Il nuovo allenatore della Larcianese si presenta: «Non nascondo di essere ambizioso, ho tra le mani un gruppo con tanta voglia di rivalsa»
18 anni dopo aver indossato la maglia della Larcianese da calciatore, era la Serie D 2002/2003, Marco Benesperi è tornato nuovamente in viola, stavolta nelle vesti di allenatore. È stato scelto dal presidente Carbone per risollevare il morale dei tifosi dopo una stagione deludente, per portare un calcio giovane e innovativo in un ambiente abituato a palcoscenici importanti.
«Sono molto soddisfatto del lavoro fatto finora – esordisce il neo tecnico viola – e posso dire che siamo più avanti rispetto a quanto avevo immaginato. Dopo aver iniziato la preparazione il 1 settembre abbiamo fatto tre test amichevoli (contro Pistoiese Berretti, Aglianese e Fucecchio, ndr) molto impegnativi, ma è una scelta che ho fatto di comune accordo con la società. È il miglior modo per trovare le giuste misure e l’organizzazione da mettere in campo».
Una delle ragioni degli insuccessi dello scorso anno è stata anche la pressione data dal dover raggiungere un obiettivo: «La mia storia dice che ho ottenuto buoni risultati quando la posta in gioco non è stata molto alta, sono un allenatore a cui interessa il quotidiano, il lavoro di tutti i giorni. Non facciamo proclami ma tutti noi, dai ragazzi alla società, siamo ambiziosi. Vogliamo scendere in campo ogni domenica per vincere».
Il mercato ha portato in casa Larcianese cinque giocatori, tutti provenienti dal Viaccia: «Avere dei ragazzi che conoscono il mio calcio può darci una mano – ammette l’ex tecnico della formazione pratese – soprattutto considerando che ognuno di questi ricopre un ruolo differente in campo. Stiamo lavorando per integrarli nel nuovo gruppo, con dei professionisti del genere tutto è più semplice. Mi piacciono i calciatori attenti ai dettagli, che curano i particolari ad ogni allenamento».
Continuo movimento e disponibilità al sacrificio: questo è il credo tattico di Benesperi, che nelle ultime stagioni ha sempre avuto la miglior difesa del campionato: «Solitamente cerco di non dare troppi compiti difensivi agli attaccanti, ritengo sia fondamentale trovare equilibrio e mantenere le giuste distanze. Mi piace che tutti i calciatori si facciano trovare sempre smarcati e pronti a ricevere il pallone. Voglio vedere entusiasmo e coraggio nelle giocate, se i ragazzi fanno le cose a mille all’ora non potrò mai rimproverar loro nulla».
Elementi esperti come Pinto e Guarisa ma anche giovani come Carapezza e Rizzo, pronti a dare vita ad un bel mix: «Non bisogna mettere pressione ai più giovani, devono avere il tempo per crescere in tranquillità e fare i loro errori. Nei test amichevoli ho valutato diversi ragazzi della Juniores, che facendo un regionale élite presenta molti ragazzi in gamba. Spesso si parla dei giovani usando termini negativi, io invece vedo il sangue nei loro occhi quando arrivano all’allenamento un’ora prima degli altri».



