Renzo Ulivieri a Torbecchia: «vi spiego perché ho votato Tavecchio»

Renzo Ulivieri si è raccontato alla Casa del Popolo di Torbecchia ed il 4 marzo sarà di nuovo a Pistoia col suo Pontedera per sfidare la CF Pistoiese nel big match di Serie C Femminile

“Mi hanno detto che ho difeso Tavecchio…se volete vi spiego il perchè”. Renzo Ulivieri è arrivato al circolo di Torbecchia in una serata da lupi, con la neve ghiacciata nel parcheggio di quella che una volta si chiamava “Casa del Popolo” delimitata dai manifesti elettorali, per parlare di calcio e politica.

Quale sia il primo amore tra i due è ancora difficile dirlo, ascoltando le parole di un mister che, a quanto pare anche da presidente dell’associazione allenatori, non si è affatto stancato di essere “controcorrente”. Non solo per le pubbliche dichiarazioni di voto (che lo vedono in corsa anche la prossima domenica) ma anche per le scelte, vedi quella di guardare benevolo al presidente della Federcalcio più discusso di sempre.

“Alla prima elezione federale c’erano solo i nomi indicati dalle società, Tavecchio e Abodi” dice Ulivieri di fronte alla trentina di persone che lo ascoltano in una serata che sembra tratta da “Berlinguer ti voglio bene”. Odore intenso e buono di sugo di crostini toscani, rimasti dalla cena di autofinanziamento di Potere al Popolo sui tavoli in fondo insieme a diverse bottiglie di vino. Rosso naturalmente.

Trenta persone, trenta interventi, roba che per la generazione dei social, i cosiddetti “millennials” che domenica andranno a votare per la prima volta, è come un film di Rossellini. Neorealismo dell’impegno a cui Ulivieri non si tira indietro, rispondendo alle domande politiche spesso con le sue storie di calcio.

“Lo so che a voi non piace Tavecchio – incalza Ulivieri – ma io ho votato il meno peggio. Gli dissi. Io ti voto ma tu in cambio mi aiuti ad introdurre l’obbligatorietà di avere un allenatore diplomato in ogni squadra. Dai bambini ai dilettanti. Per un principio di uguaglianza, perché ogni bambino ha diritto ad un allenatore diplomato e formato”. Ok ma questa era la prima elezione. Dopo, all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Come mai è rimasto sullo scomodo carro di Tavecchio? “Sì, l’ho pregato di non dare le dimissioni – continua Ulivieri – perché il giorno dopo quella benedetta partita, avevamo un viaggio fissato in Cina per firmare un accordo importantissimo con il Ministero dell’Istruzione cinese che vuole lanciare il calcio, per far scuotere una società che guardando all’Occidente sta diventando individualista. Si parlava di centinaia di posti di lavoro e non per gli allenatori di serie A. Per questo gli ho detto di non dimettersi, di darmi tempo. Invece saltato Tavecchio, è saltato l’accordo”.

Si parla dei soldi che girano nello sport, qualcuno gli chiede come mai nel 2018 non si possano creare circuiti di riuso con le mute dei ragazzini che fanno sport e che – crescendo – ogni anno sono costretti a cambiare, dissanguando le famiglie. Quelle che possono naturalmente. Lui domenica, nel giorno del voto, sarà a Pistoia con le ragazze del Pontedera a sfidare la Pistoiese femminile.

“Le rimborsiamo la benzina, devono venire in 4 con una macchina naturalmente…” dice, senza evidenziare che le “granatine” hanno già vinto il campionato con 4 giornate d’anticipo. I soldi non possono essere al centro del calcio, dello sport che abbatta le differenze di Renzo Ulivieri. Tutte le differenze, tutti i pregiudizi.

Come quelli che i ragazzi della squadra della casa del popolo quando era giovane avevano con i figli degli “sbirri”. “Andai al sindacato della polizia della Cgil e gli dissi di mandarmi due persone che raccontassero ai ragazzi il loro lavoro. Da quel momento nessuno li prese più in giro”. O la lotta ai genitori che assistono alle partite dei figli, dando un pessimo esempio di educazione e rispetto. “Li facemmo diventare dirigenti – chiude – li tirammo dentro. Smisero di essere genitori di uno e furono dirigenti di tutti”.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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