Pistoiese, bilancio di metà stagione: cos’è mancato fin qui agli arancioni

Dalle difficoltà iniziali alla nuova strada intrapresa con Villa: il recap della prima parte di stagione della Pistoiese 

Giunti al giro di boa del campionato 24/25 è arrivato anche il tempo dei primi giudizi sul cammino della Pistoiese. Un cammino iniziato senza dubbio in salita, con il difficile compito di ricostruire partendo non da delle solide fondamenta, ma da vere e proprie macerie lasciate dalla precedente gestione. Ciò ha reso doppiamente complicata la rinascita arancione, facendo cominciare in ritardo, rispetto alle altre concorrenti del girone, il progetto sportivo della nuova società. 

UN INIZIO DIFFICILE

È evidente che, soprattutto all’inizio qualche errore di valutazione sia stato fatto, con riferimento in primis alla scelta del tecnico. Domenico Giacomarro, seppur con un curriculum invidiabile, peccava di conoscenza del girone, avendo allenato principalmente al sud Italia nel corso della propria lunga e anche vincente carriera. È cosa nota, inoltre, che con la squadra non sia scattato mai il feeling dal punto di vista tecnico, elemento che sta alla base dei tanti punti persi nel periodo di gestione dell’ex Team Altamura. Qualche errore di valutazione è stato commesso anche per quanto riguarda il parco giocatori, con elementi bocciati abbastanza presto come Tanasa e altri andati via per il poco spazio riservato loro, come Cardella e Caponi. Ma non solo, calciatori come Lauria o Lollo sono arrivati all’ombra del Melani proprio su richiesta di Giacomarro, salvo poi rivelarsi poco utili nell’economia generale, salutando velocemente Pistoia

LA SVOLTA

Alla società e al diesse Taibi va però riconosciuto anche il merito di aver scelto Alberto Villa, mossa apparsa invece decisamente più fruttuosa, con la squadra che ne ha beneficiato sotto tutti i punti di vista. A livello di mordente e qualità della manovra, infatti, nella seconda parte del girone di andata si è vista un’altra Pistoiese, anche se la cura Villa non ha eliminato tutti i problemi. A livello di concretezza sotto porta e continuità di risultati gli arancioni possono ancora fare passi in avanti: con quale punto perso in meno e un po’ più di cinismo in zona offensiva, infatti, la classifica sarebbe maggiormente positiva. Va parallelamente detto che però l’allenatore ex Virtus Francavilla ha avuto parecchi alibi dalla sua parte, in primis i tanti infortuni con cui si è ritrovato a dover fare i conti e poi le ovvie difficoltà che comporta, a tutti i livelli, il subentrare in corsa

ERRORI E CONSAPEVOLEZZA

A livello prettamente tecnico la Pistoiese ha dimostrato di essere a livello delle altre big, soprattutto negli scontri diretti. L’unico ko arrivato con le prime della classe è stato quello contro il Forlì, viziato dall’espulsione di Cecchini nel primo tempo. In 11 contro 11, anche contro i romagnoli si era vista una Pistoiese padrona del campo, che non aveva sofferto la forza degli avversari. Idem contro Tau e Ravenna, in cui oltre ad una bella prestazione sono arrivati anche i tre punti. Dov’è dunque che la Pistoiese è stata inferiore rispetto alle formazioni che per adesso la precedono in classifica? Contro le medio-piccole. Sconfitte come quelle rimediate contro Cittadella Vis Modena, Sasso Marconi o United Riccione bruciano parecchio, anche perché proprio questi ko hanno impedito alla squadra di trovare continuità, elemento chiave quando si punta alle prime posizioni. Tau, Forlì e Ravenna, non a caso, sono balzate in cima proprio grazie a lunghe strisce di risultati utili consecutivi

REMUNTADA POSSIBILE

Nell’ultima parte del girone d’andata gli arancioni hanno beneficiato anche di alcuni nuovi innesti di spessore, come quelli di Accardi e Maldonado. E anche stavolta un plauso va fatto a Massimo Taibi, capace di intervenire con due rinforzi da categoria superiore. Sintomo che la proprietà non è stata con le mani in mano e, davanti alle prime criticità, è subito intervenuta per evitare che la situazione peggiorasse ulteriormente. Il mercato è tutt’altro che finito, e per stessa ammissione del direttore sportivo, la squadra arancione non starà certamente a guardare. L’obiettivo è quello di colmare il gap con le prime, sfruttando il girone di ritorno per rosicchiare punti e iscriversi con ancora più prepotenza alla lotta per il titolo. Vittorie come quella contro il Tau sono servite per mandare un chiaro messaggio alle altre contendenti: gli arancioni sono vivi e si preparano ad un 2025 da protagonisti

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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