Pesaro, Ario Costa: «Blackmon e McCree nostre scelte»

Alla Gazzetta dello Sport Ario Costa di Pesaro smentisce le parole di Capecchi. In estate, però, Blackmon era stato annunciato come un prestito dall’Olimpia Milano

Non siamo la squadra satellite di Milano. Così Ario Costa della Vuelle Pesaro, intervistato da “La Gazzetta dello Sport” risponde alla domanda sul “chiacchierato rapporto tra Pesaro e Milano”. 

Parole che sanno di risposta indiretta a quelle del presidente dell’Oriora, che domenica dopo il ko proprio contro Pesaro, aveva puntato oltre che contro la direzione arbitrale, sulle squadre che hanno “giocatori pagati da altri club” e sulla questione stipendi. Parole per cui è stata aperta un’inchiesta della Procura Federale.

Massimo Capecchi non aveva fatto fatto riferimenti precisi, ma dell’asse Milano- Pesaro si parla da tempo. Visto l’interesse su alcuni giocatori da parte dell’Olimpia, “parcheggiati” poi in riva all’Adriatico. In particolare si è tornato a parlarne dopo l’arrivo in Italia del tandem Blackmon- McCree in estate, anche loro sorvegliati speciali delle scarpette rosse. In estate era stato scritto da più parti che il contratto di Blackmon prevedeva una stagione in prestito a Pesaro e poi il ritorno o a Milano (casa madre) o in America in caso di chiamata NBA.

Sul loro tesseramento, invece Ario Costa si è pronunciato sulla “Gazza” di oggi, allontanando qualsiasi collegamento. Evidenziando che sono giocatori che interessano all’Olimpia per il futuro. Insomma nessun aiuto per l’arrivo, ma una sorta di “prelazione” sull’ingaggioi futuro. 

“Con l’Olimpia- dice Costa- abbiamo in prestito il russo Shashkov, un lungo di 18 anni che può diventare interessante ma ha bisogno di fare esperienza. Quanto a Blackmon e McCree non c’è niente di vero che siano sotto la tutela di Milano. Sono due nostre scelte che piacciono all’AX per il futuro. Ma anche Lacey tre anni fa doveva finire lì, poi invece andò a Sassari e adesso gioca in Russia. Noi non siamo la squadra satellite dei campioni d’Italia, lavoriamo in piena autonomia. Siamo tanti trasparenti che facciamo solo contratti brevi perchè non sappiamo su quale budget possiamo contare domani”.

In tutta questa questione, che ben si presta a chiacchere ed insinuazioni, l’operazione trasparenza dovrebbe farla la Federazione. Appellandosi al regolamento. Perchè al di là dell’opinione che si può trarre da certe situazioni poco piacevoli, l’ultima parola ce l’ha il regolamento. Forse fallace, forse migliorabile in certe sue pieghe.  

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.


2 COMMENTI

  1. Cosa sia o sarebbe diventata Pesaro per Milano è una domanda che doveva essere fatta il campionato passato dopo la vittoria salvezza.

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