Il lungo padovano della GTG, Daniele Magro, così dopo Urania: «Averla persa senza giocare il nostro basket ci avrebbe fatto girare le scatole»
Soddisfatto del risultato, Daniele Magro, ma non pienamente della prestazione. «Ci siamo complicati la vita da soli, avremmo potuto perdere senza aver giocato il nostro basket». Per fortuna però il Pistoia Basket si è rimesso a difendere in tempo per riuscire ad acciuffare l’Urania Milano prima, e a superarla poi. Un compito comunque non facile viste le cinque lunghezze di distanza a poco più di 60” dal termine. Il numero 15 della GTG si complimenta dunque con la squadra per quanto dimostrato, ma mette in allerta tutti – come fatto da coach Brienza – che certe prestazioni a volte possono portare a delle bruciature. Adesso però ci sono due punti in più in classifica e il morale alto tipico del post vittoria.
«Sapevamo che la partita di stasera avrebbe potuto crearci difficoltà – spiega Magro – ma nonostante questo siamo caduti in trappola. Non abbiamo difeso al meglio e loro hanno sfruttato tutte le situazioni possibili grazie a delle buone soluzioni offensive. Era un po’ di tempo che non ci capitava di finire ostaggi del gioco avversario, dobbiamo fare tesoro di partite come oggi per evitare di commettere in futuro gli stessi errori».
«Ci siamo complicati la vita da soli con una prestazione buona ma discontinua. Alla fine però ne avevamo di più di loro e ci siamo rimessi sui binari giusti in tempo per riuscire a strappare almeno l’overtime. A quel punto l’energia ha fatto la differenza e noi siamo stati più bravi difendendo meglio di quanto visto nei 40′ di gara. Ci sarebbero girate parecchio le scatole se avessimo perso senza riuscire a giocare la nostra pallacanestro».
«Non è stata una partita semplice per me perché i loro lunghi, specialmente Paci, sono grossi e difficili da superare. Pian piano ho preso le misure e questo mi è servito. Un grande aiuto, come detto giustamente dal coach, me l’ha dato anche Jazz Johnson – conclude Magro – perché quando ha una giornata del genere attira su di sé gran parte della difesa avversaria e questo permette a me e agli altri di avere più spazi per poter far male».



