Presente e passato di Biagioni, ex arancione che torna al Melani da avversario: «Pistoiese ancora in corsa. Venturi? Grandissimo allenatore»
«Non so cosa proverò ma sicuramente sarà un’emozione forte». E come dargli torto. Perchè Alessio Biagioni sa benissimo cosa vuol dire indossare la maglia della Pistoiese e soprattutto difendere i colori della sua città. Lo ha fatto nella stagione 2022/23, con professionalità e grande senso di appartenenza, senza mai una parola fuori posto e parlando solo sul campo con i fatti, tanto da diventare una pedina inamovibile del reparto difensivo. In quella prima volta al Melani c’era un sogno che si realizzava: «Ricordo l’esordio con la maglia della Pistoiese – ha spiegato l’ex difensore arancione – era la prima di Coppa Italia contro il Ponsacco in casa. Tra l’altro è stata una doppia emozione perchè ero anche un ex. L’ingresso in campo è stato veramente emozionante, indimenticabile, ma ancora più forte è stato nel girone di ritorno quando è stata riaperta la Curva Nord. Ogni volta che entravi in campo, con i tifosi dietro che cantavano, era bellissimo e per me che sono della città è stata sicuramente un’emozione incredibile, sicuramente diversa rispetto agli altri compagni che venivano da fuori».
Domenica tornerà a calcare il terreno del Melani, ma questa volta da avversario. Per Biagioni è la seconda stagione con la maglia amaranto del Tau Altopascio, al momento capolista del girone in compagnia del Forlì. Una squadra, quella della piccola cittadina della provincia di Lucca, che non è più una sorpresa, ma una piacevole realtà. Di imprese, se così vogliamo chiamarle, Biagioni ne sa qualcosa, visto che proprio con la Pistoiese ha sfiorato la promozione in Serie C dopo una rimonta incredibile nei confronti della Giana Erminio, sfumata poi nel finale: «Sicuramente la stagione e la battaglia con la Giana è stata dolce amara – ha raccontato – perchè il finale non è stato quello che speravamo. Però tutta la rincorsa è stata bellissima: a febbraio eravamo più di dieci punti indietro e quando abbiamo effettuato il sorpasso con la partita di Fanfulla avevamo fatto un’impresa. Poi è finita come sappiamo tutti».
Di quella stagione è rimasto solo tanto rammarico, non solo per quell’ impresa sfiorata ma anche perchè in quel gruppo fantastico guidato da mister Consonni c’era tanta voglia di rivalsa e sopratutto di riprovarci l’anno successivo, desiderio infranto dalla società dopo lo smantellamento dell’intera squadra in estate: «Sapevamo già dei problemi della proprietà – ha sottolineato Biagioni – e sarebbe stata dura perchè non venivamo pagati ed era difficile pensare alla stagione dopo. Poi infatti è successo quello che purtroppo immaginavamo».
Chi invece quest’anno è ripartito da un’ossatura consolidata è proprio il Tau Altopascio che, oltre a livello giovanile – già oramai strutturato da anni – sta costruendo qualcosa di importante anche a livello di prima squadra, dove in poco tempo è diventato competitivo con maggior parte delle big: «Ripartire da uno zoccolo duro – ha evidenziato il numero 39 del Tau – ci sta aiutando tanto in questa stagione, sia per il gruppo esistente che per l’inserimento dei nuovi. Riguardo al nostro rendimento nessuna delle altre squadre se lo aspettava, anche se noi avevamo sempre la consapevolezza di poter far bene. Non dimentichiamo che nella scorsa stagione siamo arrivati quinti e abbiamo perso la finale playoff».
«La serenità sicuramente aiuta – ha proseguito Biagioni -, perchè siamo una realtà piccola, anche a livello di piazza e non abbiamo particolari pressioni. Al tempo stesso anche la società non ci fa mai mancare niente e anche in caso di sconfitta il clima rimane sempre sereno. Noi, però, dobbiamo dare il 100% e ormai che siamo in cima vogliamo restarci, anche se sarà difficilissimo. Mister Venturi? È un grandissimo allenatore che in queste due stagioni ha fatto e sta facendo veramente bene. Ci aiuta tantissimo, a livello tattico è molto forte, prepara benissimo la partita e anche tra noi ragazzi è il primo che scherza e che sorride stando al gioco. Poi quando si fa sul serio naturalmente riporta la serietà sempre al primo posto».
Cascina, Pistoiese e Tau Altopascio, un totale di 100 presenze in serie D per Alessio Biagioni che nel suo percorso è stato capace di riempire il suo bagaglio, passo dopo passo, crescendo in maniera esponenziale. Acquisire esperienza dai “vecchi” è una dote che deriva dall’umiltà ma anche dall’ intelligenza di un giocatore e non è affatto scontato: «Il primo anno di serie D è sempre difficile – ha spiegato l’ex Pistoiese – perchè passi dalle giovanili alla prima squadra ed è tutto un altro mondo. A Cascina mi ha aiutato tanto Bernardini che poi ho ritrovato in questi due anni al Tau, è stato importante per il mio percorso di crescita. Nell’anno a Pistoia, sia in Viscomi che in Davì ho trovato ragazzi fantastici prima che compagni di squadra. Quando sono stato infortunato erano i primi a dirmi cosa fare e non fare per cercare di rientrare al meglio. Questi naturalmente per quanto riguarda il mio ruolo, perché in questi anni ho conosciuto tante altre persone fantastiche».
Primo posto con 36 punti per il Tau Altopascio, sesto posto con 28 punti per la Pistoiese. Un divario che per Biagioni non deve far sottovalutare la forza degli arancioni: «Ho visto la partita con il Prato – ha sorriso Biagioni – perchè il derby è sempre il derby. In quella occasione c’era il vecchio allenatore (Giacomarro, ndr), mentre la Pistoiese “nuova” non l’ho mai vista. Sicuramente è una rosa fortissima che non ha ottenuto quanto avrebbe potuto raccogliere con il suo potenziale. Comunque sono sempre a 8 punti e ancora in corsa per il campionato. Tant’è che noi, quando guardiamo i risultati la domenica, osserviamo anche quello della Pistoiese, perchè anche se più indietro è sempre una contendente alla vittoria finale».
Il senso di appartenenza è un sentimento indissolubile e allora chissà se le strade tra la Pistoiese e Alessio Biagioni un giorno torneranno a incrociarsi: «Ora sono felicissimo al Tau e spero di restarci il più possibile. Comunque Pistoia è la squadra della mia città e allora la mia risposta è: perchè no?».




