Montecatini, Marengo al rientro dopo il Covid: «Che sofferenza non poter aiutare la squadra»

Fernando Marengo torna a disposizione dopo l’assenza forzata. Montecatini ritrova un agonista di cui ha sentito la mancanza

Risale al 28 febbraio l’unica gara stagionale disputata sin quì da Fernando Marengo. La prima giornata, quella vittoria al cardiopalma in casa contro Castelfiorentino al supplementare. La sua prestazione era stata discreta, sostanziosa come il suo modo di giocare. Nonostante i problemi di falli, 10 punti e tanta intensità. Poi, come purtroppo capita non di rado quest’anno, l’imprevisto del Covid. L’isolamento fiduciario per un contatto diretto e in seguito la conferma della positività. L’attesa di negativizzarsi è durata un po’, ma finalmente è terminata. Dopo un mese e mezzo, l’ala italo-argentina è tornata in gruppo e domenica scenderà in campo nel match del PalaTerme contro Prato. Purtroppo il rientro è tardivo, almeno per la conquista dell’obiettivo di inizio stagione. Montecatini ha infatti ormai perso il treno della seconda fase promozione e dovrà salire sul convoglio meno allettante, quello per non retrocedere. Finire in C Silver dovrebbe essere un rischio relativo per la Viking, considerando il livello delle avversarie che troverà.

Perciò, non è invece troppo tardi per cercare di finire il campionato nel miglior modo possibile. E per farlo i termali avranno senz’altro bisogno del classe ’92. È innegabile che durante la prima fase la sua mancanza si sia fatta sentire. A volte i roster si reggono su equilibri precari, determinati da intersezioni di maestranze che spesso e volentieri non seguono le gerarchie di valore tecnico. La sensazione è che Montecatini, senza Marengo, abbia perso un interprete agonisticamente insostituibile. La sua “garra” avrebbe forse permesso ai rossoblu di aggiustare più di una bega, difensiva e caratteriale. Al netto di un pacchetto senior dalla trazione sbilanciata verso l’attacco e dall’andamento sincopato. Detto questo la Viking, che oltre all’assenza di Marengo ha dovuto fare i conti anche con altri scherzi del destino, alla tentazione masochistica del “what if” deve assolutamente resistere. Ciò che conta di più è che una pedina importante come Nando sia di nuovo a disposizione di coach Cardelli. Abbiamo dunque colto l’occasione del suo ritorno per chiamarlo in causa sia sulle vicende personali che su quelle di squadra.

TIME OUT CON FERNANDO MARENGO

Sei stato costretto a stare lontano dal campo e dalla squadra per diverse settimane, immagino sia stata una sofferenza. Com’è stato invece tornare in gruppo?

«Già non amo stare in panchina, se poi devo seguire i miei compagni dalla tv o dal computer è ancora peggio (ride, nda). Non è stato facile. A volte vedevo la squadra in difficoltà e sentivo un senso di impotenza incredibile. Non potevo far nulla. Ora sono felicissimo di essere tornato. Gli allenamenti sono un po’ più duri di prima perché sono stato fermo, ma cercherò di dare il meglio per tornare in condizione».

La squadra non è riuscita a centrare l’obiettivo seconda fase promozione. Cos’è mancato secondo te?

«Quest’anno il campionato è strano, lo sappiamo. Vince chi è più pronto e non chi è più forte. Noi abbiamo avuto sfortuna in tante cose. La squadra era costruita in un certo modo. Quando ti manca qualche pedina come è successo a noi, se non sei pronto al massimo certe lacune non riesci a colmarle nemmeno provandoci. Certe volte eravamo un po’ scarichi. Sicuramente poi dovevamo difendere di più. I giocatori con punti nelle mani ce li abbiamo, purtroppo c’è mancata un po’ la difesa. Non è andata come speravamo, adesso dobbiamo finire il campionato nel migliore dei modi».

Vi aspetta una seconda fase che oltre a salvarvi quanto prima potrebbe servire a gettare basi solide per i mesi a venire. Che contributo ti auspichi di dare alla causa?

«Come prima cosa dobbiamo salvarci il prima possibile. Giocare dall’altra parte (seconda fase promozione) sarebbe stato bello. Però visto che non possiamo, dobbiamo dimostrare che siamo una squadra migliore di quella della prima fase. Personalmente mi auspico di tornare in forma, di aiutare i ragazzi più giovani a crescere e di consolidare il legame coi più grandi».

Ti vedremo in campo contro Prato vero?

«Sì, giocherò con il coltello tra i denti, anche se non so quanto. Di condizione sono un po’ indietro rispetto agli altri, devo recuperare. Questa settimana mi sono allenato, spero di poter dare un mano».

Direi che quest’anno come si suol dire sei rimasto con la voglia. Se dipendesse solo da te ti vedremmo in rossoblu anche la prossima stagione?

«Io volevo restare già due anni fa. Poi le scelte sono andate diversamente, ma non fa niente. Era solo per dire che a Montecatini ci tengo molto. E se mi chiedono di restare, io resto volentieri».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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