Il punto sulle due termali: incidente di percorso per La T Gema. Ipotesi di scambio per la Fabo, che intanto si gode il gran debutto di Kupstas
Questo campionato di Serie B Nazionale continua a rimescolare le carte in tavola di settimana in settimana. Prima della ventiseiesima giornata avevamo una La T Tecnica Gema vogliosa di ritornare in campo forte delle innumerevoli certezze tecniche e morali acquisite negli ultimi mesi, mentre nell’altra sponda di Montecatini si addensavano diverse nubi su di una Fabo Herons reduce da giorni difficili e risultati variegati.
Le cose sembrano però essersi capovolte con i verdetti della domenica appena trascorsa. Giusto per essere in tema Festival di Sanremo, si potrebbe dire che gli Herons hanno ritrovato il loro rock frenetico ed entusiasmante (sullo sfondo però c’è una storia d’amore apparentemente finita male), invece in casa La T Gema si canta una melodia più cupa e melanconica frutto della prova scialba in quel di Ravenna.
LA T GEMA E I PROBLEMI IN ATTACCO
Partiamo proprio dagli uomini di coach Marco Del Re. Le statistiche della cocente sconfitta sono chiare e lampanti: impensabile pensare di fare risultato con 6 tiri da 3 riusciti su 28 per una squadra ben oltre il 30% di media in campionato. Non è stato un problema solo di mira, è proprio l’atteggiamento che non era quello tipico di Savoldelli e compagni. Premesso che tanto del 65-60 finale è merito di una Ravenna che ha confermato di essere nel suo miglior momento di forma stagionale, però i rossoblù potevano assolutamente far meglio. Lascia di stucco il dato dei rimbalzi: raramente La T Gema si è fatta superare in questo fondamentale nel corso dell’annata, eppure anche qui gli avversari hanno primeggiato (34 contro 28). Anche i sette falli di squadra spesi in meno non convincono.
Insomma, non si è visto (o almeno si è visto ma con pochissima continuità) lo spirito combattivo tipico de La T Gema, una squadra che per 39 dei 40 minuti è rimasta sotto nel punteggio e che ha avuto per tutti i 39’ occasioni su occasioni per imporsi finalmente senza però sfruttarne nemmeno una. Nei primi tre quarti la costruzione dei tiri non era stata neanche così malvagia, poi però nel finale, salvo quel minuto di grazia di Bedin, è stato un continuo sparare a salve da dietro l’arco trovando zero soluzioni alternative. Ora, per una formazione che perde per la seconda volta nelle ultime undici gare non ci sarebbe così bisogno di essere così severi e disfattisti, è chiaro che quello di Ravenna resta un incidente di percorso. Ora bisogna lavorare affinché il suddetto incidente resti isolato e onestamente le ultime domeniche stanno evidenziando sempre di più come La T Gema stia facendo sempre più fatica a trovare la via del canestro. Basti pensare che nell’inizio di anno solare 2025 siamo a 71.1 punti segnati in attacco, un crollo rispetto alla media del 2024 (78.7), bisognerà lavorarci sopra per evitare un secondo choc contro Salerno, l’avversaria rognosa ed affamata di domenica prossima.
HERONS: VITTORIA FACILE E PORTE GIREVOLI
A proposito di impegni futuri complicati quello della Fabo può essere catalogato come proibitivo e basta, dato che la capolista Roseto è pronta ad ospitare gli Aironi sul loro infuocato parquet. Meglio non pensarci ancora, anche se il pensiero di andare laggiù con un Kupstas può far stare più tranquilli. Certo, è ancora presto per poter parlare del neo-acquisto lituano come il nuovo fenomeno degli Herons: va visionato ancora per qualche partita e poi quella di ieri contro una Chieti ridotta ai minimi termini è una prova da prendere con le pinze. Le sensazioni però sono state da subito decisamente positive, il numero 5 (che ne ha timbrati 16 al debutto) ha lasciato intravedere di poter essere il potenziale leader offensivo che la Fabo stava cercando. In ogni caso la vittoria di ieri, seppure fosse scontata vista la situazione degli abruzzesi, ha ridato speranza per il futuro prossimo. Tra le tante buone notizie (un ritrovato Sgobba, i minuti con punti dei giovani) la più positive di tutte riguarda una condizione di gruppo in crescita dopo settimane in cui diversi pezzi del roster erano fermi per infortunio o febbricitanti.
In realtà un’assenza importante c’è stata ugualmente, quella di Dimitri Klyuchnyk. Peccato però che qui non c’entrino nulla problemi fisici o malanni stagionali, tutto lascia immaginare che il centro italo-ucraino non sia stato convocato per scelta tecnica. E sarà proprio il destino di Klyuchnyk il tema d’attualità che caratterizzerà la settimana in casa Fabo, perché da giorni circolano indiscrezioni sul suo possibile addio prematuro, voci che si fanno sempre più insistenti. In effetti tornano in mente le parole rilasciate ai nostri microfoni pochi giorni fa da coach Federico Barsotti, nelle quali l’allenatore citava alcuni ‘mal di pancia’ all’interno dello spogliatoio, un riferimento che a questo punto sembrerebbe riguardare l’ex-Roseto.
E ora che succederà? Secondo l’edizione livornese del Tirreno, sarebbe in corso una trattativa di scambio che porterebbe Alessandro Paesano a Montecatini, centro classe 1993 della Pielle (6.3 punti di media in 26 match quest’anno). Un lungo “operaio”, il cui gioco parrebbe più congeniale per gli schemi Herons rispetto a quello di Klyuchnyk. Il centro della Fabo finirebbe di conseguenza alla Pielle che così, dopo aver battuto la concorrenza della Rucker di San Vendemmiano, andrebbe a completare questo scambio in stile Nba sull’asse Livorno-Montecatini.



