Per battere i capitolini, reduci da quattro successi di fila, ai termali non potrà bastare ripetere la prova di mercoledì con Caserta
E’ con ogni probabilità la trasferta più bella, prestigiosa e stimolante che il girone B della Serie B Nazionale possa offrire. L’anticipo di sabato 16 novembre alle 20 (diretta Lnp Pass) valevole per la dodicesima giornata vede infatti La T Tecnica Gema impegnata nientemeno che sul campo della prima squadra cestistica della capitale, la storica Virtus Roma. I termali questa volta sono chiamati all’impresa, dato che l’avversario è molto probabilmente la squadra più in forma in questa particolare fase della stagione. Con quattro vittorie consecutive in altrettanti scontri, i giallorossi stanno scalando la classifica a folle velocità e puntano dritto verso la zona playoff. E’ proprio il caso di dirlo: bisognerà lottare come gli antichi gladiatori del Colosseo.
TRA STANCHEZZA E ACCIACCHI FISICI
Quantomeno servirà non ripetere la prestazione altalenante di mercoledì contro Caserta, in cui La T Tecnica ha forse pagato caro la stanchezza di queste ultime settimane. Va infatti ricordato che le rotazioni sono bloccate a nove giocatori (salvo qualche sporadico minuto per i giovani) da ormai un mese, cioè da quando si è fermato Chiarini nel match contro Latina. A ciò vanno aggiunte le difficoltà di questo calendario improbabile, ed è un sollievo per i giocatori sapere che dopo Roma ci sarà qualche giorno in più per preparare il derby con gli Herons. Fatta questa premessa doverosa, La T Gema è uscita dalla gara del PalaCarrara con l’impressione di aver rischiato troppo. La squadra è sembrata non abbastanza sul pezzo, poco furente in senso agonistico ed in alcune situazioni pure un po’ stizzita; evidentemente sperava di avere la meglio con più facilità su Caserta, formazione più forte di quanto reciti la classifica ma palesemente non al livello de La T Tecnica. Sono tornate ad essere troppe le palle perse, mentre sono migliorate nel corso del match le percentuali di tiro e i rimbalzi ottenuti.
Forse è stata questa crescita strada facendo e la lucidità nel finale a salvare i due punti. Alla fine non si può non essere d’accordo con la disamina di coach Marco del Re: una vittoria sporca non solo non è da buttare via ma diventa ancora più pesante nell’economia dell’intera stagione. «Oggi era importantissimo vincere. Non abbiamo giocato per larghi tratti una buona pallacanestro. Il modo con cui abbiamo iniziato oggi mi ha ricordato la partita di Jesi, dove eravamo scollegati tra di noi, mentre in difesa abbiamo concesso tanto facendo errori di comunicazione banali. Alla fine però devo ringraziare i miei ragazzi, perché non era facile arrivare a fine partita e prendersi una vittoria che si era complicata molto. Sono questi i successi che a fine anno contano doppio. Siamo arrivati alla quarta partita in 10 giorni, per questo vincere ancora vale tantissimo per noi. Oggi ci portiamo a casa il risultato, sulla prestazione ci penseremo e ci lavoreremo sopra appena avremo un po’ di tempo in più di farlo».
L’allenatore ha poi sottolineato la bravura di tutta la squadra nel non aver perso la testa in una situazione mentalmente difficile, soffermandosi sull’apporto di due atleti che hanno fatto la differenza. Il primo è Passoni, i cui problemi al tiro sono ormai un lontano ricordo visto l’impressionante 86% dal campo (6 su 7) sfoderato nell’infrasettimanale appena passato; il secondo è Toscano, che si sta appropriando sempre di più dei gradi di leader tecnico della squadra. Sarebbe bello se a Roma si rivedesse in campo l’altro giocatore-chiave T Gema, invece pare proprio che l’assenza di Chiarini debba perdurare per un’altra domenica. L’argentino potrebbe tornare in tempo per il derby ma è impensabile pensare di riaverlo al 100% per l’occasione. A proposito di infermeria, c’è anche da monitorare la situazione Burini: l’ex-Avellino era uscito malconcio dalla trasferta di Salerno (nella quale era pure rientrato negli spogliatoi) e non sta troppo meglio dopo la vittoria contro la Juve, la sua presenza al PalaTiziano non è comunque messa in discussione.
FOCUS SULL’AVVERSARIO
E’ quindi questo il momento peggiore per affrontare Roma? Tutti gli indizi sembrano suggerirlo. Di certo non è casuale questa serie di quattro trionfi di fila, iniziati con lo scioccante quarantello rifilato alla Pielle a domicilio e che hanno visto come ultimo atto il successo molto agile su Ravenna, nel quale è stata sfondata quota 100 punti. Non è casuale perché il cambio di passo dei capitolini è avvenuto contemporaneamente all’ingresso nel roster di Yancarlos Rodriguez. L’ex Forlì, Treviglio e Trapani approda in Serie B dopo sette anni di A2 ed uno scorcio brevissimo in A1, nelle ultime stagioni viaggiava a poco meno di 10 punti nella categoria superiore ed è atterrato a Roma per proiettarla subito verso il piano superiore. Da un colpo del genere si capisce che l’essere una neopromossa poco importa, la storia della Virtus impone ambizione e traguardi importanti (ricordiamo che stiamo parlando di una società che ha vinto coppe europee al suo massimo).
A restituire entusiasmo ad una piazza sfiduciata dai fallimenti degli ultimi anni ci hanno pensato coach Alessandro Tonolli, che un tempo era il capitano storico del club giallorosso e che ora ha portato la nuova società alla promozione in due anni dalla C Gold alla B Nazionale, e Gaston Whelan, playmaker argentino amatissimo dai tifosi con molto estro nelle mani. In quest’inizio di stagione a fare da trascinatore però è stato Alberto Conti (ex-Mestre e Fortitudo), che è ad oggi il miglior italiano del girone B per media realizzativa con 17.4 punti e che proprio con Ravenna ha toccato il suo season high mettendone 29. L’ala grande titolare è Edoardo Caversazio (da Mestre), giocatore che da anni è una presenza fissa nei top team della terza divisione. Caversazio può giocare anche da centro nonostante questo ruolo dovrebbe essere ricoperto dall’uomo d’esperienza del gruppo, quell’Andrea Ancellotti che ha calcato più volte la Serie A con le maglie di Pesaro e Brescia. Anche la panchina è di altissimo livello, qui troviamo elementi come Siberna, Valentini e l’ex-Roseto Marco Santiangeli, pericolosissimo sesto uomo. No, non è decisamente una formazione che vale il nono posto in graduatoria, ecco perché si dovrà parlare di impresa se La T Gema facesse il colpaccio.



