Man bassa in area e varietà offensiva, le chiavi del successo di Pistoia

Oltre al confermato equilibrio difensivo, in attacco il Pistoia Basket controlla il pitturato e valorizza le tante possibili soluzioni

Terza vittoria (e prima al PalaCarrara) su quattro gare di regular season per la Gtg Pistoia Basket, che ha la meglio su Trapani per 80-70. I biancorossi si confermano tra le miglior difese del girone verde (72,75 punti subiti di media), fermando i siciliani a 70 punti come avevano fatto nel turno precedente con la Bakery Piacenza. Prosegue l’ottima vena dei pistoiesi nei recuperi (7 contro Trapani e 7,5 di media), tanto più in abbinamento al dato contenuto di palle perse (10, in piena media) fruttando al momento il miglior bilancio del raggruppamento. Rassicurante anche l’aspetto che concerne i rimbalzi, in tutto 39 (30 difensivi e 9 offensivi) ovvero ben oltre le 35 carambole registrate a partita.

Non esita a rimarcarlo lo stesso coach Brienza, soddisfatto per la crescita della sua squadra in un fondamentale, di nome ma anche di aggettivo, come le carambole. Forse però gli spunti più interessanti del successo targato Pistoia Basket vengono dalla fase offensiva, interpretata in maniera esemplare. 80 punti, quattro uomini in doppia cifra e la bellezza di 17 assist totali. Ma soprattutto, aldilà dei numeri, una miscela divertente ed efficace di varietà tattica, pluralismo e saggezza nell’andare a cercare accoppiamenti e soluzioni favorevoli. Scopriamo quali scelte hanno pagato i maggiori dividendi contro i granata.

IL TANDEM WHEATLE-UTOMI, UNO SPETTRO DI COMBINAZIONI

Per chi ama la pallacanestro moderna, lo spettro di combinazioni che offre la coppia formata dall’anglo-italiano e lo statunitense di origini nigeriane è assolutamente magnetico e stimolante. E a pensare che fino al forfait di Olaswere i due non sapevano neppure dell’esistenza dell’altro. Partiamo dai corpi, che non dicono tutto ma qualcosa lo fanno intendere: 200 cm per 88 kg Wheatle, 198 cm per 98 kg Utomi. Per caratteristiche individuali sono entrambi tre-quattro. Il primo, nonostante sia più leggero e mobile del secondo, si trova meglio cercando la via del ferro in avvicinamento. Il secondo è più tiratore.

Morale della favola, quando sono in campo assieme e sfruttano le loro abilità si salvi chi può. Quello dei due marcato dall’esterno avversario di minore stazza cerca il post basso. Meglio ancora se è Wheatle, come ha fatto con Wiggs soprattutto nel primo tempo. Utomi sarà pronto sugli scarichi, dove può dare libero sfogo alla propria mira (due triple con Trapani). Altrimenti, va benissimo anche il contrario: Utomi spalle a canestro ed eventualmente Wheatle riceverà fuori marcato da uno più lento di lui. Insomma, le possibilità se non sono infinite ci vanno vicino. Poter disporre contemporaneamente di due all around del genere non solo è un’arma vincente, ma desta anche un fascino tattico irresistibile.

PISTOIA FA MAN BASSA IN AREA GUIDATA DA “PIPPO IS ON FIRE”

Il piano partita di Pistoia in attacco è stato lineare. Colpire Trapani in area, dove oltre a Childs (che comunque è un’ala-centro e non è nemmeno un difensore così clamoroso) nessuno ha potuto pareggiare la fisicità dei biancorossi. E quando hai uno come Magro, se schieri quintetti equilibrati, non puntare su di lui sarebbe uno spreco. Altra prova on fire di Pippo, coro prontamente e fieramente rispolverato dalla Baraonda. 17 punti e 7 rimbalzi in 24′ per il pivot padovano, che sta viaggiando rispettivamente a 13,5 e 4,8 di media.

Brienza lo usa sapientemente come fattore chirurgico in alcuni momenti della partita, considerando anche che non si tratta di un giocatore con 40′ nelle gambe. 11 punti nei primi cinque-sei minuti del terzo quarto e il break è compiuto, senza monopolizzare o ingolfare troppo il gioco. Magro non è tuttavia il solo a incidere nel trapezio. Bene infatti anche l’apprendista Del Chiaro (7 punti e 5 rimbalzi in 15′), così come redditizia la propensione al pitturato dei predetti Wheatle e Utomi. Con questo know how sotto le plance, le scarse percentuali da fuori non sono un problema insormontabile.

LA PAZIENZA NEL CERCARE JOHNSON AL MOMENTO GIUSTO

Se il miglior attaccante della squadra è una guardia, una tentazione in cui si può cadere a difesa schierata potrebbe essere quella di passargli la palla il prima possibile e in modo statico. In pratica, il messaggio subliminale sarebbe: “sei te che devi segnare di più, tieni la palla e inventa”. Naturalmente, così facendo il rischio di dar vita ad azioni prevedibili e forzate aumenta e non poco. Di segno opposto invece l’atteggiamento del Pistoia Basket col proprio gioiellino Johnson. Con la 2B Control, “Jazz” è cercato pazientemente, non subito, bensì al momento giusto. Due ribaltamenti, poi se ci sono i tempi, uscita dai blocchi e tiro.

Col senno di poi è fin troppo facile, ma a giudicare dal 2/3 dall’arco di ieri l’idea pare più che valida. Oppure, anche se non c’è modo di mettere il folletto di Portland piedi in terra, avere una manovra fluida fatta di passaggi dinamici ne favorisce in ogni caso la pericolosità. Tra le due opzioni passa tutta la differenza del mondo: quella che intercorre tra un attaccante assorbito dall’ansia di costruirsi i tiri da solo e un attaccante fresco e in ritmo, concentrato a finalizzare. Alquanto significativa, in tal senso, la bomba con cui il 22 in maglia bianca ha fermato l’arrembaggio trapanese a meno di due giri d’orologio dalla fine, di fatto consegnando i due punti a Pistoia.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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