I gialloblù sono in crescita e hanno sempre messo in difficoltà gli Herons, i quali però vogliono vendicare la brutta sconfitta nel derby
Quale versione della Fabo Herons vedremo alla palla a due di domani 1° dicembre ore 18 (diretta Lnp Pass) contro la Solbat Piombino? La squadra incostante e piena di frustrazione che si addormenta e che non concretizza abbastanza? Oppure la macchina perfettamente collaudata ed oliata, capace di neutralizzare qualsiasi opponente con la sua difesa impenetrabile e con individualità di spessore in attacco? I ragazzi di coach Federico Barsotti sono i primi a volere quest’ultima soluzione.
Dopo la delusione del derby non c’è momento migliore per voltare pagina in maniera definitiva. Il match del PalaTagliate potrebbe essere molto importante più da un punto di vista mentale e sentimentale che per il discorso classifica, nonostante il programma della quattordicesima giornata preveda un paio di scontri diretti interessanti in chiave playoff (La T Gema–Pielle, Jesi–Luiss Roma) da sfruttare per consolidare il proprio posto in graduatoria.
UN MIX DI GIOVANI E VETERANI
Sconfiggere un avversario che arriva da tre vittorie nelle ultime quattro partite (e quell’unica sconfitta è arrivata di misura con Roseto l’invincibile) non sarà comunque una passeggiata di salute, ecco perché la Fabo dovrà tassativamente entrare in campo con la miglior faccia possibile. Lo dice anche la cabala: ogni volta contro la Solbat sono guai, come suggerisce il totale dei precedenti che non sorride ai termali (in due anni di Serie B una vittoria sola in quattro scontri). Dopo essere stata nelle ultime stagioni una presenza fissa nella parte sinistra della graduatoria, per ora Piombino staziona a centro gruppo. La sua rosa però è ben organizzata, con un mix di giovani intriganti ed atleti di esperienza ed affidabilità, e sta iniziando ad ingranare nelle ultime settimane, come d’altronde hanno fatto tanti altri club del girone B.
Sarà quindi un’altra dura battaglia: e dire che in molti avevano storto il naso quando in estate i giallo-blu avevano rivoluzionato radicalmente il roster con nove giocatori nuovi ed un allenatore ‘esotico’ con non molta esperienza in Italia, l’ex c.t. del suo Uruguay Marcelo Simonetti. Invece la società del sud della Toscana si è confermata tra le più brave a pescare i talenti, puntando con buoni risultati sulla guardia 2002 Castellino, il play 2004 Frattoni e soprattutto sul 2001 ex-Ravenna Matteo Nicoli (12.2 punti).
Sotto canestro si alternano Pieri e l’altro giovane Onojaife, divenuto suo malgrado protagonista di un grave caso di razzismo nella scorsa partita insieme ai tifosi ospiti di Fabriano che lo avevano bersagliato. I veri leader della squadra sono le due ali titolari, uno dei pochi superstiti dalla scorsa stagione (e per questo eletto capitano) come Lorenzo De Zardo e l’americano dal canestro facile Tyler Cartaino (14.5 punti di media). Non vanno poi dimenticati i veterani pronti a dare una mano dalla panchina, tra i quali spiccano Andrea Sipala (da Legnano) e l’ex-capitano della Libertas Livorno Francesco Forti.
LE STATISTICHE DICONO FABO, MA…
Le statistiche generali confermano quanto dice la classifica, ovvero Herons superiori agli ospiti, ma non ci si può comunque fidare. Piombino non ha percentuali di tiro di rilievo ma dalle caratteristiche del roster e dei suoi componenti si può immaginare un gioco più improntato verso l’interno, mentre sull’esterno si segnala un onesto 34% da 3 (e i termali sono fermi al 32%). Il punto debole sono le palle perse che sono una costante dell’attacco giallo-blu, qui la temibile struttura difensiva degli Herons può fare grande differenza. Occhio però a quanto succede nell’altra metà del parquet, dove pur non eccellendo tra le migliori difese del torneo la Solbat sa distinguersi con un dato complessivo di 2.2 stoppate di squadra a partita (è la miglior formazione nel girone B per stoppate).
Da capire quindi se la Fabo potrà sfruttare penetrazioni e giochi verso l’area con questa muraglia a protezione del canestro. Questa è una notizia interessante visto che si discute da molto tempo sul tema del coinvolgimento non abbastanza sufficiente nella manovra del reparto lunghi rosso-blu, soprattutto per quanto riguarda un Klyuchnyk che sembra ancora un oggetto misterioso all’interno delle rotazioni. Se, come detto in precedenza, questa partita sarà fondamentale dal punto di vista emotivo, possiamo allora immaginare che in caso di esito positivo anche il percorso di apprendimento e di crescita del gioco possa aggiungere nuovi tasselli molto utili per il futuro.



