Il fantino pistoiese pensa già al 2027: “Finché me la sento e ci sono le situazioni ci si prova”
Reduce dall’ultimo Palio di Siena, corso per la Chiocciola con Arestetulesu, con cui ha chiuso al quarto posto, Scompiglio si racconta alla Nazione.
Riavvolgendo il nastro fino al Palio di Luglio, il fantino pistoiese esprime l’amarezza di essere rimasto fuori, ma anche la consapevolezza di aver compiuto una scelta precisa. “Il dispiacere c’è stato ma a volte devi fare delle scelte. Con la Torre è mancata la convergenza di interessi ma sia io che la Contrada siamo stati onesti nel dirlo”.
Il Palio di Provenzano l’ha comunque seguito, anche se soltanto a posteriori. “Solo dopo che si è corso”. Tra luglio e agosto, racconta, non è cambiato sostanzialmente nulla. “Uno porta avanti un po’ di rapporti, cerca di vedere le Contrade“. Essere rimasto fermo, però, ha avuto inevitabilmente delle conseguenze sul piano personale. “Sicuramente. Non monti, stai fermo dopo esserti allenato tutto l’anno. Non è una cosa semplice però d’altra parte ho voluto evitare una non prestazione“.
Guardando al futuro, Scompiglio preferisce non sbilanciarsi sulle Contrade e sui colori. “Ho da fare una cosa sola, il mio e basta sfruttando le situazioni che si vengono a creare. Poi ognuno ha la sua visione, questa è la mia idea». E quando gli si chiede di entrare nel dettaglio delle Contrade, ribadisce: “Non parlo di colori ma, ripeto, di situazioni”.
La preparazione verso il 2027 seguirà invece un copione ormai consolidato. “Sempre uguale. I cavalli per il terzo anno li lascio qui. Ci concederemo giusto qualche giorno di vacanza dopo Asti con Ilaria e Tommaso. E poi si rinizia“. E a chi gli chiede se si senta ormai “vecchio” per il Palio, Scompiglio risponde con decisione. “Non mi sento affatto! Cerco sempre di fare il mio, poi le chiacchiere ognuno fa le proprie. In questo Palio sono stato un’ora e mezzo a cercare di tenere il posto al canape, nella mossa falsa ero partito bene. Ma le partenze annullate non contano”.
Analizzando la prova: “Sapevo di non avere un cavallo di punta ma tiravo a fare il mio Palio, nelle prove era migliorato. Alla fine ha superato infatti Viso d’angelo. Canape e mossa, siamo stati quelli che ci abbiamo rimesso di più. Dovevo reggere botta, se mi schiacciavano non partivo”.
Il ritorno in San Marco, invece, è stato vissuto con grande piacere e con la convinzione di poter fare bene. “Li devo ringraziare, dirigenza e popolo. Ero a mio agio, come sempre. Sono andato convinto di poter fare bene, seppure conscio delle potenzialità di Arestetulesu. Mi dispiace non essere riuscito a vincergli un Palio”.
Parlando delle persone che gli sono state vicine durante la Carriera, Scompiglio sottolinea quanto siano soprattutto i momenti difficili a rivelare il valore dei rapporti. “Alle persone proprio più vicine. Molte le vedi e le misuri nei momenti difficili. Preferisco un panino con il prosciutto quando le cose vanno male che una bella bistecca quando vanno bene. Io faccio conto anche delle piccole cose, dei valori che servono per andare avanti nella vita”.
Nel suo percorso non lascia nulla al caso, nemmeno dal punto di vista mentale. Come già accaduto ad altri grandi fantini, Scompiglio si affida infatti anche a un mental coach. “Certo. Non lascio niente di intentato. Uno cerca di potenziarsi in tutto. E’ diverso tempo che non riesco a vincere, ci sono state situazioni che mi hanno penalizzato per un po’ di cose… anche per avere la coscienza a posto. In primis per me e poi per rispetto delle dirigenze con cui mi trovo a lavorare”.
Il prossimo anno sarà un anniversario speciale per Scompiglio: ad agosto saranno infatti vent’anni dal suo debutto vittorioso nel Leocorno. Un traguardo che lo porta a guardare con soddisfazione al percorso fatto e, allo stesso tempo, a pensare al futuro con la voglia di chiudere la carriera nel migliore dei modi. “Se penso da dove sono partito mi ritengo contento matto per il percorso fatto. Ecco, mi garberebbe finire in bellezza. Finché me la sento e ci sono le situazioni ci si prova”.
Crediti foto La Nazione Siena
