Quarrata, Diodato ci crede: «Ci manca solo un po’ di continuità»

«Il girone è tostissimo, ma abbiamo le qualità per rientrare tra le prime cinque», così Andrea Diodato, mister del Quarrata

La stagione del Quarrata non ha fin qui conosciuto mezze misure: solo vittorie o sconfitte nelle sette partite disputate fin qui, zero pareggi. Il grande pregio è stato quello di rialzarsi sempre dopo una batosta, ma la costanza di risultati ad ora è ciò che più manca alla squadra di mister Diodato. L’allenatore dei mobilieri è intervenuto ai nostri microfoni per parlare dell’ultima vittoriosa uscita e per soffermarsi sullo stato di forma dei propri ragazzi, lasciandosi scappare anche due parole sulla Pistoiese e sul figlio Samuele, attualmente in forza agli arancioni.

Partiamo dall’ultima, tre punti e prestazione davvero convincente col Sagginale…

«Il punteggio è stato largo, è vero, ma la partita è stata tutt’altro che facile. Loro si sono impegnati molto e hanno saputo riprendere la partita dopo il nostro vantaggio iniziale. Noi abbiamo abbassato troppo i ritmi come spesso succede e questo non va bene. Dovrò parlarne coi ragazzi di questa cosa perché non possiamo prenderci delle pause durante le partite, altrimenti rischiamo grosso. Sono però molto orgoglioso della nostra prontezza a reagire: subito dopo il pari abbiamo rialzato l’asticella, ed infatti nel secondo tempo siamo scappati con le reti di Paolini e Doumbia. Questo uno-due gli ha tagliato le gambe. Da lì in poi hanno perso il controllo: una volta che ci siamo trovati in 11 contro 9 abbiamo gestito il risultato senza troppi problemi e abbiamo portato a casa i tre punti».

Quarrata fin qui decisamente troppo discontinuo, quale può essere la spiegazione?

«Purtroppo quest’incostanza di risultati è stato un bel problema fin qui. Qualitativamente la squadra c’è, su questo non si discute. Le difficoltà secondo me nascono sia quando giochiamo in trasferta che quando affrontiamo squadre con meno qualità di noi ma con più grinta. Il Novoli, per esempio, ci ha messo in grande difficoltà perché hanno giocato con una garra pazzesca. Certo, essere rimasti in dieci dopo poco ha influito sul risultato, ma in un campo piccolo come il loro non si dovrebbe soffrire così tanto l’inferiorità numerica. La nostra carta vincente è l’intensità: se abbiamo un ritmo alto sono in pochi a poterci mettere sotto, mentre se ci abbassiamo diventiamo una squadra come le altre, e lì nasce la problematica. A breve ci aspettano due trasferte toste, dobbiamo assolutamente invertire la rotta. Il Prato Social Club e l’Atletico Spedalino non ci regaleranno nulla. Da cosa dipende l’assenza di pareggi? Secondo me non c’entra il nostro stile di gioco. Onestamente penso sia una casualità. Col Settimello avremmo meritato di vincere, o almeno pareggiare, e invece abbiamo perso di misura, mentre col Casini abbiamo perso proprio all’ultimo secondo. Vero è che qualche pareggio ogni tanto aiuterebbe perché ci permetterebbe di avere più continuità. Quando miglioreremo a livello di mentalità riusciremo a portare a casa quelle partite in cui anche un singolo punticino sembra una vittoria».

Che girone è il D e quali sono gli obbiettivi stagionali?

«Il nostro è un gruppo tostissimo e molto equilibrato. Se il Settimello continua così c’è poco da fare, sanno solo vincere al momento. Hanno giocatori buoni, ma ciò che impressiona è il loro gioco. Non li conoscevo bene prima, ma ora posso dirti che sono una delle squadre meglio organizzate del girone D. Un’altra da non sottovalutare è lo Jolo: l’anno scorso sono arrivati secondi e quest’anno si sono rinforzati. La conferma del loro buon lavoro la dà l’attuale classifica del resto. San Godenzo e Gallianese non le conosco bene, ma chi è di quelle parti mi dice sempre che sono ottime squadre. Occhio anche a Folgor Calenzano e Aglianese: entrambe sono validissime e nel lungo periodo verranno sicuramente fuori. Che dire del mio Quarrata? Noi al momento viviamo troppo di alti e bassi. Dobbiamo trovare la nostra dimensione. Secondo me possiamo e dobbiamo ambire alle prime posizioni, perché abbiamo le qualità per starci lassù. Vincere è sempre difficile perché devi incastrare tutto alla perfezione e il campionato è ancora troppo giovane per potersi sbilanciare. Quando troveremo continuità di risultati sarà tutta un’altra musica e sono sicuro che ci toglieremo delle belle soddisfazioni».

Nella Pistoiese milita il figlio Samuele, come sta andando lui e come vede gli arancioni?

«Samu sta facendo un percorso molto importante e lo sta facendo con grandissima umiltà. Lui originariamente era una punta, o al massimo un’ala, mentre ora viene impiegato come quinto di centrocampo e se la cava bene. Sinceramente in quella posizione non pensavo potesse essere competitivo, e invece mi sono dovuto ricredere. Ci sta mettendo l’anima e credo si stia togliendo delle belle soddisfazioni. Un’opinione sugli arancioni? Sono una squadra forte. Purtroppo quando vai a mettere insieme venticinque giocatori nuovi devi avere pazienza. L’allenatore stesso non conosceva la piazza e ha avuto bisogno di qualche settimana per ambientarsi. Sentendo i commenti dei tifosi sembrava che col Tuttocuoio si fosse subito per 90′, ma la realtà è tutt’altra. Io ho visto la partita in televisione e devo dire che gli arancioni non mi sono dispiaciuti. Squadre del genere sono molto più organizzate di quel che si crede, è impossibile pensare di dominare chiunque solo perché parti favorito. Il mio consiglio, da allenatore e tifoso, è quello di lasciarli lavorare tranquilli, sia la squadra che lo staff. Io penso e spero che la Pistoiese se la giochi fino alla fine con Piacenza e Ravenna, che ad occhio sembrano le più attrezzate. Il Tau è partito fortissimo, è vero, ma non penso che finirà il campionato davanti a tutte».

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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