Il direttore generale dell’area sportiva arancione a La Nazione: «Un ruolino di marcia difficile da prevedere». Dalla scelta di Bisoli al mercato, passando per il rapporto con Iorio e il sostegno dei tifosi
La Pistoiese si avvicina alla sfida contro la Pro Patria con la consapevolezza di aver costruito un avvio di stagione straordinario, ma anche con la volontà di non fermarsi proprio adesso. Nove vittorie nelle prime dieci giornate rappresentano un bottino che ha permesso agli arancioni di prendere il comando della classifica e di presentarsi allo Speroni con un vantaggio importante sulle dirette concorrenti. Un percorso che porta inevitabilmente anche la firma di Massimo Taibi, protagonista della costruzione della rosa e della scelta di affidare la panchina a Pierpaolo Bisoli.
Il direttore generale dell’area sportiva della Pistoiese ha affrontato diversi temi nell’intervista rilasciata ai colleghi de La Nazione, soffermandosi sull’importanza del confronto di Busto Arsizio, sulle ambizioni della società e sui motivi che hanno contribuito a rendere così positivo l’inizio del campionato.
Il primo argomento è inevitabilmente la partita contro la Pro Patria. Un appuntamento importante per la classifica, ma che Taibi non considera ancora decisivo per le sorti del campionato: «Non possiamo definirla decisiva: siamo appena a inizio novembre. Una vittoria, però, ci permetterebbe di dare una prima ‘spallata’ al campionato».
Il dirigente arancione riconosce anche il valore dell’avversaria, una società che condivide con la Pistoiese una storia importante e ambizioni che vanno oltre la quarta serie: «Un club che, come la Pistoiese, ha ben poco a che vedere con la Serie D».
Nove successi in dieci partite, un rendimento che ha sorpreso anche chi aveva contribuito in prima persona a costruire la squadra. Taibi era convinto delle potenzialità dell’organico, ma ammette che immaginare numeri del genere non fosse semplice: «Un ruolino di marcia del genere era difficile da prevedere. Ero convinto che questa squadra potesse stare al comando, ma avere sei punti di vantaggio dopo quasi un terzo di campionato ha dell’incredibile».
Un risultato che passa anche dalla scelta dell’allenatore. Il direttore generale ripercorre il primo incontro con Bisoli, raccontando come sia nata un’intesa che si sta rivelando fondamentale per il cammino degli arancioni: «È difficile indicarne uno solo. In estate una conoscenza comune ci ha messi in contatto, sapendo della stima che aveva nei miei confronti. Ci siamo incontrati a Cesenatico e abbiamo trovato subito l’accordo. Si è presentato preparatissimo e ho capito che fosse la persona giusta. Ha un carisma pazzesco e non teme di schierare i giovani. La scelta di Firenzuoli contro il Pavia è emblematica: solo Bisoli poteva vincere la partita con quella mossa».
Il rendimento della Pistoiese è anche il risultato di un mercato condotto con obiettivi precisi. Taibi rivendica la bontà delle operazioni estive, ricordando come alcune scelte fossero state inizialmente accompagnate da dubbi: «Eravamo convinti di aver allestito una grande squadra. Siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi. Lo scetticismo iniziale? In estate qualcuno diceva che Bisoli non aveva mai allenato in categoria o che giocatori come Motti o Luperini provenissero da infortuni. Le cose, invece, stanno andando nel migliore dei modi».
Un progetto che, nelle parole del dirigente, trova un punto di riferimento fondamentale anche nella figura del presidente Sergio Iorio, con il quale Taibi ha costruito un rapporto che va oltre gli aspetti strettamente professionali: «Ho sposato il suo progetto perché ho capito subito di avere davanti una persona leale, umana e con idee chiare. Il tempo me lo ha confermato. Mi conosce come uomo prima che come professionista e mi ha sempre sostenuto. Non posso che spendere belle parole per lui».
L’esperienza della passata stagione ha lasciato insegnamenti importanti. Per Taibi, più che gli scontri diretti, saranno soprattutto le partite contro le formazioni meno attrezzate a incidere sul risultato finale: «Direi che si vincono contro le ‘piccole’. L’anno scorso lo abbiamo provato sulla nostra pelle».
Infine, un pensiero alla risposta del pubblico arancione, tornato a riempire il Melani nell’ultima gara casalinga contro la Castellanzese. Un segnale che il direttore generale considera particolarmente significativo: «Superare i tremila spettatori nell’ultima gara è stato un magnifico traguardo. Un pubblico così fa la differenza: dà a chi è in campo la forza di compiere uno sforzo in più».
