L’ala degli Herons: «Il periodo di riposo ci ha fatto bene, dobbiamo provare ad entrare nei playoff e guadagnare fiducia»
Bisogna ammetterlo: si iniziava a sentire la mancanza delle loro gesta. Ora però i quindici giorni di riposo, tanto attesi quanto provvidenziali per riposare, stanno per concludersi e la Fabo Herons Montecatini è pronta a calcare di nuovo i palcoscenici della Serie B Nazionale. Il tempo dell’apprendimento è però finito, è finalmente arrivato il momento della verità. Il rientro all’opera vedrà infatti i ragazzi di coach Federico Barsotti impegnate nelle ultime sei giornate di campionato, esse stabiliranno definitivamente il piazzamento in classifica e l’ordine degli accoppiamenti vari nel tabellone playoff.
«NON C’E MAI NULLA DI SCONTATO»
Si parte dal profondo sud con la trasferta sul campo di Sant’Antimo. Già da questo appuntamento la Fabo deve e vuole mettere le cose in chiaro per poi accelerare e rimettere in ordine una stagione ondivaga. Come spiega infatti uno dei punti cardine del roster termale, l’ala grande Marco Arrigoni, di problemi ce ne sono stati fin troppi in questi mesi e lo spogliatoio spera nel rush finale di poter sfoggiare il proprio potenziale in maniera completa, cosa che oggettivamente non è riuscito a fare. «E’ stato un anno particolare sia per la mole di partite giocate che per quella di problemi fisici subiti, credo peraltro che le due cose sono collegate. Sono sicuro che ci abbia fatto bene avere questo periodo di riposo, ci siamo potuti concentrare di più sulla parte giocata e sul recupero degli infortuni. Siamo riusciti finalmente a riallenarci tutti insieme, ovviamente esclusione di Mastrangelo che quest’anno è stato veramente falcidiato dagli infortuni. Domenica credo che saremo al completo, anche Adrian (Chiera) sta per finire di recuperare dal fastidio al ginocchio che aveva e piano piano tornerà al 100% della forma. Io sto bene, fisicamente e personalmente; sono riuscito a gestire bene questa stagione lunga, il fisico mi ha aiutato».
Se Arrigoni, che attualmente colleziona 11.1 punti di media e 8.6 rimbalzi totali (quarto miglior rimbalzista del girone sud), può essere più che felice del suo operato, non si può dire altrettanto degli Herons nel loro insieme. Quel settimo posto attualmente occupato brucia: è al di sotto di quanto i rosso-blu possono ottenere. Non c’è quindi momento più azzeccato per il grande riscatto, considerando oltretutto che il calendario delle giornate rimanenti è leggermente più agile di quello delle rivali davanti. «Per noi sarà un finale di annata certamente difficile. E’ chiaro che gran parte degli scontri diretti li abbiamo già giocati, però queste ultime sei gare saranno le più importanti. Facendo un filotto di vittorie avremmo molte possibilità di rientrare nelle prime sei ed evitare i play-in che sarebbero molto fastidiosi. I nostri obiettivi in queste sei partite saranno fare quanto meglio possibile, provare ad entrare nei playoff in via diretta e guadagnare fiducia in vista della postseason, per il quale chiaramente ci stiamo preparando da inizio stagione perché è lì che ci saranno i verdetti. Ci sarà qualche sfida contro avversarie vicine in classifica: penso a quella con la Luiss all’ultima giornata e soprattutto a quella con Jesi, nella quale potremmo lasciare dietro definitivamente un avversario importante. Questo campionato però ci insegna sempre che non c’è niente di scontato e che ogni partita è un mondo a sé».
«Sicuramente – continua Arrigoni, andando avanti col suo giudizio dell’annata Herons – sono riuscito ad essere continuo dal punto di vista personale, purtroppo i risultati non ci hanno premiato come squadra ma il livello quest’anno è veramente alto. Questo mi sta dando fastidio ma credo stia dando fastidio a tutti. Sono comunque contento di come ho lavorato, la finale persa un anno fa in quel modo beffardo mi ha sicuramente dato una spinta. Più il livello di agonismo si alza e più una persona competitiva come me trova la motivazione per scendere in campo ogni domenica e andare a vincere. Ora posso solo continuare così e sperare che il finale possa riservare a tutti noi grandi cose».
A LEZIONE DAL PROFESSORE
Lo sprint finale comincerà quindi da Sant’Antimo. Con i verdeazzurri, anche loro in cerca di un posto nei play-in, c’è un conto in sospeso risalente allo scorso anno, un conto che Arrigoni e soci cercheranno di far pagare caro: «E’ una squadra che, pur essendo dietro di noi, viene da un momento di forma ottimo e sa come metterci in difficoltà. Ricordo che l’anno scorso abbiamo fatto molta fatica quando siamo andati là, quindi niente è scontato. Li abbiamo studiati: hanno un lungo sicuramente determinante come Lenti, esterni che possono darci molti grattacapi ed un allenatore esperto della categoria come Marco Gandini che proverà a metterci in difficoltà con qualche difesa mista. Sono sicuro che daremo del meglio per portare a casa la vittoria».
Ma, visto che li abbiamo citati più e più volte, come vanno approcciati questi famigerati play-in, novità assoluta nel regolamento che avrebbero tra i suoi protagonisti, se la regular season finisse oggi, la Fabo stessa. Arrigoni, dall’alto dei suoi tre campionati di B vinti ed innumerevoli big match giocati in carriera, si espone così: «E’ terribile arrivare settimo e rischiare lo stesso di buttare la stagione, quando in passato questo piazzamento valeva la qualificazione ai playoff. Io credo che vada affrontato con la giusta tranquillità e la giusta fiducia, anche sapendo che comunque è una partita nella quale non si possono fare errori perché tutto è in gioco. Il settimo posto non dà nemmeno garanzia di vincere, di certo non potrà mai succedere senza la massima concentrazione; perciò sarebbe meglio evitarli questi play-in e passare ai playoff dalla porta principale». Chissà se un’extra-motivazione la darà quello che è successo durante questa pausa, ovvero l’involontario passaggio di consegne del titolo di Coppa Italia da parte degli Aironi ai vicini di casa di La T Tecnica Gema: «So che qui c’è grande rivalità – puntualizza l’ex-Rimini – ma da persona di sport quale sono riconosco la vittoria meritata. Hanno giocato una Final Four di alto livello e non posso che fargli i complimenti per aver tenuto la Coppa a Montecatini, anche se nell’altra sponda».
Sono ormai due anni e mezzo che il pubblico termale può godere delle prodezze di Marco Arrigoni, la cui eleganza ed intelligenza nel modo di stare sul parquet lo ha portato a farsi soprannominare dagli stessi tifosi ‘il Professore’. Sarebbe un peccato se nel futuro venisse meno nel mondo Herons uno dei propri maggiori fattori di successo e di riconoscibilità, però è la carta d’identità ormai longeva (classe 1988) ad imporre ad Arrigoni riflessioni su quale futuro pensare per la carriera. «Qua a Montecatini sto molto bene e sicuramente mi piacerebbe restare qui anche la prossima stagione, anche se in estate non si può mai sapere cosa succede. Per quanto riguarda il mio futuro post-pallacanestro sì ci ho pensato, ma non ho ancora trovato una destinazione possibile. Passo molto tempo con la mia famiglia in qualsiasi città mi trovi a giocare e so che a breve dovrò trovare una sistemazione per il loro bene, diciamo che ciò è dovuto anche al fatto che ormai ho una certa età. Intanto cerchiamo di lasciare tutte le porte aperte e poi io cercherò di metterci il massimo impegno qualsiasi cosa farò, così come ho sempre fatto con la pallacanestro».



