Larcianese, quella di Massa è la salvezza della perseveranza

Un obiettivo rincorso nove mesi ma che pareva sfumato. Poi, nel giorno più importante, la Larcianese si è ricordata di essere una squadra vera

19 ottobre: la Larcianese batte 3-1 il Belvedere e si porta al quarto posto nel Girone A di Eccellenza, a meno uno dalla vetta. Siamo però solamente a un quarto della stagione e tutti in casa viola sanno che sarà pressoché impossibile mantenere le posizioni di vertice, soprattutto in un raggruppamento che per buona parte è paragonabile a una bassa Serie D. Forse nessuno però si sarebbe aspettato che, da quel giorno, la Larcianese sarebbe stata quasi quattro mesi senza vincere. Più di un girone intero, precisamente diciassette partite, fino al 14 febbraio, giorno del colpo esterno col Castelnuovo Garfagnana. Il blocco centrale del campionato, caratterizzata anche dall‘esonero di Cerasa poi richiamato un mese dopo, racconta quella che è l’essenza vitale della formazione viola, una squadra abituata a soffrire, ma mai ad arrendersi.

Una società, quella di Larciano, che in oltre cento anni ha vissuto momenti di enorme soddisfazione e altri di profonda delusione, ma che è sempre riuscita a guardare dentro sé stessa per mettersi alle spalle le difficoltà. E questo lo hanno fatto anche Ba e compagni nella seconda parte del campionato, quando i piani alti erano ormai un lontano ricordo e incombeva l’incubo della retrocessione diretta. Sì perché dopo il 23esimo turno i viola occupavano l’ultimo posto, in coabitazione col Cenaia, con uno scontro diretto fuori casa da giocare alla penultima giornata. Di lì in avanti, tra risultati altalenanti e episodi controversi, come la sconfitta di misura con la capolista Lucchese, fermata sul pari al Porta Elisa, viziata da un netto fuorigioco, la Larcianese è arrivata a essere padrona del proprio destino.

A Cenaia, nel già citato scontro diretto del 19 aprile, per una mezz’oretta i viola, sotto 1-0,erano praticamente retrocessi. Poi il gol di Belluomini, combinato coi tre punti ottenuti nell’epilogo di campionato col Montespertoli, ha permesso ai ragazzi di Cerasa di giocarsi tutto al playout. Uno spareggio da affrontare però fuori casa, e quindi con l’obbligo di vincere, contro una Massese in difficoltà ma comunque capace di vincere entrambi gli scontri diretti nella stagione regolare. Un pronostico che quindi pendeva a favore dei bianconeri, forti anche di una tifoseria che ha pochi concorrenti in Eccellenza. Eppure, come già successo nel corso della stagione, la Larcianese ha trovato la forza quando forse nemmeno lei stessa pensava di averla.

In svantaggio di un gol nel primo tempo, gli ospiti hanno impattato a inizio ripresa con Minardi (un giocatore che con la fortuna è decisamente in credito…) e hanno trovato il sorpasso con Martinelli sugli sviluppi di una punizione, nella cui circostanza la Massese era anche rimasta in dieci. La resistenza nel finale agli assalti dei locali ha preceduto la grande festa per la salvezza, nemmeno goduta fino in fondo per gli incresciosi episodi di scontri tra tifoseria bianconera e forze dell’ordine. La salvezza della perseveranza, di chi non ha mai smesso di crederci, Cerasa in primis, un allenatore esperto che anche nel giorno più delicato non ha sbagliato, inserendo un giocatore rapido come Pertici solo nella ripresa per sfruttare la stanchezza degli avversari.

Risultato? E’ stato proprio lui, con un’accelerazione delle sue, a provocare l’espulsione di Bechini, dalla cui punizione è arrivata la rete dell’1-2. Un doppio episodio che in una manciata di minuti ha abbattuto la squadra di casa, dando invece ai viola la spinta per portare a casa la salvezza. La bravura, e l’esperienza, di un allenatore la si nota soprattutto da questi dettagli. Ma più in generale è una vittoria che appartiene a tutti: dal presidente Alessandro Dami al segretario tuttofare Luca Pieri, fino al diesse Gabriele Cerri che, appese le scarpette al chiodo tre anni fa, si è lanciato nella nuova avventura dell’estate 2024. Lo ha fatto accettando una sfida, commettendo degli errori, ma tra gli artefici della salvezza c’è anche lui. Ora lo sguardo è già rivolto al nuovo anno e al derby con la neopromossa Lampo Meridien: ne vedremo delle belle.

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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