L’allenatore della Pistoiese non cerca scuse dopo il pareggio col Crema: «Ci manca la mentalità giusta, andare avanti così è dura»
Piovono fischi al “Melani”. La sfida tra Pistoiese e Crema è terminata da pochi minuti e ancora una volta la squadra arancione ha mancato l’appuntamento con la vittoria. L’1-1 raccolto dalla Pistoiese racconta di una squadra ancora molto fragile, incapace di costruire una mole di gioco proporzionata alla qualità dei calciatori in campo. Dopo quasi 200 minuti gli arancioni hanno interrotto il digiuno da gol, andando a segno con un pregevole tiro a giro di Macrì da fuori area. Il problema è arrivato dopo, quando la squadra ha pian piano abbassato sempre di più i ritmi e, nella ripresa, il baricentro. Il pari del Crema è giunto su un errore individuale di Urbietis a fine primo tempo, ma le difficoltà della Pistoiese non sono certo da attribuire ai singoli. Nel post partita il tecnico Emmanuel Cascione ha provato a dare una spiegazione alle difficoltà che la squadra sta incontrando.
«La delusione da parte dei tifosi è pienamente comprensibile – esordisce il tecnico. La colpa è mia, io non posso e non voglio gettare fango su questi ragazzi dopo tre pareggi. Non abbiamo fatto una bella partita, ma non voglio nemmeno tirare i remi in barca dopo un mese. Oggi poteva essere la partita della svolta, ci è mancata personalità, quella che in determinati momenti ci sarebbe servita per trovare il gol del nuovo vantaggio. In attacco siamo stati evanescenti e prevedibili nel complesso quello di oggi rappresenta certamente un passo indietro. Piangersi addosso non serve a niente, così come recriminare per gli errori arbitrali, che comunque ci hanno penalizzato nelle prime due gare. La piazza si aspetta molto di più e siamo consapevoli di non essere stati all’altezza delle attese. Sono convinto che non siamo questi e se c’è qualcuno che dev’essere messo in discussione sono io».
Ancora una volta tra le file dei calciatori della Pistoiese è sembrata mancare la grinta e la voglia di vincere dall’inizio alla fine: «Oggi i giocatori sono stati passivi – conferma Cascione – ma è un problema che ci portiano dietro da inizio anno. Gli avversari si presentano in campo sempre più arrabbiati e motivati, mentre a noi serve una scossa per iniziare a fare ciò che sappiamo. In precampionato ci eravamo illusi che le cose andassero tutte bene, poi in queste prime gare ci siamo dimostrati caratterialmente immaturi. Anche oggi col passare dei minuti abbiamo accusato la pressione del risultato, l’obbligo di vincere, una situazione che in una piazza come Pistoia non deve verificarsi. La mancanza di personalità poi porta anche a problemi sul piano del gioco, anche i giocatori più qualitativi sono venuti meno nei momenti decisivi. Dobbiamo liberare la mente e giocare sereni, a questi livelli non è ammissibile scendere in campo preoccupati».
Il tempo per riflettere sugli errori non sarà molto visto che già mercoledì la Pistoiese tornerà in campo contro il Sant’Angelo, sconfitto 5-0 a Carpi, per il turno infrasettimanale: «Sapevamo fin dal primo giorno che il percorso sarebbe stato impegnativo. Nessuna sfida è facile, lo abbiamo visto a Mezzolara, una trasferta che sulla carta sarebbe dovuta essere più abbordabile. Al di là dell’avversaria a noi spetta il compito di creare una mentalità, dobbiamo diventare padroni sia del gioco che dell’atteggiamento in campo. La cattiveria agonistica della mia squadra deve essere il triplo di quella di oggi. La qualità ce l’abbiamo, ma ci stiamo creando problemi da soli. Abbiamo fatto fare una bella figura al Crema, ma per demeriti nostri. Finora ho sentito troppe chiacchiere e pochi fatti. I nuovi arrivati hanno bisogno di giocare, vediamo chi partirà dall’inizio il prossimo match perché la nostra rosa è completa e c’è bisogno di tutti».




