Il centro della Fabo racconta il suo adattamento: «Mi trovo bene ma devo essere più esigente con me stesso. Herons da categoria superiore»
A metà della settimana di allenamenti, proiettati verso la sfida contro Sant’Antimo, è tempo di fare il punto della situazione in casa Fabo Herons Montecatini. Di certo in questi giorni l’umore è tornato ad essere quello giusto, dopo la vittoria d’autorità in casa di Ravenna. I termali di coach Federico Barsotti devono memorizzare ogni singolo momento di quel match, quella è la versione che serve per restare nelle zone che contano della classifica e magari salire ancora un po’. I i cestisti rosso-blu non vedono l’ora di mostrare di fronte ai propri tifosi di aver imparato la lezione già da domenica, sperando di non entrare mentalmente in partita un’ora dopo (a causa dello spostamento della palla a due dalle ore 18 alle 17) o di ritrovarsi nuovamente dentro ad uno di quei momenti di vuoto che spesso li hanno fregati.
NIENTE PIOMBINO-BIS
A stimolare ulteriormente la voglia di tornare al successo in casa, gli Herons dovranno far fronte ad un avversario quadrato e pericoloso a causa del talento di alcuni giocatori nel proprio roster. Sant’Antimo viaggia a metà classifica, ad una sola vittoria dal sesto posto che vale il pass diretto per i playoff. La difficoltà di quest’incontro è simile a quella maledetta sconfitta contro Piombino e nessuno vuole in alcuna mainera concedere il bis, come ci racconta il centro degli Herons Dimitri Klyuchnyk.
«La partita contro Piombino è una macchia che ci porteremo dietro a lungo e che rischiamo di pagare nella corsa per la Coppa Italia. Quella sconfitta ci ha dato una sveglia importante, ora sappiamo come non ci si comporta in partita e come invertire la rotta nei momenti di difficoltà, sono sicuro che non ce la dimenticheremo. Contro Sant’Antimo è sicuramente una gara in cui non possiamo far altro che vincere. Siamo in un girone molto tosto dove vanno dirette ai playoff le prime sei e quindi noi dobbiamo lottare con forza e non sottovalutare nessuno se vogliamo restare nelle zone alte. Io mi porterei dietro non tanto la vittoria in sé ma la rabbia che abbiamo messo nella sfida contro Ravenna, secondo me dobbiamo usare questa rabbia il più lungo possibile per evitare colpi duri come quello che abbiamo sofferto con Piombino».
Il gigante buono Klyuchnyk, arrivato da Roseto, è stato uno degli acquisti più importanti del mercato estivo Herons. Il lungo numero 36 non è stato solo chiamato a raccogliere l’eredità di Matej Radunic, la sua presenza in rosa è vista come uno dei tasselli fondamentali per riuscire a fare il passettino finale che è mancato lo scorso anno. Non deve stupire quindi se Klyuchnyk, chiamato a dare un giudizio della stagione della Fabo, risulti particolarmente severo coi voti: «Parto dal presupposto che siamo a metà del campionato, mi sembra ieri che abbiamo iniziato, però al momento darei un 6 a noi stessi. Lo so che è un voto bassino ma è relativo alla parte dei risultati. Quello che conta per me è che mi trovo benissimo a Montecatini, mi trovo benissimo coi compagni, mi trovo benissimo con lo staff, mi trovo benissimo con la società . . . va tutto benissimo qui. Il lavoro che stiamo facendo mi rende contento. Sicuramente c’è rammarico per i vantaggi che abbiamo buttato via, come successo nelle partite di Ruvo e Roseto; dobbiamo prendere più fiducia se vogliamo arrivare lontano. Non siamo mai riusciti ad essere tutti insieme integri di settimana in settimana, siamo stati a lungo senza Mastrangelo e ora si è aggiunto il problema di Benites che costringerà un paio di giocatori a stare fuori ruolo. In questo momento è ancora difficile capire che cosa siamo».
L’AVVENTURA ROSSO-BLU DI KLYUCHNYK
A Ravenna Klyuchnyk si è mangiato i rivali sotto canestro e così ha fatto pure in altre occasioni. Il suo rendimento generale è buono ma forse un po’ troppo altalenante, visto che ci sono state anche gare in cui il suo apporto è mancato in modo evidente (compresi alcuni scontri diretti tra cui il derby). Aldilà delle polemiche, l’ex-giocatore di Ozzano e Roseto spiega che ci sono altri aspetti del suo gioco nei quali sta facendo molta più differenza delle sue stesse aspettative: «Stranamente quest’anno sono un giocatore più difensivo ed offensivo, di solito prendevo fiducia in attacco mentre quest’anno l’essere in un roster lungo comporta anche altre responsabilità. Non nascondo che mi sta mancando continuità e che è un problema tutto mio, devo cercare di essere più duro ed esigente con me stesso. E’ un circolo vizioso: più io faccio bene il mio, più loro hanno fiducia ad appoggiarsi su di me. Ci sono situazioni in partita dove tutto questo deve accadere per il bene della squadra, soprattutto ora che ci sono questi infortuni e una necessità crescente di compattarci tra di noi».
«Lo spogliatoio per me è sacro ed intoccabile – prosegue Klyuchnyk – mi trovo benissimo con tutti i ragazzi, siamo prima delle brave persone e poi dei buoni giocatori. Ovviamente non abbiamo ancora finito di amalgamarci, dobbiamo capire ancora cosa piace a ciascuno di noi. Noi nuovi come me, Mastrangelo, Trapani stiamo cercando sia di metterci a disposizione del resto del gruppo che di far capire come ci piace ricevere la palla. Ero consapevole che spesso le squadre di coach Barsotti non avessero grandi lunghi, però in estate ci siamo parlati e mi ha dato molta fiducia con le sue parole. Mi piace molto come mi usa in campo, soprattutto in difesa dove sto scoprendo doti che non pensavo di avere».
Il lungo della Fabo spera, come tutti del resto, che il lavoro li porti verso una vittoria a giugno. Una speranza che è alimentata dall’aiuto e dall’affetto che sente dalla società: «Posso dire che per il livello di organizzazione gli Herons meriterebbero di stare una categoria sopra, è tutto studiato al minimo dettaglio e non ci viene fatto mai mancare nulla. Qualsiasi esigenza, infortunio o problema anche banale viene risolto subito, per me è qualcosa di clamoroso che non ricordo di aver visto nelle altre squadre in cui sono stato. In questa società ci sono persone molto preparate, si vede la loro ambizione: mi auguro di rispettare gli obbiettivi per ripagare il loro supporto».



