L’ex tecnico arancione dice anche la sua sull’ultimo mercato invernale: «Su Cesarini hanno sviato le colpe in maniera mirata»
Domenica 14 novembre (ore 14.30) la Pistoiese sarà impegnata al “Bruno Recchioni” per affrontare la Fermana, gara valida per la quattordicesima giornata di campionato. Dopo otto mesi gli arancioni ritrovano come avversario Giancarlo Riolfo, il tecnico che nella scorsa stagione in autunno venne chiamato a sostituire Nicolò Frustalupi per completare la missione salvezza dell’Olandesina ma che in primavera venne a sua volta esonerato. Salvezza che purtroppo, anche nonostante l’ultimo tentativo da parte di Stefano Sottili subentrato al tecnico ligure, alla fine non si è concretizzata e che ha portato la Pistoiese alla retrocessione nell’anno del Centenario.
A RUOTA LIBERA
«Non ne ho mai parlato fino ad oggi perchè ho lasciato parlare gli altri. Mi sono lasciato con dispiacere perchè c’era un lavoro in atto, difficile nel compimento ma con un obiettivo che poteva essere ancora alla portata. Mi sono lasciato bene con la gente che ho potuto conoscere in particolar modo nel periodo Covid dove siamo stati per tantissimo tempo in isolamento, con tutti i collaboratori che partecipavano, massaggiatori, fisioterapisti, magazzinieri e a tutti quelli che erano i componenti della società. Poi sicuramente quando c’è un esonero qualcosa si rompe, sia negli equilibri che nei modi. Sicuramente certe cose non mi sono piaciute, per niente, comunque si rispetta sempre quello che sono i format societari e ci si adegua al meglio cercando di fare il proprio lavoro».
IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE
«Ho sentito tante chiacchiere sulla fase del mercato di gennaio, dove balza agli occhi che sono arrivati tre giocatori che avevo gia allenato, Varga, Pezzi e Maurizi e con la partenza di Gucci a gennaio. A dicembre la società dice che vuole rinforzare il reparto di attacco per fare meglio però con la condizione è che un giocatore deve andare via. A fine gennaio arriva un’ offerta importante per Gucci e allo stesso tempo tenevano accordi con un altro giocatore. Purtroppo, il venerdì mi chiedono se potevo fare a meno per una partita dell’attaccante ma il problema è che dopo è passato tutto il mese di gennaio e alla fine non è venuto».
LA CESSIONE DI CESARINI
«Se ho voluto mandare via Cesarini? Secondo voi scelgo di far andar via di un giocatore perchè non ne arriva un altro? Era un giocatore che era nei programmi societari e tecnici ma il problema era che aveva un infortunio importante e bisognava aiutarlo a recuperare. Ci ho provato, ma le cose si dilungavano. Poi c’è stato uno scontro, solo che se poi negli scontri societari, sviando le colpe in maniera mirata, indichi che l’allenatore vuol mandare via un giocatore, sono cose che mi danno fastidio».
IL PERCORSO DEL TECNICO LIGURE
«Arriviamo alla partita di Como, dove in settimana sono arrivati Maurizi e Rovaglia. Dopo quella partita sono andati via Cesarini e Camilleri ed è arrivato un difensore: Baldan. Poi quanto ti metti in difficoltà, la difficoltà ti cerca perchè si fanno male Chinellato e Valiani e giochi il mese di febbraio, dove c’erano tre partite in una settimana, con i soli Maurizi e Rovaglia. In seguito ci si mette il Covid e si va avanti senza fare risultati. La società decide di cambiare allenatore per provare a dare una svolta. Lecito, consentito, ma forse il problema non era quello, con tutto il rispetto di Sottili che è un ottimo allenatore. Purtroppo però, delle situazioni, delle scelte sbagliate e mi ci metto anch’io perchè responsabili siamo tutti e non voglio indicare colpe in una direzione o nell’altra, hanno portato a quella che è poi una sconfitta di tutti che è stata la retrocessione della Pistoiese. Peccato, perchè sicuramente potevamo gestire tutti le cose meglio. Gli errori si pagano e si sono pagati così. La mia non è una polemica ma visto che questi sono i segreti di Pulcinella e sono uscite molte chiacchere sull’allenatore, dico che tutti questi poteri ad un allenatore non riesco a vederli nelle altre società».
NESSUNA VENDETTA
«Non c’è nessuna vendetta o rivincita – ha evidenziato Riolfo -. Il sapore è sicuramente diverso come tutte le volte che incontri una tua ex squadra, che sia andata bene o male. L’impegno è sempre il massimo come nelle altre partite, non c’è nessun risentimento di rivalsa che non sia quella sportiva. Nel calcio capitano divergenze, problemi ma sono abbastanza maturo per sapere che queste cose possono capitare. Dispiace per come sono avvenute ma cerchiamo di fare meno strascichi possibili e andiamo avanti. La Pistoiese è una parte di quello che è mio percorso calcistico, mi sono trovato benissimo con tutta la piazza e ho il massimo rispetto.
IMPRESSIONI SUGLI ORANGE
«E’ una squadra costruita molto bene, ben allenata che ha accusato sicuramente difficoltà nella parte iniziale per un ritardo di preparazione dovuto a tutte le vicissitudini del ripescaggio. Sicuramente non è mai semplice quando devi trovare risultati frettolosi con questi handicap. Adesso sta trovando una quadra, continuità nei risultati e sarà una di quelle squadre che cercherà, come noi, di uscire da questa situzione. Sarà una partita combattuta, equilibrata, dove gli episodi e i dettagli possono fare da padrone».



