Filippo Cecchini, in silenzio e col lavoro, si è preso il posto da titolare e sta contribuendo all’eccellente rendimento della Pistoiese
I numeri parlano chiaro: quattro partite, 360 minuti, zero reti subite e contestualmente quattro porte inviolate di fila. Un inizio che meglio di così non poteva essere per Filippo Cecchini, classe 2006, estremo difensore della Pistoiese che da ben quattro gare non subisce reti. Il ruolino di marcia degli arancioni nell’ultimo mese parla di tre vittorie e un pari, con quattro gol siglati e nessuno incassato. Un rendimento difensivo di assoluto livello, i cui meriti vanno dati sia all’organizzazione collettiva della squadra, sia al reparto difensivo nel suo insieme. Si è parlato spesso dell’importanza di Polvani, della leadership di Bertolo e della duttilità di Donida e di come il terzetto sia perfettamente assortito se si guardano le caratteristiche tecniche di ognuno dei tre.
Ma spesso è stato sottovalutato il contributo offerto da Cecchini. Il giovane portiere, arrivato in estate dal Lecco con cui ha giocato la Primavera 3 lo scorso anno, non aveva avuto un ambientamento facile. Nelle prime uscite stagionali, una in Coppa e due in campionato, Giacomarro aveva preferito Lagonigro, arrivato sotto l’ala protettiva di Taibi che lo aveva conosciuto a Reggio Calabria. Poi il portiere calabrese qualche errore l’ha commesso, soprattutto a Fiorenzuola, e il 22 settembre, per la prima volta, Cecchini ha giocato come titolare. E da quel giorno non ha più mollato il posto. Già detto dei numeri, che nel calcio raccontano molto ma non tutto, è importante sottolineare come il ragazzo lombardo si sia fatto trovare pronto anche in momenti estemporanei della partita o su occasioni avversarie improvvise.
Contro il Progresso, all’esordio e dopo quasi novanta minuti di inoperatività, devia in angolo una velenosa punizione che avrebbe portato al pareggio i bolognesi. La settimana dopo, nella gara col Ravenna, un suo intervento dopo cinque minuti impedisce a Lo Bosco di siglare la rete del vantaggio. Una parata “di posizione”, non tra le più difficili ma indispensabile in quanto ad inizio partita. Stesso copione a Lentigione: nessun miracolo ma due interventi importanti, uno per tempo, su Alessandrini e Babbi. Si arriva poi alla gara col Tuttocuoio, dove Cecchini è chiamato a tirare fuori gli artigli ben tre volte. In apertura risponde presente su Russo con un volo plastico, nella ripresa salva in uscita su Massaro e su un tiro rasoterra con un tuffo felino. Un pomeriggio da assoluto protagonista, come confermato anche dai voti dei tifosi che lo hanno eletto migliore in campo.
Un percorso dunque in costante crescita, quello dell’ultimo mese. Tra l’altro Cecchini ha dimostrato di sapersela cavare discretamente anche nella costruzione del basso grazie ad un sinistro piuttosto educato. Ancora da migliorare invece il destro: un paio di rilanci sbilenchi visti domenica al “Melani” sono indubbiamente migliorabili. Il tutto senza dimenticarsi che si tratta di un ragazzo di appena 18 anni, alla prima esperienza tra i grandi. Nel corso dell’anno gli errori ci saranno, com’è normale che sia nell’arco di un percorso di crescita. Ma intanto la Pistoiese si gode il suo nuovo numero uno. Anzi, il suo numero dodici.




