Pistoiese, Rosati: «Vedo molto scetticismo»

Il direttore sportivo della Pistoiese commenta la sessione di mercato appena conclusa: «Le partenze? Sono sereno perché molti non mi piacevano»

«Vent’anni fa non c’era questa aria», ha esordito Gianni Rosati, direttore sportivo della Pistoiese, parlando dell’atmosfera che si respira intorno a via dello Stadio.«Adesso vedo molto scetticismo, sia verso la società che verso la squadra. Siamo tutti sulla stessa barca e se vogliamo venirne fuori dobbiamo rimanere uniti. Se siamo arrivati a Pistoia proprio in questo momento è perché vogliamo salvarci. Vorrei che la città e la tifoseria ci aiutassero a raggiungere questo obiettivo».

«Siamo diventati operativi soltanto venerdì – ha proseguito -, per cui è stato difficile fare mercato e portare a termine le trattative in così poco tempo. Praticamente abbiamo chiuso tutto nell’ultimo giorno utile. Mi aspettavo un innesto in più, ma conto di poterlo chiudere tra poco. Sarebbe la ciliegina sulla torta, ma se non arrivasse saremmo contenti ugualmente».   

«Alcuni giocatori sono andati via perché diffidenti nei confronti della nuova proprietà, altri non si riconoscevano nel nuovo progetto tecnico e hanno chiesto di essere ceduti» ha dichiarato Rosati spiegando il perché di un così alto numero di partenze.«Sono sereno perché molti di loro non mi piacevano – ha ammesso il diesse degli arancioni -. La squadra che ho visto all’andata contro la Fermana aveva una difesa senza energia, un centrocampo monopasso e un attacco inesistente. La mia filosofia vuole un calcio propositivo, per questo ho preso difensori rapidi da affiancare ai giovani provenienti dall’Inter». 

«Le voci di mercato erano vere, però il cambio di direttore sportivo ha cambiato le cose», ha concluso l’uomo mercato della Pistoiese commentando le trattative fallite per Santini e Settembrini del Padova.«Con Sogliano avevo un rapporto e stavo per prendere entrambi, poi è arrivato Mirabelli che invece ha scelto di trattenerli. Bindi? Ha rifiutato. Porcino è un bene che non sia arrivato: non credeva nella società e pensava che non lo avremmo pagato. Valdifiori? Non lo prenderò mai perché non lo conosco personalmente. Un’altra trattativa saltata è quella per Fofanà. Chissà che tra i tanti svincolati non ci possa essere un amico che possa farci fare il salto di qualità…».

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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