alternativa a Roseto (nonostante il trentello subìto dai biancoazzurri proprio dalla Gema in amichevole). Outsider di lusso sono Ruvo di Puglia e Fabriano, ma occhio anche alle squadre in arrivo dal piano superiore come San Giobbe Chiusi e quella Luiss Roma che due anni fa conquistò a sorpresa il passaggio nella categoria superiore.
Poi c’è una nobile decaduta, la neopromossa Virtus Roma la cui piazza ha ritrovato entusiasmo e crede fortemente nel doppio salto dalla B Interregionale; non dovrebbe invece far parte del gruppo di testa l’altra società storica del basket italiano, la Juve Caserta. L’incrocio ai playoff con le squadre del girone A impone inoltre di evitare le big dell’altro raggruppamento: qui da tenere sotto osservazione abbiamo Mestre in primis, a seguire Rucker San Vendemmiano, Fortitudo Agrigento e una Treviglio rinata da zero dopo un’off-season tribolata.
LA FORMULA DEL CAMPIONATO
Il format della terza serie cestistica, la cui regular season partirà questo weekend e si concluderà il 27 aprile, non prevede cambiamenti radicali come nelle passate edizioni. Le uniche novità sono rappresentate dai due gironi a 20 squadre e non più 18 (quanti infrasettimanali!) e dal mettere a disposizione un pass in più per l’A2. I tabelloni di playoff restano due, ci si qualificano le prime sei più altre due via play-in e le vincitrici verranno promosse. A differenza dello scorso anno le formazioni che perderanno in finale avranno una seconda chance per volare in cadetteria attraverso uno spareggio in campo neutro. Per quanto riguarda le retrocessioni, l’ultima classificata della stagione regolare scende direttamente in Interregionale; chi chiuderà dalla 16esima alla 19esima si giocherà la salvezza ai playout.



