«Un tifo così in questa situazione può esserci solo a Pistoia. 2000 punti? L’unica nota lieta di una sconfitta amara», ha ammesso Saccaggi
Pistoia crolla anche al PalaCarrara contro Trieste ed incappa nella quarta sconfitta consecutiva. Un altro KO pesante per una corsa verso la salvezza che si fa ogni giornata più complicata. L’unica nota lieta della serata arriva difatti da Lorenzo Saccaggi. La bandiera biancorossa – già all time biancorosso per presenze – ha superato quota 2000 punti con la casacca di Estra.
«Dal punto di vista strettamente personale è l’unica nota lieta – ha ammesso amaramente Saccaggi -. Mi porto dentro l’omaggio del pubblico, gli applausi e il coro. Per un attimo mi ha fatto dimenticare di cosa stesse accadendo, sono cose che rimangono per sempre. Ringrazio il pubblico di cuore non solo per l’omaggio ma per tutto quello che sta facendo, è commovente. Nonostante tutto è bello sentire questo calore. Non va assolutamente dato per scontato vista la situazione che stiamo vivendo».
«Al di là di tutto resta tanta l’amarezza per la sconfitta e la situazione – ha proseguito Saccaggi -. La spinta maggiore per noi arriva dal tifo, fino alla fine non mancherà mai l’impegno nonostante sia molto difficile ma ovviamente la spinta maggiore arriva dai tifosi. Una roba del genere non si vede mai, spero che ciò che accada venga messo in risalto in tutta Italia. Tifosi che sente la squadra come parte della propria vita, nonostante tutto ancora sono qui a tifare. Solo a Pistoia potrebbe succedere. Non ho abbastanza parole per ringraziarli».
«Se siamo frustrati? Penso lo si sia notato. Ci sono difficoltà nel portare avanti il lavoro quotidiano in maniera costante ma abbiamo il dovere di onorare la maglia, qualsiasi siano le condizioni dobbiamo dare tutto e provare a crederci fino alla fine. L’infortunio di Kemp è l’ennesima tegola. Abbiamo il dovere di continuare ad essere professionisti, continuare a rispettare questo tifo. Tanto minutaggio per me? È un’occasione che non vorrei mai aver avuto. Fa sempre piacere stare in campo, è indubbio. Per come è arrivata questa però occasione avrei preferito non arrivarci mai. Facendo i conti con i fatti e le vicissitudini devo provare a viverla come un’occasione, prendendomi le responsabilità e cogliendo il momento. Avrei preferito guadagnarmeli in altro modo questi minuti, in un’altra situazione di pallacanestro».


