Dopo il pareggio ottenuto con il Pontedera, la Pistoiese ha ottenuto la salvezza matematica e si è confermata la permanenza in Serie C. Così Fondatori: «Stagione assai travagliata, ma abbiamo centrato l’obiettivo»
Con il pareggio a reti bianche ottenuto lo scorso sabato sera nel derby del Mannucci contro il Pontedera, la Pistoiese ha ufficialmente centrato l’obiettivo salvezza con tre giornate d’anticipo rispetto al termine del campionato di Serie C girone A.
Nessun corteo per le vie del centro cittadino per festeggiare, dopo un’annata assai povera di soddisfazioni e acuti, ma al netto di problemi e difficoltà quel che più conta è che la società arancione abbia mantenuto il suo posto nel calcio professionistico per il sesto anno consecutivo. «Siamo assolutamente soddisfatti del traguardo tagliato – ha esordito il club manager Fabio Fondatori – si tende a dare la salvezza per scontata, ma così non è. I campionati sono lunghi, strani, difficili, con mille variabili. Questa stagione ad esempio è stata assai travagliata – ha proseguito – eppure abbiamo centrato l’obiettivo con largo anticipo. Il prossimo anno dunque saremo ancora in Serie C, adesso c’è da mettere testa sulla questione stadio perché a questo giro la Lega Pro non farà sconti. Speriamo che non ci siano problemi – ha chiosato – ci auguriamo che venga fatto tutto il necessario per l’iscrizione e siamo convinti che sarà così, altrimenti sarebbe un vero paradosso».
Va detto che gli arancioni sono salvi con “soli” 34 punti, grazie alle ingenti penalizzazioni che hanno tagliato le gambe a Cuneo e Lucchese: «Ci sono due campionati, uno si gioca sul campo e l’altro dietro le scrivanie – ha chiarito Fondatori – in quello societario siamo tra i migliori della categoria, anche all’ultima verifica i nostri bilanci sono risultati perfetti. Noi ci siamo sempre attenuti alle regole, qualcun’altro non lo ha fatto ed è giusto che paghi».
Restano ancora tre giornate di campionato: «Adesso dobbiamo arrivare in fondo mettendo dietro più squadre possibile, giocandoci i prossimi 270 minuti con la faccia giusta e senza regalare niente». Poi sarà il tempo delle analisi: «Inutile sottacere i problemi, tante cose non hanno funzionato e da annate così si deve imparare – ha ammesso il club manager arancione – lasciando le valutazioni tecniche a chi di dovere però, dico anche che non bisogna buttare via il bambino con l’acqua sporca. Qualcosa è andato per il verso gusto, alcuni giocatori hanno fatto bene e potrebbero essere confermati – ha aggiunto – non si può e non si deve distruggere tutto, ma è necessario cercare di costruire con serenità ed equilibrio».
E in questo senso, secondo Fondatori, non aiuta il clima di pessimismo che si respira attorno all’ambiente arancione: «Per attrarre imprenditori e rafforzare la società serve un’atmosfera positiva, altrimenti diventa impossibile fare sport a Pistoia in generale – ha attaccato – bisogna fare un passo in avanti a livello di cultura sportiva. Con la prima squadra ci siamo salvati in anticipo, il settore giovanile ha fatto cose straordinarie e quindi perché il giudizio complessivo dev’essere negativo?».
Già, i giovani. Proprio da lì bisogna partire, per costruire: «Allievi, Giovanissimi ed Esordienti hanno sfiorato le fase nazionali dopo ottimi campionati, mentre i 2006 ce l’hanno fatta e si giocheranno il tricolore – ha concluso Fondatori – erano anni che la Pistoiese non aveva un settore giovanile così e questo è fondamentale per costruire il futuro».



