Estra Pistoia, contro Tortona troppi assenti ingiustificati

Nella debacle del PalaFerraris si salvano solo Cooke, “Sacca” e Benetti, mentre gli altri USA si perdono presto: le pagelle del match

BENETTI 6: In una serata terribile la sua voglia di combattere e di mettere energia è una delle pochissime note liete. Probabilmente per la prima volta da inizio stagione è chiamato a scalare anche sul 3 per assicurare maggiore fisicità nei confronti. Ovviamente non può fare di più, ma i suoi 19 minuti sono estremamente solidi, con l’unica macchia di 3 palle perse che purtroppo si perdono nel mucchio.

CERON 5,5: Anche lui non fa mancare impegno e abnegazione, anche se la qualità di Kyle Weems è tale da beffare le sue pur volitive coperture. Fatica altrettanto in attacco, dove a parte un bel coast-to-coast non regala altro. E col passare dei minuti, naturalmente, il gap rende sempre meno incisivo il suo gioco, già fin troppo precario per ben noti motivi. E in questo momento averlo come unico 3 di ruolo fa comprendere quanto la coperta sia corta.

PASCHALL 4: Per chi poteva pensare che il punto più basso fosse stato il debutto con Napoli, è purtroppo ora di ricredersi. L’ex Golden State ritorna a non incidere in alcun modo, non tentando tra l’altro mai di sfruttare il fisico per attaccare il canestro. Per Tortona è fin troppo facile arginarlo e l’1/8 dal campo è solo la punta dell’iceberg di una gara vissuta praticamente da spettatore. E non solo perché coach Okorn lo tiene a lungo in panchina.

KEMP 4,5: Non incide a rimbalzo e viene costantemente tagliato fuori dai lunghi della Bertram. Un altro uomo chiave in questo momento surreale non riesce pressoché mai a trovare le soluzioni per provocare una reazione nella sua squadra. Il tutto senza che Gorham presenti chissà quali problemi lungo l’arco della gara. La stragrande maggioranza del suo fatturato finale arriva quando Tortona schiera il secondo (se non il terzo) quintetto.

COOKE 6: Vederlo top scorer dei suoi, oltre che autore di una doppia doppia, rende l’idea di che partita è stata per l’Estra Pistoia al PalaFerraris. Ma rimanendo sulla prestazione del singolo, l’ex Trento fatica soltanto quando davanti a sé ha Kamagate, mentre riesce a gestire bene il suo ex compagno Biligha e Zerini. Si salva proprio perché riesce a far emergere le sue qualità, non abbassando mai di intensità sotto entrambi i canestri. Peccato che intorno a lui ci sia quasi il vuoto, anche perché 5 seconde opportunità al tiro create dovrebbero essere un patrimonio.

FORREST 4,5: Non è certo facile essere il leader offensivo di una squadra con tutti questi limiti. Ma è anche vero che, proprio in ragione di ciò, da questo grande potere derivano grandi responsabilità. Responsabilità che schiacciano dopo poco il folletto di Pompano Beach e che non gli fanno trovare (ancora una volta) continuità in attacco. 3/12 dal campo è un campanello d’allarme, così come le 4 palle perse e un atteggiamento sempre più arrendevole in impostazione e anche in difesa. L’unica speranza, adesso, è che l’arrivo di Allen lo faccia sentire meno solo in questa “mission impossible” che è diventata la corsa salvezza.

BOGLIO 5,5: 12′ in campo dove non trova guizzi e in cui i compiti in regia diventano sempre più un fardello dinanzi ad una Bertram che non allenta mai la pressione sui portatori di palla. Ma se il resto della truppa non viaggia, perché chiedergli di più?

SACCAGGI 6: Non demerita mai in quello che ha sempre dato dal primo giorno in cui si è affacciato, da imberbe ragazzino, in via Fermi. Certo, pecca troppo sia per qualche passaggio rivedibile e non riesce ad arginare il talento di Kuhse, ma non si tira mai indietro e si prende non poche responsabilità in attacco. Chiude in doppia cifra per la terza volta nelle ultime quattro gare: un paradosso, ovvio, ma in questo momento non è cosa da poco.

COACH OKORN 5: Nel postpartita la sua delusione è lampante. Il messaggio che vorrebbe far passare è che, anche in una situazione di campo surreale e contro una squadra molto attrezzata, è impensabile concedere così tanti passaggi a vuoto. Predica calma e lucidità, con giochi e coperture di una semplicità disarmante e la squadra risponde con 18 palle perse. Gli uomini sono contati e i migliori non mettono mai la loro impronta sulla partita. Con le prestazioni che stanno sempre più calando, dal miracolo sotto il Vesuvio, il rischio è che l’Estra inizi a non crederci più. Adesso l’arrivo di Allen diventa un crocevia fondamentale e definitivo per tenere viva anche una piccola fiammella nella notte sempre più fonda.

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