Si avvicina la stracittadina termale, la Fabo arriva forte di quattro successi nelle ultime cinque: «Partite particolari, più di tutto conta la forza mentale»
È una settimana di grande attesa a Montecatini: la settimana del derby. Sarà che fa sempre uno strano effetto vedere due società nella città termale dividersi tifoserie, onori ed obiettivi. È vero però che ogni anno la posta in palio sale così come il fermento in città e mai come in questa stagione il livello cestistico era arrivato così in alto. Sia La T Tecnica Gema che Herons hanno l’assoluta volontà di raggiungere il massimo obiettivo della promozione e per ora la direzione intrapresa è quella giusta, aldilà di qualche inciampo strada facendo.
Nella sfiancante batteria di partite appena conclusa le sensazioni migliori le ha date la Fabo, che ha affiancato e poi superato i cugini issandosi al terzo posto in graduatoria. Ciò però non può bastare per darla come favorita: c’è troppo equilibrio per formulare un pronostico secco.
L’AVVICINAMENTO AL DERBY IN CASA HERONS
Di certo il pensiero di ribadire, come avvenuto nelle ultime tre occasioni, la supremazia sul nemico numero uno e il poter allungare sul gruppetto di squadre che sta cercando di rimontare verso la zona playoff è un’occasione troppo invitante da non lasciarsi sfuggire per la banda di coach Federico Barsotti.
Sull’importanza di questo scontro diretto è d’accordo anche Giorgio Sgobba, è proprio l’ala-centro ex Sant’Antimo a raccontarci come l’ambiente Herons si stia avvicinando al grande evento. «Domenica ci aspetta questo derby, forse sarà la partita più impegnativa dell’anno. Vincerla farà la differenza nel proseguo della stagione e sarà fondamentale ritrovare le energie e le forze dopo le cinque gare appena passate perché nell’affrontare una stracittadina è la forza mentale che conta. I derby sono spesso partite strane nelle quali succede di tutto, possono finire sia con punteggi altissimi che bassissimi e alla fine conta solo essere davanti. Loro arrivano da una sconfitta e noi da una vittoria, loro dovrebbero essere senza Chiarini e noi dovremmo essere senza Mastrangelo. Dobbiamo farci trovare pronti perché loro giocheranno col coltello fra i denti, siamo fiduciosi».
Oltre alla mentalità Sgobba fa riferimento ad un altro fattore che potrebbe risultare determinante in ottica derby e non solo: le forze fisiche. Menomale che questa settimana è stata lasciata libera da nuovi impegni del mercoledì, ormai sono diventati un’abitudine piacevole per gli spettatori ma estremamente stressante per chi sta in campo: «Queste cinque partite così ravvicinate a novembre sono andate bene per noi, però penso di poter dire che un tour de force del genere sia stato una follia. Avrei potuto capire se un calendario del genere lo avessimo avuto quando ti avvicini al periodo dei playoff, lì ti devi abituare a certi ritmi frenetici. Fare cinque partite in 15 giorni in questo momento dell’anno con le squadre che si stanno ancora amalgamando è stata veramente tosta».
Il calendario però è stato lo stesso per tutti club del girone B, quindi se gli Herons si trovano nelle posizioni che contano il merito è solo loro. Oltretutto è stato proprio il filotto di partite appena finito a dare un’ulteriore spinta verso l’alto e non è cosa da poco: «Abbiamo concluso questa serie con quattro vittorie su cinque, posso dire che è stata positiva sia per la squadra che personalmente. Purtroppo nel mezzo c’è stata anche la sconfitta di Fabriano, quella è stata la nota dolente; però il percorso ci sta dicendo che siamo una squadra competitiva e che merita di stare dove attualmente si trova in classifica. Nelle partite che abbiamo perso contro Roseto, Ruvo e Fabriano ce la siamo sempre giocata punto a punto, anche questo è un bene per noi».
IL PROBLEMA DELL’ULTIMO QUARTO E LA FORZA DEL GRUPPO
Con umiltà Sgobba non si concentra solo sugli aspetti positivi di questa Fabo ma è anche molto chiaro su ciò che non sta andando bene per ora. Tutto sommato non sono molti i problemi del roster rosso-blu, pieno di talento individuale e ben organizzato difensivamente (da questo punto di vista è davvero simile ai rivali de La T Gema); un difetto però c’è ed è molto evidente: «Una cosa che si nota in maniera palese, e le statistiche lo confermano, sono i nostri quarti quarti, ci sono costati tutte le sconfitte che abbiamo subito. Con Roseto e con Ruvo ci siamo bloccati nell’ultimo quarto, mentre a Fabriano abbiamo pure approcciato male il primo tempo. È come se ci spegnessimo all’improvviso, su questo ci dobbiamo lavorare tanto». Anche nell’ultima partita vinta contro Jesi si è andati vicini al blackout fatale nell’ultimo quarto, è stata una fortuna (ma anche un merito) che ciò non sia bastato a ribaltare il risultato.
Questo primo terzo di stagione però ha visto anche tante prove di carattere ed orgoglio da parte degli Herons, quella dello scorso weekend rientra proprio tra queste visto l’ottima forma degli ospiti. E’ stato proprio Sgobba con il suo season highdi 24 punti a suonare la carica («È il mio record nella nuova Serie B ma non in carriera – rivela il numero 33 – sono arrivato al mio massimo a farne 36»). Oltre però ai meriti individuali, il segreto della Fabo, e lo è dalla sua nascita nel 2021, è un gruppo che non si è mai diviso tra senatori e nuovi arrivati ma si è sempre fatto unire dalla voglia di divertirsi ed onorare la maglia: «Qui in questa squadra non c’è un’individualità che prevale sulle altre, siamo un bel gruppo fatto di ragazzi che si trovano bene tra di loro. Io un leader? No, semmai sono quello che porta il sorriso e due ‘cavolate’ quando serve».
Il fatto che il derby di Montecatini vada a disputarsi nell’ultimo luogo al mondo in cui ci si poteva immaginare di ospitarlo, ovvero il PalaCarrara di Pistoia, potrebbe accendere la battaglia ancor di più rispetto agli anni scorsi, dentro e fuori il parquet. Peraltro è un palazzetto che Sgobba conosce bene, avendoci giocato da ragazzo nelle giovanili pistoiesi e da avversario in Serie A (nella fattispecie nel 2016-17 con la maglia di Brindisi). Il numero 33 comunque non si nasconde: tra i giocatori di Herons e T Gema c’è reciproco rispetto, in campo e nella vita di tutti i giorni. «Qualche volta è successo che io abbia incontrato in giro o al supermercato qualcuno di loro, in quei casi ci salutiamo e ci fermiamo a parlare tranquillamente. Inoltre ho un ottimo rapporto con Lorenzo D’Alessandro, abbiamo giocato insieme a Pavia e ci siamo visti a inizio stagione per un saluto. La rivalità? Non c’è tra di noi giocatori, se non quando siamo in campo gli uni contro gli altri, è una cosa che riguarda più le tifoserie».



