«L’ex mister può aver avuto modi e comportamenti sopra le righe che non sono stati apprezzati – ha detto il diggì della Pistoiese Marco Ferrari – Ma sono stati proprio i suoi modi “rudi” a farmelo apprezzare, proprio perché lo facevano una persona vera»
Alla fine la “spada di Damocle” è caduta: a farne le spese è stato Paolo Indiani, ormai ex tecnico della Pistoiese, sulla cui testa pendeva da tempo un’ascia tenuta ben stretta da una buona parte della tifoseria, che – a ragione o a torno – lo ha identificato come unico responsabile di quanto non è andato finora in questa stagione.
Un comportamento che non ha particolarmente compiaciuto la società, che nel corso della presentazione del nuovo mister Antonino Asta non ha esitato a prendere le difese del tecnico di Certaldo (sottolineando a più riprese l’impegno, la professionalità e lo spessore umano di Indiani nelle parole del presidente Orazio Ferrari, del direttore tecnico Raffaele Pinzani e poi del responsabile dell’area tecnica Federico Bargagna, ndr), prendendo le distanze da chi lo ha assunto come unico capro espiatorio di una situazione che, a detta di Marco Ferrari, aveva ed ha tuttora molte e complesse sfaccettature.
É proprio il direttore generale Marco Ferrari, intervenuto soltanto al termine della presentazione, a farsi carico dell’iniziativa, attaccando – sia pure con toni miti – l’ultimo periodo di forte accanimento nei confronti di Paolo Indiani.
«Sono molto dispiaciuto per il pessimo trattamento che molti hanno riservato nell’ultimo periodo a Paolo Indiani – ha detto Marco Ferrari – A partire dalla seconda giornata è stato oggetto di pesanti critiche che lo volevano come unico capro espiatorio di quanto accaduto, quando è evidente che le ragioni che hanno portato a tutto questo siano più complesse e meno immediate».
«L’ex mister può aver avuto modi e comportamenti sopra le righe che non sono stati apprezzati – ha concluso il direttore generale – ma sono stati proprio i suoi modi “rudi” e poco convenzionali a farmelo apprezzare, proprio perché lo facevano una persona vera».



