Derby di Montecatini, il pronostico di Mario Boni: «Herons favoriti»

Il parere della leggenda ex Montecatini: «La Fabo ha l’inerzia del momento ma La T Gema ha più carte in regola per la promozione»

Il nuovo appassionante duello tra La T Tecnica Gema e Fabo Herons è sempre più vicino. I preparativi delle due squadre stanno per finire, così come sono quasi pronti i tifosi termali di entrambe le sponde ad invadere il PalaCarrara di Pistoia. Si prevede che si vada ben oltre il dato dei 1000 spettatori, in quello che inevitabilmente è uno dei match di cartello che tutti e due gli schieramenti aspettavano da tanto tempo. Come andrà a finire? Beh, se lo chiedono un po’ tutti e, visto l’andazzo in campionato delle due compagini, c’è chi dice Fabo, chi dice La T Tecnica e chi non sa come rispondere. Forse è meglio se per fare un pronostico ci affidiamo ad una voce alla quale nessuno a Montecatini può dire di no, alla voce del suo giocatore più grande ed indimenticabile. Sentiamo allora che cosa ne pensa Mario Boni su questa stracittadina termale.

«LA DIVISIONE HA RIPORTATO ENTUSIASMO»

Prima di iniziare però qualcuno potrebbe obiettare che Boni non è proprio super partes in questa giovane faida, essendo lui uno degli ‘ambassador’ della Fabo. In realtà il suo amore per quella che è ‘la sua’ città va oltre le divisioni e lo ribadisce con forza anche in questa occasione: «Io seguo sempre con interesse il basket di Montecatini. Il derby è un grande momento ma io considero sempre Montecatini come una sola squadra. Momentaneamente si è tutto diviso in due società e anche i tifosi si sono divisi, però penso anche che è stato questo il segreto del successo del ritorno della pallacanestro in città. Il fatto che ci siano due squadre una contro l’altra ha riportato interesse e curiosità tra le persone. A livello ipotetico spero sempre che si uniscano ma ripeto comunque che la divisione ha riportato entusiasmo. Mi ricordo quando provarono ad unirsi le due società di basket a Livorno, fu un disastro. La cosa più importante è che i due club mantengano due identità distinte e per ora lo stanno facendo, questo fatto ha aiutato Montecatini a ritornare in auge. Entrambe hanno dei budget molto importanti con dei proprietari molto ambiziosi, non può quindi essere un caso se le due formazioni siano molto competitive. Certo però che sarà un’esperienza strana vedere il derby di Montecatini proprio a Pistoia, è davvero una cosa straordinaria.».

IL PRONOSTICO DEL GRANDE CAMPIONE

Boni riconosce quindi l’ottimo lavoro svolto da Fabo e T Gema, un operato che ha portato in quattro anni le due formazioni dalla C Gold ad essere candidate credibili per la promozione in A2. Domenica a Pistoia però una sola potrà alzare le braccia al cielo, in un verdetto che potrebbe influenzare pesantemente il proseguo della stagione: «Gli Herons arrivano da un momento in cui giocano molto bene. Qualche partita un po’ sottotono c’è stata ma certamente stanno giocando un buon basket. Devo dire che il gioco degli Herons è sempre riconoscibile, sono continuamente in pressione, tanti contropiedi e buon movimento di palla. E’ un momento di buona forma che al contrario non vedo ne La T Gema, complice forse l’infortunio di Chiarini. E’ stato l’Mvp della scorsa stagione e manca da un sacco di partite, non è facile per nessuno fare fronte a una perdita del genere. T Gema ha comunque una squadra molto forte, a livello di talento complessivo è davvero interessante; non posso negare però che nell’ultimo periodo abbiano subito qualche sconfitta di troppo. Se devo scegliere qualcuno dico Herons favoriti, perché vista la situazione in cui si è trovata mi sembra che La T Gema abbia perso solidità. Vedendo l’inerzia di queste ultime partite mi viene da dire che come percentuali di vittoria vedo gli Herons al 60% e La T Gema al 40%, però voglio ribadire che quest’ultima ha grande talento. Pensa che nel mio ranking iniziale avevo messo prime proprio Roseto e La T Gema, dopo i primi acquisti io metterei in prima fila anche Roma. Un gradino più in basso ci sono per me Ruvo, Herons e Livorno, che non sta rendendo a causa degli infortuni. Le due termali lotteranno per la promozione ma chi delle due ha le carte maggiormente in regola, secondo me, è La T Gema».

UN DERBY TRA FRATELLI

Attualmente il grande campione continua a svolgere il suo ruolo di vicepresidente all’interno del sindacato Giba (Giocatori Italiani Basket Associati), nonché il già citato ruolo di ambassador della Fabo. In molti però si ricordano il Boni telecronista sportivo, un impiego che lo ha visto impegnato a fasi alterne e che lo vede di ritorno proprio adesso in un’emittente locale in forte espansione come TeleSud, che peraltro è la tv di proprietà del presidente dei Trapani Sharks della Serie A cestistica. Ai canestri raccontati, anche se della massima divisione, il leggendario numero 10 preferisce da sempre quelli realizzati, tant’è vero che avendo continuato a calcare i parquet di tutto lo Stivale molto oltre i 50 anni di età è al primo posto per punti realizzati a tutti i livelli, dal primo all’ultimo, nei campionati maschili italiani.

La domanda sorge spontanea: ma se Mario Boni fosse stato ancora in attività, lo avrebbe voluto giocare il derby di Montecatini? «A me sarebbe piaciuto giocare anche ora, adesso. Giocare a pallacanestro, ma in generale il fare sport, è bellissimo e i derby sono come la ciliegina sulla torta di ogni avvenimento sportivo: c’è tensione sempre, non è una partita come le altre. Tutti i ventiquattro che scenderanno in campo vivranno un’emozione particolare che sarà difficile da scordare. Ricordo poi che il primo anno in cui si ebbe questa nuova rivalità fu molto caldo e sentito, dopo un po’ i tifosi ci hanno fatto il callo; magari stavolta, con curiosità del luogo in cui si svolgerà, ci saranno meno insulti e più sfottò. Il derby vero di Montecatini resterà sempre con Pistoia. Io ho avuto la fortuna di giocare più derby oltre a questo, penso a Roseto – Teramo in Abruzzo e Aris – Paok a Salonicco (Grecia); erano tutti molto accesi e lo era tanto anche Pistoia – Montecatini con le sue coreografie e la sua passione. Pure questo tra Herons e La T Gema ha il suo fascino, però io più che chiamarlo derby tra cugini direi che è tra fratelli».

MOMENTO AMARCORD: BONI VS PALAFERMI

Dal momento che è stata citata Pistoia, la grande rivale di tutta la sua lunghissima carriera, non si può non chiedere a Boni quali siano stati i momenti più incredibili vissuti in quel palazzetto nemico che si appresta a passare da biancorosso a rosso-blu per una notte. Su quale sia la memoria più bella la risposta è immediata: «Senza dubbio la partita delle ‘bombe’»; e il riferimento è ovviamente alla gara del 10 novembre 1991 vinta da Montecatini al PalaFermi (perché allora si chiamava così il PalaCarrara) per 90-93, in cui Boni fece uno storico 4/4 da 3 nei primi 2 minuti di contesa per poi chiudere a 33 punti complessivi.

Una prova che chiunque era lì quel giorno, tifoso o avversario, non può dimenticare: «Peccato però che mi feci male e fui costretto non solo a uscire ma anche a perdere la convocazione in Nazionale, sono stato sempre sfortunato con la Nazionale. In quella partita avrei potuto fare 60 punti se non mi fossi infortunato, stavo benissimo e ricordo che nel tirare quelle bombe mi sembrava di essere come dentro a una nuvola. Ne ricordo altre di partite a Pistoia particolari, anche non mentre ero a Montecatini. Per esempio ce ne fu una, quando ormai avevo 43/44 anni, con l’Assigeco di Casalpusterlengo (squadra che si trova a pochi passi da Codogno, la sua città natale) in cui i tifosi pistoiesi non pensavano agli avversari, aspettavano solo me. Ricordo lo striscione contro di me che diceva qualcosa tipo ‘Brucia all’inferno’ e allora chiesi ai miei compagni di lasciarmi entrare in campo da solo per poter assaporare meglio quel momento che mi riportò a quando ero più giovane. Fu una cosa divertente e allo stesso tempo emozionante. Gli episodi del derby sono stati tanti, non dimenticherò come passavamo le settimane prima di giocarlo oppure l’uscita dei calendari in cui la prima cosa che cercavamo era segnarsi quelle due date. E’ stata un’epopea indimenticabile».

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