La T Gema: dalla sconfitta a sorpresa di Jesi alla missione impossibile Roseto

Serata di gala al PalaCarrara contro la Liofilchem. Servirà la partita perfetta per vincere: il KO di Jesi inciderà per il morale?

E’ stata con ogni probabilità la prima controprestazione chiara e netta di questa stagione. Certo, finché sono così rare all’interno di una stagione è un buon segnale. Gli atleti di queste categorie però sono agonisti puri e non sono i tipi che accetterebbero passi falsi del genere. Ci sarebbe quindi da tornare a lavorare in casa La T Tecnica Gema per cambiare registro sugli aspetti che ancora non soddisfano sia coach Marco Del Re che lo spogliatoio. Invece non c’è il tempo di metabolizzare la sconfitta di Jesi che è già vigilia del big match contro l’imbattuta capolista Roseto (palla a due mercoledì 6 novembre ore 21, diretta Lnp Pass).

PERSEVARE NEGLI ERRORI SAREBBE LETALE

Verrebbe da dire che pure il tempismo con cui è arrivata la brutta prova del PalaTriccoli non gioca a favore. Infatti sarebbe stato meglio approcciare la sfida coi biancoblu con fiducia e morale al massimo, per superare un avversario di questo calibro deve essere tutto perfetto. Ma di preciso, che cosa è stato sbagliato contro Jesi? Facciamo subito una premessa: bastava un solo episodio a favore in più e forse oggi si parlerebbe di un film diverso. Con un solo punto di scarto, ogni azione o errore commesso nei 40 minuti può essere additato come la causa della sconfitta.

Eppure è proprio qui che La T non ha convinto, perché di possibilità per superare e staccare Jesi ce ne sono state una marea, soprattutto nell’ultimo quarto dove si è giocato punto a punto. Non può essere certo il tiro finale di Burini (peraltro il migliore in campo dei suoi) ad aver condannato i toscani. Semmai ci sarebbe da puntare il dito contro il dato agghiacciante delle 18 palle perse, alcune di queste inspiegabili per come sono maturate. Per rendere meglio l’idea, Ragusa (la formazione col maggior numero di perse in tutta la B Nazionale) ha una media di 16.5 a partita.

Contro Roseto la lente d’ingrandimento andrà anche sull’attacco. Dopo la peggior performance dell’intera annata con 72 punti realizzati si cercano miglioramenti immediati nella costruzione dei tiri e nella gestione dei possessi. L’assenza di Chiarini – che con ogni probabilità si protrarrà anche contro gli abruzzesi – pesa tanto ma dovrà essere mascherata decisamente meglio nell’infrasettimanale.

«CI SONO MANCATE FAME E VOGLIA»

Sui propri social La T Gema ha segnalato un paio di episodi spiacevoli avvenuti a Jesi, con società e pubblico locale accusati di aver distratto la squadra avversaria. Nel time-out finale il volume della musica al PalaTriccoli era troppo alto e forse è stato fatto di proposito per confondere i rosso-blu. Segnalato anche il lancio di una bottiglietta contro la panchina ospite. Fatti inqualificabili e antisportivi.

E’ stato l’atteggiamento ad essere sbagliato, come rimarca anche coach Marco Del Re c’era troppo relax in campo. L’allenatore livornese è stato una furia per tutto il corso del match, così arrabbiato con i suoi ragazzi non lo avevamo ancora visto quest’anno: «Sicuramente non abbiamo perso per l’ultimo tiro, c’è stata una serie di cose che hanno portato a questo risultato. Siamo stati poco aggressivi e un po’ sfilacciati, com’era successo con Ruvo».

«Abbiamo provato a rimediare durante la partita e in diverse situazioni ci siamo riusciti ma non è bastato per portarla a casa. I 17 rimbalzi offensivi significano che abbiamo distribuito male i tiri, specie nel primo tempo che abbiamo perso nonostante 19 tentativi da 3. Abbiamo fatto meglio nel secondo ma le 18 palle perse sono troppe per una partita come questa. Jesi è stata brava a fare la sua partita, noi no perché ci eravamo detti di impostarla facendo attenzione alle singole caratteristiche dei giocatori. Oggi Cena ha avuto percentuali altissime ma la colpa è nostra, l’abbiamo lasciato troppe volte da solo e questo non possiamo permettercelo contro nessuno in nessun campo. Ci è mancata la fame, la voglia e la compattezza di squadra. A caldo c’è poca soddisfazione, pur provandoci non abbiamo mai messo il naso avanti e non so se è stata una mancanza di lucidità o di energia. Dobbiamo essere più pronti ad approcciare questo tipo di partite».

FOCUS SULL’AVVERSARIO

E ora La T Tecnica è chiamata a tornare a vincere contro il più invincibile dei nemici. Sarà una vera e propria serata di gala al PalaCarrara contro la Liofilchem, in una cornice che sarà finalmente impreziosita dalla presenza dei tifosi avversari (con la speranza che i rosetani non facciano danni come accadde in Supercoppa con i supporter degli Herons). Gli abruzzesi sono i favoriti numero 1 alla promozione in A2 e finora lo hanno confermato. Il probabile quintetto titolare è di incredibile valore: in cabina di regia si contendono il posto il giovane Durante, uno dei tre confermati dallo scorso anno insieme a Guiaiana e Donadoni, e il 32enne Traini, giocatore esperto che arriva facile in doppia cifra di media.

Nel posto di guardia troviamo un atleta che al momento è uno dei possibili candidati al titolo di Mvp del campionato. Quando scendi in campo con Lukas Aukstikalnis è come partire da 20-0, il lituano ex-Imola sta facendo la differenza tutte le settimane. Dovrebbe essere proprio Donadoni il 3 titolare, mentre l’ala grande è Brian Sacchetti, figlio di Meo, ex capo allenatore della Nazionale. Sotto le plance due centri come Tiberti e Tsetserukou. Il primo arriva da Jesi e il secondo da Crema. A completare l’equazione c’è coach Franco Gramenzi, una vera istituzione di questa categoria che dopo 13 stagioni nel sud del Lazio tra Ferentino e Latina ha la grande occasione di conquistare l’undicesima promozione della sua onorata carriera.

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