I campioni d’Italia in carica dell’Olimpia, dopo una partenza a rilento, si stanno riprendendo sia in campionato che in Eurolega
Dopo un finale di 2024 davvero pesante, iniziare il 2025 con l’Olimpia Milano non sarà certo una passeggiata di salute per l’Estra Pistoia. Senza dubbio la peggior avversaria che potesse capitare in questo momento, complice un calendario che di certo non ha facilitato i toscani nonostante l’urgenza di punti sia adesso ai massimi livelli. Così è la vita e di rimbalzo anche lo sport, che nei periodi più difficili può anche metterci il carico da novanta. I meneghini campioni d’Italia in carica rappresentano ancora oggi l’apice del basket nostrano, forti di un blasone e di una tradizione che si riflettono sull’eccellenza di staff tecnico e roster.
Il tutto al netto di un’estate che ha portato diversi cambiamenti all’interno della squadra, con partenze d’eccezione come quelle di capitan Melli, Napier, Voigtmann, Hines e Hall. Insomma, qualcosa che molto si avvicinava alla spina dorsale di quell’EA7, fatta eccezione per due elementi. Forse anche per questo la stagione delle Scarpette Rosse non è iniziata nel migliore dei modi, fermo restando il doppio e gravoso impegno tra campionato ed Eurolega. Coach Ettore Messina ha però atteso pazientemente la sua squadra e, con qualche innesto in corsa, adesso l’Olimpia appare di nuovo per quello che è: una corazzata.
I TOP PLAYERS DELL’OLIMPIA
Citati indirettamente poche righe prima, è impossibile pensare oggi ad una Milano senza i suoi due giocatori più di classe: Shavon Shields e Nikola Mirotic. Entrambi non hanno bisogno di presentazioni, sebbene il primo abbia vissuto una prima parte di stagione particolarmente travagliata tra infortuni e gare opache. Ma l’ex Trento sembra ormai tornato ai suoi standard: a confermarlo le ultime prestazioni, tra cui quella da 36 di valutazione contro Treviso e quella non molto meno incisiva contro Trapani. A dimostrazione che, quando va lui, Milano è praticamente imbattibile. Stessa cosa si può dire per Mirotic: 14 punti di media per un campione che può fare male in tutti i modi e da tutti i lati del campo.
Ma l’EA7 ha riaccolto anche un altro eccellente giocatore come Zach Leday. Atleta polivalente che può ricoprire benissimo tre spot, dall’ala piccola al centro bonsai, l’ex Partizan è attualmente il migliore dei meneghini per valutazione di media (17.2). Sempre sotto le plance è arrivato Josh Nebo, che in Eurolega ha brillato con le divise di Zalgiris e Maccabi. Un pivot da pitturato, forte e atletico: sicuramente un altro colpo di mercato. In più si è deciso di scommettere sulla guardia Armoni Brooks: il texano, firmato con un biennale, è il miglior realizzatore in campionato con 15.4 punti di media in 11 gare disputate. Percentuali impressionanti: 67.3% da dentro l’area, 51% da fuori.
Le scommesse però non finiscono qui. Parliamo ovviamente di giocatori di indubbio talento alla loro prima esperienza o quasi in un top team europeo: non è difficile immaginare un buon futuro sia per Nenad Dimitrijevic che per Leandro Bolmaro. Il macedone classe 1998 si è subito imposto come miglior assistman di Milano (4.7 a gara), mentre l’argentino del 2000 viaggia comunque a ridosso della doppia cifra di media. A tutto questo “ben di Dio” si è aggiunto poi anche Nico Mannion, arrivato via Varese. La regia dell’Olimpia, dunque, è divisa da questi tre giovani giocatori.
UN ROSTER PROFONDISSIMO
Ovviamente non abbiamo terminato di parlare del roster dell’Olimpia, cui mancano ancora tanti elementi perlopiù appartenenti al gruppo italiano. Sono rimasti agli ordini di coach Messina Giampaolo Ricci, Stefano Tonut, Diego Flaccadori, Giordano Bortolani e Guglielmo Caruso. Insomma un quintetto di sicura affidabilità cui si è aggiunto anche il senegalese formato Ousmane Diop, reduce da una splendida stagione in quel di Sassari.
Per allungare ulteriormente le rotazioni si è deciso di puntare sull’esperienza e sul curriculum di Fabien Causeur. In sette anni al Real Madrid l’esterno francese ha vinto praticamente tutto: due Euroleghe, quattro campionati spagnoli, per un totale di 14 trofei. Il tutto chiudendo come terzo giocatore straniero con più presenze nel club delle merengues (486). Insomma un vero campione che ora, con 37 primavere alle spalle, sarà comunque di supporto all’ambiziosa Milano.
Infine l’Olimpia ha anche ingaggiato, per sopperire ai prolungati problemi fisici nel reparto lunghi, l’ex Bayern Monaco e Stella Rossa Freddie Gillespie. Inutile aggiungere altro, dunque, dinanzi ad una squadra che anche quest’anno proverà in tutti i modi a raggiungere gli obiettivi prefissati. Il materiale umano c’è ed è abbondante e bisognerà capire anche stavolta quali saranno le scelte di Messina in vista della sfida del PalaCarrara. Partita che arriverà, tra l’altro, 72 ore dopo l’impegno in Eurolega contro il Lyon-Villeurbaunne.
LA SITUAZIONE IN CASA MILANO
Infatti con la vittoria ottenuta giovedì sera in quel di Lione, l’Olimpia Milano ha proseguito il suo percorso che adesso la vede a ridosso della zona play-in. Il momento delle Scarpette Rosse si conferma dunque estremamente positivo, con la striscia di vittorie in Eurolega che l’ha risollevata e la reazione avvenuta anche in campionato, con tanto di qualificazione matematica alle Final Eight. Il successo su Trapani ha di fatto ricordato a tutti, e probabilmente anche ai meneghini, che la squadra da battere in questa stagione saranno sempre e solo loro.
Non mancano tuttavia le criticità. La situazione in infermeria ha aggiunto al lungodegente Nebo anche il forfait di Causeur, comunque raramente utilizzato fin qui in campionato. Cosa che rende di fatto obbligate le scelte di Ettore Messina, con sei stranieri contati disponibili e che quindi potranno essere schierati contro l’Estra Pistoia. Parliamo di Mirotic, Shields, Brooks, Leday, Gillespie e Dimitrijevic, in quanto Bolmaro ha cittadinanza e Diop è formato. Il sovraffollamento, tuttavia, di italiani non preclude comunque la possibilità di fare turnover, quindi qualcuno resterà comunque fuori indipendentemente dalla nazionalità.



