Il membro dello staff medico termale si sofferma sul momento della squadra: «Tutti stiamo dando il massimo»
«Dalle sconfitte si impara di più che dalle vittorie». Sono parole di chi sa. Con un ampio bagaglio di conoscenze in tanti ambiti, sportivi e non, Sary Rosa non ha imparato solo a conoscere come risponde il corpo delle persone ma anche la mente. Sei anni nello staff medico del Pistoia Basket e di varie società cestistiche della provincia, più tante altre esperienze tra pallavolo, arti marziali, ciclismo, pattinaggio e rugby. Questo è il curriculum di uno dei preparatori atletici più stimati della zona: il suo matrimonio con La T Tecnica Gema Montecatini non poteva che essere naturale e tra i segreti della super stagione dei termali c’è anche la sapiente mano di Rosa.
RIPARTIRE DOPO RAVENNA
Nel meraviglioso percorso dei rossoblu l’ultima fatica ha però avuto un esito per nulla positivo nonostante si trattasse la seconda sconfitta nelle ultime 11 gare. E’ proprio la voce esperta di Sary Rosa a spiegare, più ai suoi atleti che a noi, che questa delusione è un passaggio obbligatorio e fondamentale verso altri successi: «L’ultima partita ci è servita per oliare ancora di più gli ingranaggi e incastrarli meglio tra di loro. La squadra non era sintonizzata e ha fatto una brutta figura che farà percepire il nostro gioco e la pallacanestro in generale con più entusiasmo. Si sa che da giocatori professionisti si pretende sempre di vincere, però io guardo agli aspetti che ci sono dietro ad un risultato e i ragazzi non hanno dato tutto come sempre. Questa sconfitta ci aiuterà a ricalibrare mentalmente lo spogliatoio: ci voleva».
«In settimana – ci racconta il preparatore atletico rosso-blu – la squadra si è riunita tre ore insieme per parlare tra di loro per aprirsi e cercare cosa migliorare, ho visto i ragazzi uscire dalla riunione con incredibile entusiasmo e penso che domenica ci sarà una grande risposta da parte loro. In allenamento e con me in sala pesi ho visto, tra prima e dopo il confronto, una differenza spaziale nella voglia di lavorare. Sono tornati ad essere ciò che sanno di essere, ovvero una squadra seconda in classifica. Perdere, anche se male, una battaglia non significa aver perso la guerra, il campionato è ancora lungo e credo che in allenamento abbiamo già ritrovato la consapevolezza delle nostre qualità. Non siamo robot, siamo esseri umani che devono apprendere continuamente e per farlo a volte serve un evento traumatico come quello di domenica. Coach Del Re è una persona di ampie vedute che accetta, accoglie i consigli e i punti di vista di chi è in campo e che vede le cose con diverse angolature. E’ un grande stratega e soprattutto un grande uomo, si mette in discussione con umiltà e non è un despota che impone il suo pensiero perché sa che l’autorevolezza nasce dalla coesione».
I SEGRETI DEL LAVORO SETTIMANALE
Rosa ci racconta come si sviluppa il suo lavoro all’interno de La T Gema, spiegando quali sono i suoi principi: «Io mi avvalgo di qualsiasi tipo di strumento che possa dare del bene ai ragazzi: ogni tecnica nuova viene prima testata da me e poi, dati scientifici alla mano, viene proposta ai ragazzi nel caso risulti dare un miglioramento nelle prestazioni fisiche. Un bravo preparatore atletico è quello che riesce a potenziare in toto i gesti tecnici che servono in campo e non i gesti tecnici generali. Gli esercizi che propongo sono schemi motori che siano più vicini il più possibile al mondo della pallacanestro. Esempio: se un giocatore vuole potenziare il palleggio, arresto e tiro gli faccio fare un potenziamento per le parti del corpo interessate in modo che in partita il movimento sia naturale. Io calo la pallacanestro nel mondo della pesistica, in modo che all’atleta sembri di giocare a basket durante l’esercizio ed il suo transfer motorio sia superiore a quello di un allenamento generale».
Tutti coloro che supportano il gruppo squadra de La T Gema stanno facendo gli straordinari in quest’annata che definire frenetica è poco: «Siamo fissi dietro ai ragazzi, di giorno ci dobbiamo messaggiare più volte delle loro stesse consorti, ma non siamo i loro amanti! (ride, ndr). Per permettere loro di allenarsi c’è un lavoro di preparazione enorme da parte tutto lo staff medico, con l’obiettivo di permettere loro di arrivare a domenica e giocare al massimo. A prima vista non si vede quello che abbiamo fatto ma in questa stagione siamo riusciti spesso a far giocare la squadra in un numero maggiore di effettivi di quanto ci si potesse permettere. Tra infortuni e tanti altri tipi di beghe mediche ne sono successe di cose quest’anno…».
«ABBIAMO ANCORA POTENZIALE»
Quantomeno dalle varie situazioni critiche non si sono generati troppi infortuni di prognosi lunga, segno del buon lavoro di Rosa e soci. Va poi aggiunto che tra le varie contender della B Nazionale, La T Gema è tra le più dominanti atleticamente ed il merito va ricercato anche nel lavoro settimanale. Andare avanti così, dunque: «Il mio obiettivo è quello di far capire alla squadra che hanno ancora un gran potenziale da mettere in campo al 100%, di aumentare la coesione e l’entusiasmo del gruppo e di farli lavorare sulla prevenzione muscolare, tendinea e ossea, perché di campionati ce ne sono tre: girone d’andata, di ritorno e playoff. In fondo arriveranno chi sarà più atletico, elastico e con le caratteristiche per ammortizzare maggiormente gli eventuali traumi. Siamo abbastanza allenati riguardo a quello che ci aspetta in futuro, basta pensare a come abbiamo iniziato la stagione: 13 partite nei primi due mesi, praticamente siamo sempre in clima playoff ed è sfiancante».
Sary Rosa parla pure dei suoi impegni personali in altri campi agonistici e non, tra le quali spicca il progetto LuceXTutti che si rivolge a bambini e ragazzi e che mira a sensibilizzare verso uno stile di vita più sano e corretto: «Io punto come sempre donare le mie competenze il più possibile per tutte le società con cui ho il piacere di collaborare. Ad oggi sono 21 i bandi vinti insieme a Far.com per la promozione del benessere nel sociale, ogni anno mi invento nuove attività per far divertite chi ha bisogno e per portare novità. L’impegno con l’impresa sociale mi permette di poter condividere con bimbi e ragazzi conoscenze in ambito psicologico e alimentare, grazie a queste permettiamo loro di migliorare aspetti della vita che ancora non conoscono. Cerco di fare del mio meglio nel mio lavoro e di estenderlo a 360° gradi».



