«Proveremo a mettere in sesto le cose durante la pausa», ha detto il consigliere. Interviene anche Sambugaro: «Daremo tutto»
«La situazione è molto, molto seria». Senza giri di parole. Sono affermazioni dure, pronunciate con tono di voce basso e sommesso, quelle pronunciate da Dario Baldassarri, consigliere e responsabile delle relazioni esterne del Pistoia Basket. Dichiarazioni dalle quali traspare amarezza, delusione, rabbia, sensazioni che a parole non si possono nemmeno descrivere. A metterci la faccia, a nome della società, è lui, uno degli ultimi arrivati, almeno per quanto riguarda il nuovo incarico. Non si vedono invece il presidente Rowan e il direttore generale Saracca, pesantemente contestati prima, durante e dopo la partita.
«È il momento che la società parli ai tifosi – dice Baldassari -. Chiediamo scusa alla città. Siamo arrabbiati perché il risultato non rappresenta quello che la squadra ha dato in campo. Comprendiamo la pesantezza del momento, ma da parte nostra è necessario lavorare finché la matematica non ci condannerà. Grazie alla squadra, a capitan Della Rosa, Saccaggi, Benetti, gli italiani cuore e anima di questa squadra e di questa città. Non credo che le possibilità di rimettere a posto le cose non ci siano, ma dobbiamo affrontare la questione in modo serio perché è pesante».
«Dopo 15 sconfitte è arrivato il momento che la società ci metta la faccia – prosegue Baldassarri -. È giusto che sia così. Speriamo la pausa ci permetta di provare a rimettere in sesto le cose, che sia utile a noi per lavorare più intensamente e dare un futuro dignitoso a questa società che ha storia che deve onorare indipendentemente dalla classifica. Ancora una volta voglio ringraziare il coach, perché chi ha visto gli allenamenti sa quanto carattere e quant’anima stia dando tutto lo staff per aiutare i ragazzi. Ringrazio infine anche Marco Sambugaro per il lavoro che sta svolgendo». Parole sottoscritte anche dallo stesso diesse, tornato a parlare in sala stampa dopo molti mesi: «Fino a che la matematica non ci avrà condannato ci proveremo. Ora doppiamo pensare solo al campo, poi sarà tempo dei processi. Una cosa è certa: gli italiani valgono la categoria e di questo sono orgoglioso».



