John Biagini è tornato a casa: il racconto del ritorno a Montecatini

John Biagini, a quattro mesi dalla sua partenza e a due dall’arrivo a Capo Nord, ha completato il suo viaggio con una grande festa

John Biagini è finalmente tornato a casa. Dopo poco più di quattro mesi di viaggio, il montecatinese giramondo ha potuto riabbracciare i suoi cari e rivedere i vecchi amici che l’hanno sostenuto, seppur a distanza, in quest’impresa speciale. Ritornare a casa, dopo un continente attraversato e i mille imprevisti meteorologici (come lo stesso giorno finale), non è mai stato così bello.

L’INCONTRO AL FORTE

L’ultima tappa, giunta dopo la parentesi ligure d’inizio settimana, è iniziata da Forte dei Marmi, dove insieme a lui abbiamo realizzato un’approfondita intervista finale. John ha ricordato varie tappe ed episodi del suo viaggio a Capo Nord, ripensando ad un’impresa che aveva pianificato da tanto tempo. Le salite austriache, le piogge tedesche e il vento scandinavo hanno fatto subito capolino nei suoi racconti. Ci sono stati di certo momenti difficili, dove anche solo fare pochi chilometri sembrava impossibile, ma la consapevolezza di averli superati rende ancora più prezioso il ricordo di questo viaggio speciale.

Al contrario, fra i momenti lieti, Biagini annovera i finali di tappa, quando il tepore di una stanza e di un letto ricompensava la fatica e la durezza dei tratti superati. Un feeling che John ha assaporato anche nei chilometri iniziali di quest’ultima fatica: il meteo ha voluto giocargli uno scherzetto anche a due passi da casa. A tratti sembrava che fosse tornato alle isole Lofoten o in Olanda, quando la pioggia e il vento non gli diedero quasi mai un istante di respiro.

La nostra chicchierata con John Biagini

IL PERSONALE ARCOBALENO DI BIAGINI

Non è mai stato solo John, visto che persino nei campeggi dei boschi finlandesi ha trovato compagni di viaggio o nuovi amici con cui condividere le sensazioni della sua avventura. Ha saputo stringere amicizie anche lontano da casa, senza mai sentire davvero i morsi inesauribili della solitudine. Tuttavia, dopo poco più di metà della sua ultima tappa, nei pressi della sua Chiesina Uzzanese, Biagini ha visto il suo personale arcobaleno.

Infatti, sulla strada era pronta una comitiva tutta speciale che gli ha fatto davvero dire di essere tornato a casa. Ad attenderlo, per scortarlo nelle ultime pedalate, c’erano suo padre, le leggende Claudio Chiappucci e Paolo Fornaciari e il tandem composto da Luca Baroncini, sindaco di Montecatini, e Fabio Berti, primo cittadino di Chiesina. Per John è stato impossibile trattenere la commozione.

Biagini - Chiappucci all'arrivo
Claudio Chiappucci, illustre “gregario” nelle ultime pedalate di Biagini

ACCOGLIENZA DA EROE

L’emozione e la scorta speciale hanno accompagnato John al ristorante di famiglia “Da Sandra”. Lì ad attenderlo c’erano sua madre, i parenti e tutti gli amici più cari. Un’accoglienza da eroe che non poteva che concludere degnamente questi mesi su e giù per tutta l’Europa. Per John inoltre sono state preparate due targhe speciali, consegnate dagli stessi sindaci Baroncini e Berti alle terme “Il Tettuccio”. Un piccolo ricordo a sugellare l’ultimo capitolo di questo libro di esperienze e avventure scanzonate.

Biagini - targhe ricordo
Biagini con le targhe ricordo accanto ai due sindaci Berti e Baroncini

Biagini però ha già promesso che proseguirà la sua collana di avventure in giro per il mondo. Con una breve vacanza all’Elba ricaricherà le pile e poi tornerà alla vita di tutti i giorni, tuttavia la sua Bianchi non prenderà mai polvere. Proseguirà ad accompagnarlo nelle sue solite scampagnate ed un giorno, come rivelato nella nostra intervista speciale, tornerà ad essere spremuta e messa alle corde come non mai. Ci vorrà un po’ di tempo per preparare tutto, ma il giramondo di Chiesina e Montecatini continuerà a pianificare nuove avventure in giro per il globo. Che sia nella sua Valdinievole, in Europa o in America (dove vorrebbe recarsi un giorno non troppo lontano), John Biagini continuerà a faticare sui pedali senza mai perdere il sorriso.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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