L’ex tecnico dell’Aglianese lascia la squadra dopo tre sole sconfitte in un anno e mezzo, pagando a caro prezzo i risultati dell’ultimo mese
Anche nei matrimoni più felici può arrivare il momento di una separazione e spesso questa giunge nei momenti meno attesi. È ciò che è successo a Francesco Colombini, sollevato dall’incarico di allenatore dell’Aglianese all’indomani del pareggio contro il Rimini. Una decisione che può sembrare sorprendente se si osserva la classifica. I neroverdi sono infatti al primo posto del girone insieme al Fiorenzuola, contro cui giocheranno lo scontro diretto tra due turni. Ripercorriamo quindi le principali tappe dell’avventura di Colombini ad Agliana.
ARRIVO IN CORSA
L’ex tecnico del Ponsacco è subentrato sulla panchina neroverde nel dicembre del 2019, in sostituzione di Matteo Cioffi, quando l’Aglianese si trovava al decimo posto. Dopo la sconfitta all’esordio col Foligno, Colombini ha inanellato undici risultati utili di fila, dando alla squadra quella solidità che nel primo terzo di stagione era mancata. Con tre vittorie e otto pareggi a referto ha portato la squadra all’ottavo posto al momento della sospensione del campionato. In seguito all’interruzione definitiva della stagione, arrivata alle porte dell’estate, la dirigenza ha deciso di confermare Colombini sulla panchina dei neroverdi, con l’idea di dare continuità al progetto avviato sei mesi prima.
SOGNI D’ALTA CLASSIFICA
In vista della stagione 2020/2021 l’Aglianese ha apertamente fatto intendere di voler lottare per le zone nobili del campionato e ha costruito di conseguenza un organico competitivo in ogni reparto. L’avvio di stagione ha posto fin da subito l’Aglianese al comando della classifica, grazie ad un calcio votato all’attacco e a un gioco a tratti anche bello da vedere. La vittoria contro il Prato è stata forse la partita simbolo dell’Aglianese di Colombini: rocciosa in difesa ed estremamente cinica in fase offensiva. Con un ruolino di marcia molto positivo, costituito da 11 vittorie in 16 gare, l’Aglianese si è laureata campione d’inverno, dando un ulteriore segnale di forza alle altre contendenti.
MOMENTO DI FLESSIONE
A partire dal girone di ritorno l’Aglianese ha iniziato a faticare parecchio per portare a casa i tre punti. Sono arrivate due vittorie in extremis con Marignanese e Bagnolese e qualche pareggio di troppo, prima con il Forlì e poi quello contro il Corticella ultimo in classifica. La vittoria contro il Mezzolara ha interrotto la striscia di pareggi, ma nell’ultimo turno è arrivato un altro 1-1, stavolta con il Rimini. Al calo di risultati si è aggiunto un periodo di appannamento in termini realizzativi, con gli attaccanti che nell’ultimo mese hanno avuto diverse difficoltà a trovare la porta. La dimostrazione sono i cinque gol realizzati nelle ultime sette uscite, pochi per quello che è tuttora il secondo miglior attacco del campionato.
CAMBIARE LE CARTE IN TAVOLA
Questi elementi, uniti al recupero in classifica effettuato dal Fiorenzuola, hanno portato il presidente Giusti ad effettuare un brusco cambiamento. La panchina è stata affidata al vice Matteo Capecchi, che guiderà la squadra fino al termine della stagione a meno di scenari clamorosi. Una mossa inaspettata ma non nuova dalle parti di via Don Milani. Lo stesso Giusti, allora direttore generale, ad inizio 2018 scelse assieme al presidente Gianni Doni di esonerare Riccardo Bracaloni con la squadra terza in classifica in Eccellenza, ottenendo poi la promozione in Serie D grazie l’ingaggio di Pacifico Fanani. Evidentemente anche stavolta il numero uno neroverde ha pensato che una svolta netta fosse il modo migliore per rivitalizzare l’ambiente in vista della rincorsa al passaggio di categoria.




