La T Tecnica Gema a Latina per riprendere il proprio percorso

La prima sconfitta contro Ruvo ha generato un po’ di delusione, contro i laziali ultimi in classifica non c’è occasione migliore per rialzare la testa

Dunque è arrivato il primo inciampo ma, com’è noto, l’importante è sapersi rialzare. La caduta in casa contro Ruvo di Puglia è (anzi, deve essere) già acqua passata, l’attenzione de La T Tecnica Gema deve necessariamente andare sull’impegno del weekend, dove le possibilità di riscattarsi sono discrete. I termali viaggeranno verso l’Agro Pontino in direzione Latina, una formazione che ha avuto un inizio di stagione al di sotto delle proprie aspettative.

I laziali hanno uno score in classifica inversamente proporzionale a quello del team di coach Marco Del Re, infatti sono fermi in fondo alla graduatoria ad una vittoria e quattro sconfitte. L’ultimo KO è arrivato mercoledì scorso, a pochi chilometri di distanza dal campo pistoiese nel quale La T Tecnica stava giocando: la Benacquista è infatti caduta a Lucca sotto i colpi degli Herons. Non bisogna però farsi ingannare dal 90-77 finale, perché in quel match la Fabo ha dovuto aspettare l’ultimo quarto per piegare la resistenza avversaria.

TANTA DELUSIONE (E UNA PROFEZIA CHE SI È AVVERATA)

Per battere Latina, dunque, non è permesso sottovalutare l’incontro nemmeno per un istante; prima però va smaltita la rabbia della prima sconfitta e non è stata poca. Lo si leggeva sul volto dei giocatori dopo la sirena finale, mentre il pubblico li ringraziava per l’impegno. Lo si vedeva soprattutto negli occhi e nelle parole dell’allenatore rossoblù. «Ovviamente parto dal fare i complimenti a Ruvo, che è riuscita a giocare una partita così gagliarda. Non posso dire che da parte nostra non ci sia delusione. Proviamo sempre a fare di tutto per vincere, oggi però c’è una sensazione di amarezza in bocca. Non abbiamo giocato quella che è la nostra pallacanestro dal punto di vista difensivo, mentre per quanto riguarda quella offensiva è stata più brava Ruvo ad imbrigliarci con la difesa a zona, lo aveva fatto anche domenica contro gli Herons».

Coach Marco Del Re aveva già fatto notare nelle giornate precedenti, in barba a tutte le statistiche che lo esaltavano, che l’assetto difensivo T Gema era ancora ben lontano dall’essere al suo meglio: «Potevamo fare meglio da quel punto di vista, ne ho già parlato con i ragazzi. So per certo che la nostra difesa non è quella che oggi ha concesso tante volte tiri aperti o che, anche per poca fortuna, ha fatto rimbalzare le palle vaganti nelle loro mani. Questi sono comunque demeriti nostri. Ci rimetteremo a lavorare in palestra appena possibile per essere ancora più efficienti nelle prossime occasioni».

PIÙ SPORCHI E CATTIVI

Per credere sul serio agli avvertimenti del proprio tecnico si è dovuto attendere il primo big match dell’anno contro un top team del gruppo B (quale i biancoazzurri pugliesi sono). Le statistiche della contesa sono praticamente tutte all’insegna dell’equilibrio ma non raccontano tutto quello che si è visto. Per esempio non spiegano la differenza nella generazione di tiri puliti: se da una parte Ruvo è riuscita spesso a girare bene palla e a trovare il compagno libero in posizione di sparo (ecco i citati problemi difensivi), i padroni di casa hanno trovato troppi pochi riferimenti in attacco, non hanno sfruttato la forza dei propri lunghi come nelle quattro vittorie precedenti e hanno dovuto forzare troppe volte sia in area che fuori. Sanguinoso è stato il parziale nel secondo quarto di 16-0 con cui è arrivato il sorpasso definitivo, ancor più grave però è stato il non-controparziale nell’ultimo quarto dove gli ospiti si sono ritrovati con quattro uomini in meno tra falli ed infortuni ed hanno avuto pure modo di allungare.

Non si può certo cambiare idea sul talento e sulla solidità di Savoldelli e compagni dopo una sola sconfitta, nessuno può dimenticare quanto visto nelle prime quattro uscite. Non si può nemmeno parlare di prestazione altamente deludente: semplicemente al PalaCarrara i termali si sono ritrovati di fronte una rivale che ha saputo essere ancora più solida e, soprattutto, ha saputo essere più sporca e cattiva nei momenti chiave della partita. Insomma, serve essere ancora più spietati in campo. Inoltre il fatto che Ruvo abbia meritato più di quanto La T Gema abbia demeritato non può assolutamente essere una scusante per giustificare gli errori. Se si vuole raggiungere la grandezza è da sconfitte come queste che si impara a raggiungerla. Da questo punto di vista è quasi un bene aver affrontato e perso un big match (e di poco) alla quinta giornata di un lungo campionato.

FOCUS SUL PROSSIMO AVVERSARIO: BENACQUISTA LATINA

Una sconfitta può essere salutare, due diventano un problema. Ecco quindi che diventa vietato sbagliare la prossima trasferta a Latina. La palla a due è in programma per domenica 20 ottobre alle 18 (diretta Lnp Pass) nel palasport della vicina Cisterna di Latina. A fare gli onori di casa ci sarà una società appena retrocessa dalla Serie A2 dopo dieci stagioni di fila ed il cui ritorno in terza divisione è stato finora molto faticoso. Nel roster della Benacquista ci sono individualità interessanti ma non stiamo parlando di una rosa classificabile come una delle più forti del girone. A ciò vanno aggiunti una serie di problemi fisici che sono venuti alla luce prima e dopo la gara di pochi giorni fa contro la Fabo Herons.

In quell’occasione non era presente proprio un’ex bandiera e capitano degli Aironi, Marco Giancarli; inoltre si era infortunato uno dei pezzi pregiati di Latina, il playmaker/guardia Lorenzo Baldasso. La presenza di entrambi è data in forte dubbio. Da tenere maggiormente d’occhio dunque restano l’esterno Merletto (16 punti contro gli Herons per lui) e l’ala Rossi (12.0 di media l’anno scorso a Jesi, 13.6 quest’anno). Il cliente più ostico sarà come al solito lo straniero di turno e per questa volta si tratta dell’argentino Agustin Caffaro, centrone d’area ex-Brianza Basket (ora Treviglio): a Lucca ne ha messi 22, è uno tosto da contenere sotto le plance ma ha anche una mano educata.

Non risultano precedenti storici tra Latina e Montecatini, eppure ci sono alcuni trait d’union tra le due società legati in particolare agli ex di turno. Ce ne saranno infatti almeno tre a calcare il parquet di Cisterna domenica sera ed il nome più importante è quello del coach laziale, quell’Agostino Origlio che salì sulla panchina dell’allora Gema nell’estate 2022, in occasione del debutto in Serie B, ma che non riuscì ad arrivare a “mangiare il panettone” in quel di Montecatini. Gli altri due ex sono giocatori de La T Tecnica, Di Pizzo (alla Benacquista nel 2019-20 in Serie A2) e soprattutto Toscano, che è natio proprio della provincia di Latina e che con il club del capoluogo ha mosso i suoi primi passi in prima squadra nel lontano 2011-12.

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