Un pistoiese per la panchina di Pistoia: è l’ora di coach Della Rosa

Da Montale al biancorosso, la scalata di Tommaso dal parquet alla guida tecnica della sua Pistoia. Un’occasione d’oro tra onori e rischi

La panchina del Pistoia Basket ha un nuovo padrone. A due giorni dall’impegno casalingo contro Reggio Emilia, il club ha sciolto le riserve sulla saga capo allenatore. Tommaso Della Rosa, fino ad ora vice assistente, è stato promosso a head coach. Il suo tesseramento arriva con l’uscita di scena di coach Dante Calabria, il cui rapporto con la società non è però ufficialmente – al momento – concluso. Il contratto triennale firmato in estate resta difatti valido, con le parti al lavoro per trovare una soluzione.

Una mediazione che si preannuncia piuttosto lunga e complessa vista la decisione della società di emettere un provvedimento disciplinare ai danni del suo stesso coach, accusato di essersi presentato al palazzetto non intenzionato ad allenare. Uno scontro iniziato in campo in quel di Cremona, passato per il match con Venezia e ora giunto definitivamente a giocarsi extra-campo. Nel caos generale vissuto in settimana nell’ambiente biancorosso, toccherà a Tommaso Della Rosa l’arduo compito di guidare – almeno per la prossima giornata – una squadra tutta da ritrovare.

DA GIOCATORE AD ALLENATORE

Pistoiese doc, il più grande dei fratelli Della Rosa è cresciuto con la palla a spicchi fra le mani. Prima da giocatore, poi da allenatore, sempre col biancorosso a scorrergli nelle vene. Colori ereditati dal padre Stefano, tutt’ora in società come presidente del Pistoia Basket Junior, e condivisi col fratello Gianluca, da oggi a tutti gli effetti suo giocatore dopo aver vissuto assieme anni ricchi di successi ai lati opposti del parquet.

I primi passi sul pianeta biancorosso Tommaso li compie da giovanissimo. Prima la trafila nel settore giovanile poi, appena 18enne, l’ingresso in prima squadra dell’allora Giorgio Tesi Group. Era la stagione 2011/12 e il classe ’93 si ritrovò a condividere lo spogliatoio assieme – fra gli altri – a Fiorello Toppo, Dwight Harry, Bobby Jones e quel Lorenzo Saccaggi oggi suo cestista. Qualche manciata di minuti distribuiti su varie partite e un bagaglio di esperienza incredibile per un giovane di quell’età. Una squadra che fece sognare, vedendo sfumato il sogno promozione – poi centrato l’anno successivo – solo nella finalissima contro Brindisi.

Nel frattempo, sfruttando la collaborazione in essere, Della Rosa trovò ampio spazio con la canotta di Montale. Da poco compiuta la maggiore età, il 4 febbraio del 2011, arriva l’esordio in biancoblù. Solo l’alba di un legame diventato negli anni pressoché indissolubile. Dopo aver militato l’anno successiva a Bottegone in Serie C1, Tommi si è legato alla Libertas dove ha giocato per ulteriori sei stagioni consecutive, con la ciliegina della promozione in C Gold. Non solo. Quando al termine della stagione 2018/19 ha deciso di concludere la carriera da giocatore per dedicarsi a quella da allenatore è partito proprio dalla “sua” Montale.

LA SCALATA DA COACH

L’avventura biennale sulla panchina biancoblù ha fatto salire a 10 il totale di annate passate con questi colori addosso. Un decennio di duro lavoro e tante soddisfazioni, l’ultima in ordine cronologico quella della chiamata del Pistoia Basket. Dopo aver coniugato l’impegno di coach della Libertas e della formazione Under 18 biancorossa – con la quale si segnala il prestigioso traguardo della semifinale di Next Gen Cup – Della Rosa entra così a far parte anche dello staff di Michele Carrea come terzo assistente della prima squadra nella stagione 19/20. Il primo mattoncino della sua scalata fino al ruolo di capo allenatore.

Allo spettro dell’autoretrocessione, un boccone amaro da digerire per un coach/tifoso come Della Rosa, seguono però gli anni più ricchi di successi della sua carriera, al fianco di coach Nicola Brienza e del vice Luca Angella. Prima la promozione sfiorata con l’eliminazione di Verona, poi il trionfo nella indimenticabile notte di Torino. La conferma nello staff del ritorno in Serie A suggella un percorso eccezionale ed inesorabile. Un’annata straordinaria firmata Della Rosa, tanto in panchina quanto in campo, col fratello capitano della formazione campionessa dell’A2.

Si arriva dunque alla splendida stagione di Serie A, con Pistoia prima autentica sorpresa e poi bellissima realtà. La qualificazione ai playoff dopo la salvezza ottenuta anzitempo corona un’annata pazzesca. Alla gioia finale si affianca anche la malinconia di un cerchio che si chiude, con l’addio in primis di Brienza e in seguito di alcuni giocatori simbolo di un ciclo storico. Tra le note di continuità vi è proprio lo stesso Tommaso Della Rosa.

LA PANCHINA DI PISTOIA

Le vicissitudini di un inizio stagione turbolento sotto la nuova proprietà statunitense capeggiata dal presidente Ron Rowan hanno portato in pochi mesi ad un ribaltone sulla panchina di Pistoia. Coach Calabria è stato così messo da parte e a prendere il suo posto toccherà proprio a Della Rosa. Dopo esserci andato vicino il 10 aprile del 2021 per la doppia positività al Covid-19 dell’allora tecnico Carrea e del vice Bongi – quest’ultimo poi ripresosi in tempo per il match contro la Stella Azzurra – contro Reggio Emilia per il neo promosso allenatore biancorosso sarà il giorno del debutto da coach di Pistoia.

Una giornata storica per il basket pistoiese, con un nuovo rappresentante della città alla guida del club, dopo che per ultimo era toccato proprio a Fabio Bongi. Una favola firmata Della Rosa. I due fratelli a guidare la squadra biancorossa, uno a bordo campo e uno con gli oneri del capitano. Una storia di famiglia e di sport senz’altro affascinante, la quale si ritrova suo malgrado incastrata in uno sfondo colmo di instabilità. Onore sì, tanto, ma anche un altrettanto massiccio peso specifico da portare sulle spalle non certo da poco.

RISCHI E PROSPETTIVE

Coach Della Rosa eredita difatti una situazione a dir poco delicata, in cui il suo predecessore si è trovato a scontrarsi con il presidente Ron Rowan per scelte di campo. Un episodio grottesco, forse mai visto in massima serie. Trovarsi sulla panchina di una squadra il cui numero uno appare così “potente” in diversi ambiti della società, non è certo il massimo per una prima esperienza tra i pro da head coach. Possibilità concreta diventa quello di essere schiacciati da una personalità forte e autoritaria, senza dunque riuscire ad imprimere il proprio credo e modo di fare. In sintesi, il rischio di “bruciarsi” o comunque di ritrovarsi “intrappolato” c’è.

Dall’altra parte è lecito per un 31enne coach di cogliere al volo la chance di allenare in Serie A, per giunta la squadra della tua città. Un orgoglio, un piacere e una grande soddisfazione. Un’offerta che se osservata da questo punto di vista appare impossibile da rifiutare. Il classico treno che passa una volta nella vita. Il dubbio – come detto – resta nel capire quanto margine di manovra avrà.

E per Pistoia? Se c’è qualcuno che può trasmettere cosa significa far parte di questa squadra, quello è proprio Tommaso Della Rosa. Per risollevare un gruppo apparso slegato e poco coeso, ripartire dall’unione di intenti per il bene di due colori potrebbe essere la chiave giusta. È vero, parliamo di un coach alla sua prima esperienza a questi livelli- è il più giovane in Serie A – ma ciò non esclude che possa arrivare una scossa. Da un punto di vista tecnico inoltre, parliamo di un coach giovane ma preparatissimo.

Detto questo, sono altre in primis le domande per le quali si attendono risposte. Il presidente Rowan deciderà di lasciare tutto intatto con Della Rosa capo allenatore fino al termine della stagione? Oppure troverà un altro coach a cui affidare la squadra? Per lo stesso coach Della Rosa sarà possibile risollevare una situazione instabile e mantenere la barra dritta fino a giugno? In attese delle prossime mosse del Marine, un grande augurio va a Tommaso per il suo nuovo incarico che siamo sicuri svolgerà con la dedizione e l’amore per questi colori che l’hanno sempre contraddistinto.

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