Pistoiese, Antonino Asta sconsolato: «Sempre la stessa storia»

Tutto il rammarico del tecnico della Pistoiese dopo la sconfitta per 2-0 contro il Siena: «Paghiamo le solite disattenzioni, il problema in porta è un dato di fatto»

Il febbraio nero della Pistoiese si chiude con la quarta sconfitta del mese. E Antonino Asta è sconsolato: “Abbiamo fatto un buon primo tempo, andandoli a prendere alti e fraseggiando bene, ci è mancato solo l’ultimo passaggio – ha esordito – la gara ha svoltato sull’episodio dei due rossi, da lì non siamo più riusciti a replicare quel livello di gioco anche se comunque eravamo in gara. Poi sono arrivati due gol in rapida successione per le solite disattenzioni disattenzioni e lì è finita la partita. La squadra ha fatto quello che avevamo preparato con la giusta aggressività – ha proseguito – anche per questo si tratta di una sconfitta dura da digerire”.

Ultimamente la storia è sempre la stessa e il finale non è mai positivo: “Siamo sempre qui a leccarci le ferite ma non basta quello che stiamo facendo – ha affermato – ci vuole di più, servono risultati positivi”. Poi, sul secondo gol: “Si tratta di un clamoroso infortunio del portiere – ha ammesso – un tiro da trentacinque metri si può concedere ma non ci sta prendere gol”. Visto che non si tratta della prima volta però, non si spiega perché non siano stati presi provvedimenti nel mercato invernale con un dodicesimo d’esperienza: “Che ci sia un problema in porta è dato di fatto, però questa è stata la strada intrapresa e andiamo avanti – ha concluso Asta – per la prossima mi preoccupano le squalifiche di Dossena e Fantacci, inoltre bisognerà valutare le condizioni di Ceccarelli, Picchi e Piu. Anche ad Alessandria rischiamo di essere molto corti”.

Alessandro Benigni
Alessandro Benigni
Pistoiese dalla nascita e giornalista dalla maggiore età, lavora per Gazzetta, Tvl, Tirreno e ovviamente Pistoia Sport, masticando anche social e strategie digitali. Scrive in direzione ostinata e contraria, con sincera simpatia per chi parte dalle retrovie.

1 commento

  1. Ma chi è l’allenatore? E’ lui che deve studiare le soluzioni: roba da matti, che se la rifaccia con se stesso! Va bene un allenatore scarso (sicuramente è stato preso perchè costava poco), ma così è un po’ troppo

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