In ricordo di Ronaldo Lomi. Ferdinando Bernardini: «Grande allenatore e grande uomo»

Pistoiese in lutto dopo la scomparsa di Ronaldo Lomi. Il ricordo e l’omaggio di chi lo ha conosciuto da vicino come Ferdinando Bernardini, ex giocatore arancione

La notizia è arrivata nelle prime ore di un caldo pomeriggio di giugno a rattristare i cuori di coloro che, non più giovani all’anagrafe, hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare colui che, nella Pistoiese ha rivestito tanti ruoli importanti, in varie epoche, come giocatore, allenatore e direttore generale della società arancione, lavorando al fianco di Orazio Ferrari nella stagione 1996/1997, di transizione tra la presidenza Maltinti e quella di Luciano Bozzi. Ronaldo Lomi si è spento dopo che le sue condizioni di salute negli ultimi tempi erano andate via via peggiorando.

«Se ne va un personaggio importante della storia del sodalizio arancione così come ricorda Il Presidente Orazio Ferrari, un amico soprattutto, un dirigente capace e molto riservato che tanto ha dato alla Pistoiese».

Ci siamo rivolti ad un suo ex giocatore, un suo pupillo, Ferdinando Bernardini, per ricordare in maniera più approfondita, l’uomo e l’allenatore Lomi. In maniera commossa Ferdinando lo ha voluto omaggiare.

«Non ci crederete ma proprio in questi giorni, rimettendo a posto vari articoli di vecchi giornali, mi è balzato agli occhi la notizia di quando fui trasferito dalla Pistoiese al Borgo a Buggiano, un passaggio voluto proprio da Ronaldo Lomi che già avevo avuto come allenatore nelle giovanili della Pistoiese. Fu proprio lui che nel giugno del 1970, anno dei mondiali in Messico, mi fece esordire, appena diciasettenne, con la squadra arancione già retrocessa in serie D a Ravenna, insieme a Marco Nerozzi: un’emozione incredibile. La stessa vissuta a Borgo a Buggiano con lui allenatore, annate stupende; era un grande allenatore e un grande uomo, solo apparentemente burbero, ma in realtà una pasta di persona. Elegante nel suo modo di vestire, di parlare, sempre con una parola buona per chiunque. Aveva un soprannome particolare: “Manubrio”, forse dato per il suo modo di giocare, curvo, proprio come un manubrio della bicicletta. E’ inutile che affermi che con lui se ne va un altro pezzo della mia storia calcistica. Addio Mister dal dolce sorriso».

Antonio Zinanni
Antonio Zinanni
Da quando è in pensione ha più tempo da dedicare ai suoi passatempi preferiti: cani, film, musica e naturalmente Pistoia Sport e la Pistoiese. Il più vecchio del gruppo in mezzo a tanti giovani bravi e motivati: come si dice in gergo, esperienza al servizio della squadra.


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