Per la quarta edizione consecutiva del derby termale trionfa La T Gema. Questa volta però è dura la lezione per la Fabo, sconfitta e contestata
Dominazione totale. Il derby di Montecatini del 1° febbraio 2026 dura solo 10′, da lì in poi non c’è alcuna storia. Il trono di della città termale resta saldissimo nelle mani di La T Tecnica Gema, che con quest’affermazione s’impone per la quarta volta di fila in gare ufficiali ai danni della Fabo Herons. Un 90-71 che non lascia adito ad interpretazioni, la differenza tra le due squadre è troppo ampia sotto vari aspetti (atteggiamento e rimbalzi su tutto).
Più che il risultato in sé fa maggiormente rumore il dopo-gara, con la contestazione dei tifosi Fabo avvenuta in contemporanea ai canti ed ai balli dei vincitori odierni. A prendersi la palma di Mvp oggi è un Fratto mai così decisivo e disequilibrante per carisma e per il punteggio personale: insieme al solito super Acunzo è il top-scorer di serata con 18 punti (ci sono anche 15 di Jackson). Per gli Aironi si salvano i 15 punti di Aukstikalnis ed i 14 di Chinellato. Situazione in classifica: coach Andreazza si ritrova terzo a -2 dalla testa ed a +4 sul settimo posto, allarme rosso per coach Sacchetti scivolato all’undicesima piazza.
SECONDO QUARTO DECISIVO
La super-cornice di pubblico c’è, i campioni ci sono, la LumoSquare è pronta: che abbia inizio la diciassettesima stracittadina termale. La T Tecnica parte con Bargnesi, Jackson, D’Alessandro, Acunzo e Vedovato; la Fabo schiera Rossi, Aukstikalnis, Chinellato, Sgobba e Tsetserukou. Partenza subito coi fiocchi per Aukstikalnis, il lituano si mostra subito caldo ma Acunzo gli risponde per le rime. Il vero mattatore dei primi minuti però, oltre al solito infallibile Chinellato, è nientemeno che l’ultimo arrivato, uno Tsetserukou subito determinato a farsi notare a suon di muscoli. Herons sul 4-11, dal time-out immediato di coach Andreazza si alza Jackson dalla media. Chinellato ancora da 3, la formidabile ala arringa il settore ospiti ma la prima tripla della serata di Passoni spegne sul nascere il primo tentativo di fuga. La T Gema, spinta dai canestri di Jackson e Burini, rientra a contatto con una delle sue armi principali, lo strapotere a rimbalzo: uno di questi vale il pareggio, il merito è di capitan D’Alessandro. L’altro capitano presente sul parquet, Natali, cancella il primo vantaggio casalingo firmato da Vedovato. E’ un continuo botta e risposta in questo avvio di derby, non c’è ancora niente di definito. Risultato a fine primo quarto: 19-20.
Movimento da ballerino di danza classica di Acunzo, il campano si libera dalla distanza e realizza. Iniziano le prime scaramucce tra i dieci sul parquet, comunque niente di scorretto per ora. Rientro pigro degli Aironi in difesa e Passoni punisce in contropiede, poi La T Gema cambia passo dalla lunga distanza e con Acunzo e Burini lancia il primo parziale importante della serata. 13-0 nei primi 3’ della seconda frazione, frutto anche di una Fabo sconclusionata nelle scelte di tiro e di passaggio. Solo un uomo può fermare l’emorragia ospite ed è appunto Auksitkalnis a mettersi in ritmo, dall’altra parte però è on fire il prototipo del giocatore da partite dure e fisiche: Fratto. Passoni e D’Alessandro allungano sul +15, a far notizia però è la confusione in attacco, più mentale che tecnica, del team di coach Sacchetti. Mastrangelo prova a dare una scossa, non riesce però a chiudere il gioco da 3 punti. L’astuzia ed il mestiere di Sgobba e di Chinellato permettono agli Herons di sgranocchiare un po’ del distacco venutosi a creare, all’intervallo lungo però resta ampio il divario. La T Tecnica si è leggermente seduta nelle ultime azioni del primo tempo ma Jackson la risveglia tutta d’un pezzo ad 11 secondi dalla sirena conclusiva ed ecco il nuovo allungo. Risultato a fine secondo quarto: 45-33.
FESTA E CONTESTAZIONE
Dovremmo assumere che coach Sacchetti abbia strigliato violentemente i suoi giocatori durante l’intervallo lungo, perché alla ripartenza la Fabo ha tutt’altro atteggiamento. Sgobba apre le danze, poi torna a battere cassa un Aukstikalnis che era venuto meno per troppi minuti. E’ in difesa però che gli ospiti fanno la differenza, le maglie si stringono e La T Gema fa molta fatica ad avanzare. Ritrovatasi sul +5 la formazione di casa si deve inventare numeri da circo per segnare, per fortuna loro Burini e Jackson sono in grado di sprigionare la magia (tra l’altro l’americano sta avviando il suo show secondario, quello del ‘trash talking’). Si gioca poco adesso, sono aumentati a dismisura i contatti ed i palloni vaganti. Abbiamo il botta e riposta più atteso, quello tra Aukstikalnis e Jackson; nel frattempo però Fratto riporta il gruppo di coach Andreazza sul +12. La T Tecnica ha retto egregiamente l’urto di fronte al contrattacco ospite e può così gestire il cronometro con enorme serenità. Isotta non ci pensa due volte e s’iscrive a referto con la parabola arcuata dall’angolo che vale il provvisorio +17. La differenza per il momento è netta, specie a rimbalzo dove sin dalla palla a due il dato di chi sta vincendo è doppio rispetto a chi sta perdendo. Risultato a fine terzo quarto: 66-51.
L’uomo in più che sta indirizzando (e di tanto) le sorti di questo derby ha un nome e cognome, quello di Francesco Fratto. L’ex-Libertas Livorno è devastante in entrambe le aree, la sua prova sta contribuendo pesantemente al distacco durissimo che La T Gema sta infliggendo alla Fabo. La troppa foga fa uno scherzetto al buon Fratto, l’antisportivo fischiatogli contro non macchia comunque la super-partita da quasi 20 punti. Un numero che ricorre anche nel punteggio, perché grazie alle scorribande di Bargnesi e Vedovato il divario si è attestato su queste latitudini. Cinque punti di fila di Zugno, purtroppo per lui servono solo ad evitare un’umiliazione. Jackson però non ha intenzione di fermarsi nemmeno nei minuti finali, ridotti ad un lungo e clamoroso garbage-time. ‘Clamoroso’ perché, se da una parte è la festa più sfrenata possibile, nell’altra metà soffiano venti di contestazione. Sono 4’ circa nei quali i padroni di casa, sulle ali dell’entusiasmo, riescono in tutto (protagonista in particolare è Acunzo), mentre le estemporanee segnature ospiti non nascondono la tristezza e lo spaesamento sul loro volto. Il 90-71 finale è uno dei punteggi più larghi della giovane storia della stracittadina, un risultato che esalta i padroni assoluti della città e deve far riflettere molto tra le file degli sconfitti.




