L’ex tecnico del Gambassi pronto alla sfida alla guida della Lampo: «Sono in un ambiente serio e preparato, c’è voglia di giocare a calcio»
Tra le tante novità che hanno investito l’ambiente Lampo nei mesi estivi c’è stato anche il cambio di allenatore. Via Donatello Minichilli, approdato al Lammari, dentro Gianluigi Sarti, classe 1968. Tante presenze da calciatore, anche a livello professionistico, prima di una lunga carriera distribuita su tante panchine toscane. Il tutto con un denominatore comune: lanciare i giovani.
«Mi piace molto lavorare coi ragazzi – esordisce Sarti – e su questa linea guida ci siamo mossi per il mercato assieme alla dirigenza e al presidente Giannoni. Abbiamo abbassato l’età media e portato in prima squadra diversi prodotti del settore giovanile, stiamo ponendo le basi per fare una bella annata. Un altro segnale è stato aver dato la fascia da capitano a Zoppi, un ragazzo giovane che ha scelto di rimanere sposando il nuovo progetto».
La stagione ormai è alla porte, col debutto casalingo che avverrà domenica in Coppa contro la Real Cerretese: «La squadra è in condizione e cresce giorno dopo giorno, abbiamo fatto una buona preparazione sia fisica che tattica. Di comune accordo con la società abbiamo fatto una sola amichevole (1-1 contro il Monsummano, ndr) dove ho comunque avuto ottimi riscontri, soprattutto nella fase difensiva. In ottica stagionale non vogliamo porci obiettivi, pensiamo solo a migliorare partita dopo partita, lavorando per ottenere il massimo».
Gambassi, Lastrigiana e Fiesole sono solo alcune delle squadre allenate in precedenza, tutte comunque nella provincia di Firenze: «È la prima esperienza in territorio pistoiese, anche se la realtà Lampo non mi è nuova. L’anno scorso sono venuto a Lamporecchio per giocare in Coppa col Gambassi, abbiamo superato il turno ma mi ha colpito l’entusiasmo dell’ambiente e la voglia di proporre calcio».
Oltre 200 presenze tra i professionisti rappresentano un bel bagaglio da condividere coi calciatori: «Giocare tra i professionisti ti porta ad accumulare esperienza, organizzazione e mentalità. Passando ad allenare tra i dilettanti ho capito come si può ottenere il massimo da un giovane. Va stimolato a divertirsi, a giocare senza pressione e con serenità, ricordandosi sempre che siamo nel mondo dilettantistico. I ragazzi devono poter vivere questa esperienza con la mente libera e con la piena consapevolezza dei propri mezzi».



