Pistoia Basket: fame in difesa e coralità offensiva, l’UCC non può nulla

Con la vittoria sull’UCC Piacenza, Pistoia è la seconda miglior difesa di A2. Ma l’orchestra biancorossa funziona bene anche in attacco

Il terzo successo di fila del Pistoia Basket, ottenuto di larga misura sull’UCC Assigeco Piacenza, arriva come ulteriore conferma dell’elevata competitività dei biancorossi. Che quest’anno ci sono tanti margini di divertimento lo ha capito in fretta il pubblico del PalaCarrara, gioioso e festante per la seconda domenica consecutiva. Oltre all’entusiasmo per il rullino di marcia e la posizione d’alta classifica nel gruppo di inseguitrici di Cantù, ad impreziosire la vittoria di Halloween della GTG c’è anche qualche rilevante indicazione numerica. Dati rappresentativi dell’identità incarnata dal Pistoia Basket, che fa della fame in difesa e della ricerca della coralità i propri punti cardinali.

PISTOIA SECONDA MIGLIOR DIFESA DELL’INTERA SERIE A2

Con i soli 50 punti segnati dall’Assigeco, la già contenuta media punti subiti di Pistoia è scesa al di sotto dei 70, per l’esattezza a 68,2 (341 totali). C’è solo una squadra che nell’intera serie A2 ha fatto finora di meglio. Ed è Udine, con 66 punti incassati ad incontro (330 totali), prossima avversaria dei biancorossi nella trasferta di sabato 6 novembre. Tornando all’ultima gara, è chiaro come almeno parte della magra realizzativa di Piacenza sia da imputare alla serataccia degli uomini di Salieri (4/27 da tre a dispetto del 40,7% delle prime quattro gare). Non è tuttavia un caso che sia stata proprio Pistoia a far fare un passaggio a vuoto all’attacco targato UCC. Il sistema difensivo della GTG continua difatti ad offrire prove di forza e solidità.

C’è grande equilibrio, gli uomini si muovono come legati da un filo, le lacune sono rare. Poi la tecnica è accompagnata dalla fame, che rende ancora più granitico il muro pistoiese. Nel maxi parziale del secondo quarto è proprio quella voglia dei biancorossi non solo di non essere battuti ma di creare per primi problemi agli attaccanti avversari a spezzare le gambe agli ospiti emiliani, frustrati per non riuscire a scrollarsi di dosso la pressione asfissiante. E poiché il preciso e ruggente sistema collettivo si serve dell’eccellenza individuale, va dato il giusto risalto al monumentale lavoro di Wheatle (ennesima prova da uomo in missione) in marcatura su Devoe, tenuto a soli 4 punti (più di 15 di media prima di questa sfida).

L’ORCHESTRA FUNZIONA COL CONTRIBUTO DI TUTTI, TORNANO ANCHE LE TRIPLE

Per quanto riguarda l’attacco, contro Trapani era emersa particolarmente la varietà di soluzioni percorse e percorribili da Brienza. Aggredire l’area in diversi modi, aprire il campo, cercare accoppiamenti favorevoli sfruttando la duttilità di Wheatle e Utomi eccetera. Con l’Assigeco a colpire maggiormente è la varietà di uomini capaci di segnare, il livello di partecipazione realizzativa (oltre che offensiva in generale) degli effettivi a disposizione. La voce punti dalla panchina tocca l’apice di questa prima parte di stagione del Pistoia Basket Supercoppa inclusa. Dei 78 punti finali 26 non provengono dallo starting five, vale a dire esattamente un terzo. La Pistoia Orchestra gira a meraviglia.

Il coinvolgimento di tutti i giocatori nelle rotazioni è più che palpabile, ma il lieto ritorno delle triple non è da meno. Dopo percentuali poco confortanti con Cantù, Bakery e Trapani, il 10/27 da tre (37%) a bersaglio contro i biancorossoblù rende più roseo il rapporto di Johnson e soci col tiro dall’arco, riavvicinandolo a quello della prima di campionato a Casale (9/23, 39%). In questo senso è il top scorer Jazz Johnson a detenere lo scettro di leader, con 4/7. Le dieci bombe hanno fatto saltare il PalaCarrara, affossando l’UCC soprattutto nei due quarti centrali. In ogni caso, rassicura il fatto che il Pistoia Basket sia riuscito a vincere ben due volte su tre anche senza l’ausilio della balistica. Significa che, come abbiamo detto più volte, la squadra è ricca di risorse da poter far fruttare a seconda delle esigenze.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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