Herons, Marchini verso Ravenna: «Tanti aspetti da migliorare»

Dopo il ko con Piombino, gli Herons vogliono rialzare la testa. Il vice coach Marchini: «Non dobbiamo fasciarci la testa. Chi parla di ‘crisi’ esagera»

Risponde senza esitare di , alla domanda ‘la sconfitta in casa con il Golfo Piombino è quella che per ora fa più male?’, il viceallenatore della Fabo Herons Alessio Marchini. In effetti come dargli torto: poteva essere l’ora del riscatto immediato dopo la caduta in casa dei cugini de La T Gema, nonché la possibilità di far cadere il tabù contro una delle storiche (se non la principale) bestia nera del club termale. Invece la maledizione ha colpito di nuovo al PalaTagliate e sotto i canestri di Nicoli la Fabo è affondata di nuovo, incapace di reagire e di credere a quello che stava succedendo. L’aver avuto il tiro per portarla all’over-time non cambia il succo del discorso: il fatto è che se questi Herons continuano a spegnersi all’improvviso in certi frangenti di gara rischiano di farsi risucchiare dal gruppo di metà classifica e di non poter vivere con la tranquillità dovuta la qualificazione ai playoff.

«AVEVAMO POCA ENERGIA»

Dalle delusioni più grandi spesso nascono grandi cavalcate. E’ vero però che ci si attendeva uno spirito di rivalsa già domenica scorsa contro la Solbat, proprio per metter da parte i ricordi negativi del derby. Coach Alessio Marchini dà la sua versione dei fatti su cosa sia successo: «La sconfitta è avvenuta in casa contro un avversario che, pur essendo una squadra che ottiene punti da tanti giocatori e sa giocare con la mente libera, non era così difficile da affrontare. Sapevamo che con Piombino non sarebbe stata facile, in un certo senso però avevamo fiducia di poter vincere poiché sappiamo di essere una squadra unita e compatta. Invece è arrivata questa sconfitta dolorosa, anche per il modo in cui è maturata. Durante la partita ci siamo sciolti, avevamo poca energia. Quando potevamo indirizzare la vittoria definitivamente non ci siamo riusciti e poi, tra il terzo e l’ultimo quarto, siamo stati abulici in attacco, cercavamo il vantaggio in tutti i modi e per questo abbiamo perso fluidità in attacco ed energia in difesa, prendendo canestri che potevamo evitare».

«Della partita ne abbiamo parlato lunedì insieme – aggiunge il viceallenatore degli Herons, parlando di come i ragazzi di coach Federico Barsotti hanno affrontato nell’immediato la disfatta – in questo gruppo ci sono ragazzi super dal punto di vista umano, non c’è nessuno che accusa o che cerca scuse o alibi. Non dobbiamo fasciarci la testa ma dobbiamo imparare a fare con l’energia giusta le cose che ci possono portare vantaggi. Abbiamo la consapevolezza di quanto sia stata una brutta sconfitta: non perdevamo due volte di fila in regular season da più di un anno (precisamente da dicembre 2022) e poi arrivavamo dal derby, motivi per cui ci aspettavamo una risposta molto migliore di questa». Quest’ultima è una puntualizzazione interessante. Prima della stracittadina persa si parlava di una Fabo lanciata verso l’alto e che aveva risolto gran parte (ma non tutti) i problemi.

In pochi giorni però il panorama è cambiato drasticamente. Questo sarebbe dovuto anche ad un girone B estremamente livellato, ogni settimana è sempre più complicato scalare la graduatoria a causa della tanta concorrenza. Diventa pure semi-impossibile gestirsi durante l’intera stagione, un po’ a causa delle 38 partite di regular season e un po’ proprio perché per vincere bisogna dare il massimo ogni weekend. Ecco perché a coach Marchini e non solo non è piaciuta la mancata reazione post-derby: «A volte si dà tutto per scontato. Se le cose non ti riescono in campo è normale che prima o poi implodi, la forza mentale da sola non può bastare per far canestro. Con La T Gema c’era comunque stata una reazione dopo il parzialone nel secondo quarto che ci aveva restituito fiducia, motivo per cui contro Piombino abbiamo pensato che le cose ci venissero più facili. Quando però abbiamo visto che non riuscivamo a spaccare la partita, siamo lentamente sprofondati».

DOVE MIGLIORARE?

L’ex capoallenatore di San Minato conferma i playoff come obbiettivo primario della società. Dopo domenica però i termali sono scesi ora al quinto posto e la permanenza tra le prime sei è per la prima volta pericolante. Ovviamente non si possono sparare sentenze dopo poco più di un terzo di campionato, però gli addetti ai lavori di Serie B, che negli occhi hanno le tre sconfitte negli ultimi quattro impegni, stanno iniziando ad interrogarsi sul valore e sulle prospettive di questi Herons troppo spenti ed emotivi nei momenti clou. Seppur consapevole della necessità di lavorare, Marchini ritiene eccessive le critiche.

«Abbiamo tante cose da migliorare come la gestione dei finali, la qualità delle scelte, la mancanza di disciplina in difesa; però da qui ad utilizzare parole come ‘crisi’ mi sembra esagerato, chi la pensa così dovrebbe venire a vederci lavorare in palestra per ricredersi. Quando sbagliamo, o ci abbattiamo o proviamo a risolvere il problema nell’azione successiva col rischio che gli errori diventino due. E’ qui che bisogna crescere, non ci dobbiamo flagellare. Tra le capacità di un giocatore o di una squadra c’è anche il restare a galla quando le cose non vanno, invece con Piombino si è vista la nostra fragilità su questo aspetto. E’ vero comunque che siamo da almeno un mese senza un giocatore (Mastrangelo) che è il nostro equilibratore, io però non ci voglio far caso a queste cose perché non siamo gli unici con assenti. C’è comunque del dispiacere per come ci siamo sciolti con Piombino, mi è sembrato quasi che mancasse un senso di urgenza come se dessimo per scontato che dopo il derby avremmo fatto qualcosa in più».

«RAVENNA? PRIMA PENSIAMO A NOI»

All’interno dello staff tecnico e della dirigenza c’è tranquillità relativa, come conferma l’assistente allenatore rosso-blu. La soluzione proposta per evitare guai, condivisa coi giocatori, è tornare a lavorare in vista di una trasferta in Romagna dove, in caso di esito negativo, allora sì che le spie rosse si accenderebbero in casa Fabo: «Ravenna è una squadra molto più offensiva che difensiva, ha giocatori di talento come Gay che possono risultare pericolosi. In questo momento però, pur guardando l’avversario e cercando di adattarsi ai suoi punti deboli, dovremo concentrarci su di noi e su quello che stiamo facendo. Dovremo sfruttare le nostre caratteristiche, come per esempio correre di più in campo aperto quando siamo in difficoltà nell’attaccare con fluidità, spesso ne abbiamo la possibilità ma siamo troppo restii nel farlo. Credo che quando hai una certa considerazione da parte degli addetti ai lavori è facile che vengano sottolineate le sconfitte, io però resto fiducioso in un gruppo che ci mette sempre impegno e che dà sempre messaggi positivi. Ora dobbiamo solo riprendere la corsa».

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