Il presidente biancorosso Ron Rowan ha optato per un altro cambio in panchina. Adesso ad essere sotto esame è la sua gestione
Scegliendo di sollevare coach Zare Markovski dall’incarico di allenatore della sua Estra Pistoia, il presidente Ron Rowan ha preso l’ultima di una serie di decisioni pesanti da quando è a capo del club di via Fermi. A costare la panchina all’allenatore macedone, più che le sei sconfitte di fila senza alcun successo, sono state sicuramente le dichiarazioni rilasciate alla stampa prima e dopo la partita casalinga con Tortona. Parole di un coach giunto ad un’amara conclusione: la squadra, così come è costruita ad oggi, è strutturalmente e irrimediabilmente deficitaria.
Una presa di posizione in controtendenza al pensiero esplicitato pochi giorni prima dallo stesso Rowan, che nell’intervista concessa a Tv Prato parlò invece di un ottimo team a cui erano mancati solo i risultati nell’ultimo periodo. Oltre che di cambi nel roster voluti da Markovski (salvo poi essere da lui smentito anche su questo) e di possibilità per arrivare ai play-off. Quando emerge un disaccordo così evidente, è quasi inevitabile che le strade si separino. A prendere il testimone adesso sarà Gasper Okorn, allenatore esperto e dall’ottimo curriculum. La speranza è che sia stata imboccata la strada giusta e che su di essa si prosegua fino al termine della stagione. Ma intanto, con l’ennesimo avvicendamento in panchina, il cerchio inizia sempre più a stringersi intorno alla figura del patron biancorosso.
ERRARE E PERSERVERARE
Intorno alla panchina biancorossa si è snodata gran parte di questo primo anno di gestione-Rowan. Lasciando partire Nicola Brienza, sul cui addio sono state espresse versioni discordanti, il presidente del Pistoia Basket ha subito voluto chiarire come la parte sportiva avrebbe dovuto rispettare per intero la sua visione. Tanto che l’ingaggio di Dante Calabria arrivò a squadra praticamente ultimata, fatta eccezione per Eric Paschall e Semaj Christon, quest’ultimo aggiunto in extremis. Nonostante un inizio tutto sommato buono, presto il rapporto tra Rowan e il suo coach si è deteriorato: galeotto il finale di Cremona, col famoso cambio chiamato dal presidente per far rientrare il figlio Maverick alle spalle di Calabria.
Da lì, tra indisposizioni dell’allenatore, Rowan che di fatto agisce da head coach nella gara casalinga con Venezia attirandosi la denuncia della USAP e altri momenti al limite del surreale, si arriva al divorzio con Calabria. Ricordandoci, inoltre, che quest’ultimo in estate era stato firmato con un triennale, prima si invoca il licenziamento per giusta causa salvo poi fare diversi passi indietro e trovare l’accordo per la risoluzione del contratto. Dopo aver affidato ad interim la panchina al vice Tommaso Della Rosa, che contro Reggio Emilia otterrà l’ultima vittoria dell’Estra in campionato, scatta il momento di Zare Markovski.
Pur rimettendo mano al roster, tuttavia, la situazione non solo non migliora ma addirittura peggiora a livello di risultati. Pistoia di fatto si ferma e scivola ad un passo dalla zona retrocessione, fino alla settimana che precede la partita con Tortona dove tutto, come abbiamo visto, viene nuovamente messo in discussione. Un altro allenatore che va contro al proprio presidente, un’altra frattura insanabile, un altro cambio in panchina. Ron Rowan difende la squadra e quindi il proprio operato, dando di fatto la colpa a Markovski, convinto invece che fosse necessario ritornare sul mercato per sopperire almeno ad alcune problematiche insite nel roster biancorosso.
ROWAN SOTTO ESAME
“Tertium non datur”, come dicevano i latini. Con quest’ultima operazione, si aprono due possibili scenari e relative conclusioni. Rowan dovrà riuscire a far funzionare il suo rapporto con Gasper Okorn, dimostrando anche che un altro allenatore può far svoltare questa squadra così com’è. Altrimenti, coach Zare Markovski passerà definitivamente e insindacabilmente dalla parte della ragione. Anche qualora il presidente biancorosso decidesse di rimettere nuovamente mano al roster o arrivasse addirittura a decidere un altro cambio in panchina, la bilancia penderebbe comunque e sempre in favore del macedone.
In nessun altro caso, insomma, Ron Rowan potrà emergere vincitore: solo con questo allenatore e la squadra attuale. Questo perché, dopo mesi di scelte che portano inconfutabilmente la sua firma, è arrivato il momento di andare oltre le chiacchiere da bar e di emanciparsi da qualsiasi tipo di simpatia o antipatia. Dinanzi ai tifosi, alla stampa e alla città ci saranno solo un presidente e le sue responsabilità. Responsabilità dinanzi alle proprie decisioni, alle proprie azioni e ai propri risultati. Questo è il Pistoia Basket di Ron Rowan e solo come tale dovrà essere giudicato. La pallacanestro e tutto lo sport, per fortuna, funzionano ancora così e non ammettono giustificazioni.



