Tra l’assenza di Chiarini ed un avversario più tosto del previsto poteva scattare il passo falso ma la forza del gruppo lo ha impedito
L’appetito, si sa, vien mangiando ed a forza di vittorie La T Tecnica Gema è diventata insaziabile. E’ vero, chi ha potuto assistere a tutte o a parte delle sei meraviglie di inizio stagione starà pensando che, per la padronanza del campo che si è vista, è anche normale ritrovarsi in una situazione così ottimale. In realtà non lo è per niente, a maggior ragione se si pensa che questo gruppo (come ricorda sempre e come ha ricordato di nuovo ieri sera coach Marco Del Re) è formato da giocatori che per nove/dodicesimi non si conoscevano affatto fino al primo giorno del raduno estivo. Anche nel match contro Rieti si è vista l’ormai nota squadra solida e talentuosa, con tanti protagonisti diversi in entrambe le aree ed in fasi diverse dell’incontro. Questa volta però c’è stato almeno un po’ di pathos e di sofferenza, come d’altra parte suggerisce il punteggio: dovendo resistere anche al tentativo di rimonta nell’ultimo quarto architettato dagli avversari, La T Tecnica non si è fatta prendere dal panico ed ha difeso con calma e tranquillità il vantaggio. Un altro aspetto importante che può dare ulteriore consapevolezza della propria forza.
«I RAGAZZI HANNO RISPOSTO CON PERSONALITA’»
Dunque tanti protagonisti diversi come sempre; va detto però che alla fine ci sono interpreti che sono quasi di casa tra i migliori marcatori, come per esempio Toscano (anche ieri sfiorati i 20 punti personali per lui). Di elementi che hanno contribuito al successo però ce ne sono stati molti altri, dalla precisione al tiro in situazioni pesanti e non di Passoni e Savoldelli alle scorribande del sempre presente D’Alessandro ed ai tanti scippi in una difesa guidata dal fosforo di Burini. Sotto canestro il reparto lunghi è tornato a far sentire i muscoli, Di Pizzo e Bedin hanno vinto molti duelli contro i pari ruolo reatini concedendo raramente rimbalzi offensivi. La prova del gruppo è stata buona soprattutto perché non si è notata più di tanto l’assenza per infortunio di Chiarini, che pure è, in base alle statistiche e non solo, la stella della squadra: «Chiarini è uno dei tanti giocatori importanti che abbiamo – spiega coach Marco Del Re – avere una rotazione in meno poteva complicare le cose. I ragazzi hanno risposto con personalità e responsabilità, arrivare ad essere sul +20 contro questa Rieti non era semplice».
TROPPI RISCHI NEL QUARTO QUARTO
Tutto molto bello, così sembrerebbe. Questa volta però La T Gema ha per un attimo rischiato di gettare alle ortiche l’ampio margine costruito tra la fine del secondo quarto e la prima metà del terzo quarto. In effetti chi aveva immaginato una Rieti molto più forte e combattiva di come venga dipinta dalla non ottima classifica aveva ragione, con giocatori come Thomas, Meluzzi, Cassar e Fabi c’era da aspettarsi una gara fastidiosa. Secondo l’allenatore termale però l’andamento della partita ha dato molte possibilità non sfruttate bene per neutralizzare da subito l’avversario, complice forse qualche palla persa di troppo: «Durante la partita ci sono stati momenti di buio dove non abbiamo espresso la pallacanestro migliore. Nei primi due quarti, se non avessimo fatto alcuni errori di troppo, lo scarto sarebbe stato più ampio. Sono stati bravi i ragazzi a mantenere la lucidità, specie dopo l’ottimo avvio di inizio terzo quarto nel quale abbiamo indirizzato la partita. Da lì in poi il gioco si è fatto più sporco con tanti falli non fischiati e non è stato facile portarla a casa. Per larghi tratti la squadra mi è piaciuta molto, anche a livello difensivo; in certi momenti abbiamo lasciato qualcosa per strada ma l‘importante era prendere i due punti contro una squadra che potenzialmente ha 90 punti in attacco nelle mani. Potevamo fare meglio sulla gestione di determinati possessi offensivi e un po’ anche sull’attenzione a livello difensivo. Forse abbiamo pagato la stanchezza, per questo abbiamo provato a ruotare il più possibile e a provare quintetti sperimentali».
CHE SFIDA FRA DIECI GIORNI
Passano le giornate di campionato e i valori reali vengono fuori sempre di più. Nella graduatoria del girone B le prime cinque posizioni sono occupate dalle cinque formazioni più accreditate: Roseto, Ruvo di Puglia, T Gema, Pielle Livorno e Fabo Herons. La classifica si è allungata maggiormente nel weekend appena trascorso, nel quale non si sono registrati risultati troppo sorprendenti; l’impressione è che anche domenica prossima non vedremo scossoni, visti gli accoppiamenti stabiliti dal calendario. Non c’è bisogno di dire quanto questo sia un bene per La T Tecnica; il percorso però deve andare avanti senza intoppi, a partire dalla prossima accessibile trasferta di Jesi. D’altronde non siamo ancora a metà girone d’andata, di spazio per sorprese e ribaltoni ce n’è ancora una marea: basta pensare ad una Virtus Roma, fin qui tra le deluse di inizio stagione, che ha preso da Trapani il play Rodriguez per ribaltare completamente le proprie sorti (l’atleta in questione farebbe la differenza in A2, figurarsi in B). La sfida con Jesi fungerà anche da prova generale del super-incontro che avrà luogo fra una decina di giorni, quando i rosso-blu si ritroveranno finalmente faccia a faccia con l’imbattibile schiacciasassi Roseto. Ecco, forse in quell’occasione l’eventuale (ma ancora da chiarire) mancanza di Chiarini può essere un guaio bello grosso, anche se coach Del Re non si mostra troppo preoccupato: «Sono convinto che per trovare nuovi assetti in assenza di Mateo servisse molto tempo, quando noi abbiamo già trovato qualcosa in una settimana di allenamento; dobbiamo continuare a lavorare, visto anche che avremo una settimana piena dove recuperare energia».



