Pistoiese, Valiani: «Sembrava un film a lieto fine, purtroppo non è andata così»

Il capitano della Pistoiese parla a 360° a due mesi dalla retrocessione degli arancioni: «Devo riconoscere che nonostante tutto la nuova società ha fatto un buon lavoro»

«Sono state per me due delusioni enormi» sono queste le prime parole di Francesco Valiani che intervistato dalla nostra redazione, torna a parlare a due mesi di distanza dalla sconfitta di Imola che ha sancito la retrocessione (la seconda consecutiva) in serie D della Pistoiese. «Entrambe sono state due mazzate anche a livello psicologico – ha proseguito -. Sono tornato a casa per poter fare qualcosa d’importante e invece, al dì la dei primi due terzi della stagione di Pancaro, poi fermata dal Covid, i due anni successivi sono stati di estrema sofferenza. Della stagione del Centenario ne abbiamo già parlato e non vorrei tornarci sopra. Era già una retrocessione annunciata, nel girone di ritorno non avevamo una squadra all’altezza ed è stato uno strascico continuo. Quest’anno invece è stata una stagione a due facce: un girone di andata di grande sofferenza, nonostante la squadra abbia sempre lottato come si deve, e un girone di ritorno, invece, dove siamo ripartiti, me compreso, con tanti dubbi. Però devo riconoscere che la nuova società ha fatto un buon lavoro. Dopo Reggio Emilia mi ero fatto un’impressione sbagliata, poi, invece, mi sono ritrovato a fare i complimenti a questa società. Hanno creato un bel gruppo in solo cinque giorni, una squadra come si deve, con tanti giovani bravi e con meno giovani di grande qualità che si sono rimessi in gioco».

Il capitano della Pistoiese ha poi evidenziato il cambio di marcia dopo il passaggio di società che ha reso, quella che sembrava una vera e propria mission impossible, un obiettivo alla portata: «Devo dire, che nonostante mi sia fatto male a metà febbraio, ho vissuto questa cavalcata e questa rimonta con un entusiasmo e con un trasporto come se fossi in campo la domenica. Questo perchè i ragazzi sono stati straordinari e i risultati, l’ entusiasmo e il clima che si era creato con la città e con tutti tifosi, era diventato contagioso e alimentava questa squadra. Tutto questo sembrava un film a lieto fine, purtroppo poi non è andata così. Cosa è successo? È una bella domanda. Non è successo una cosa fuori dal mondo. Una squadra giovane ma sopratutto legata da poco è arrivata alla partita decisiva un po’ contratta, col freno a mano tirato e questo lo abbiamo pagato. Sopratutto al ritorno, pensando di portare a casa lo zero a zero e con l’idea che fossimo a posto con il pareggio. C’era un contare i secondi per arrivare alla fine e forse abbiamo sbagliato su questo. Non esiste un colpevole e non esiste il trovare il capo espiatorio, che sia l’espulso o qualsiasi altra cosa. Ci sono state un insieme di cose che hanno portato a contrarre la squadra, come non lo era mai stata in tutto il girone di ritorno da quando c’è stato il cambio societario. La mancanza di Vano in finale, poi, è stata sicuramente tosta ma nonostante tutto abbiamo avuto il modo di portare a casa il risultato. Avendola vissuta da vicino, dico che la squadra ha avuto emozioni forti, si è contratta e la maggior parte dei giocatori che hanno reso veramente tanto e che hanno tirato la carretta fino alla fine, sono arrivati col serbatoio vuoto, sia a livello di energie mentali che fisiche. Ed è per questo che l’obiettivo non è stato raggiunto».

Come nella stagione del Centenario, anche quest’anno sulla panchina della Pistoiese si sono avvicendati tre allenatori: «Ho avuto buoni rapporti con tutti e tre – ha sottolineato Valiani -. Sassarini ha sempre cercato di coinvolgermi, Lopez è arrivato in un momento difficile e ha portato grande serietà e con i ragazzi ha fatto in modo e maniera che tutti si mettessero al servizio della squadra. È stato brutale quando serviva ma è riuscito ad ottenere quello che voleva, ovvero una squadra che lo seguisse. Alessandrini lo conoscevo già dai tempi di Macerata essendo il primo allenatore che ho avuto. È stato bravo anche lui a mettere insieme giocatori nuovi in pochi giorni. Dei tre, però, sono rimasto particolarmente affascinato da Lopez, perchè è stato un allenatore che mi ha fatto capire tante cose di questa categoria e dei momenti. Quando è arrivato tanti ragazzi si sentivano un pò scottati perchè ha modi molto rigorosi e rigidi. Quando c’è stato il cambio societario, però, e fu deciso di cambiare l’allenatore, la cosa più bella è stato vedere che non c’è stato un ragazzo, anche tra i più “bacchettati”, che non mi abbia detto: “Ciccio facciamo in modo che la società tenga Lopez”. Anche il lavoro che avevamo fatto sotto le feste, durante la sosta, è stato grande e aveva permesso di creare un’alchimia e una complicità bellissima, frutto delle settimane precedenti dove il mister aveva alzato anche i toni. Per questo, nonostante i soli due mesi alla Pistoiese, dico che Lopez mi ha trasmesso e mi ha lasciato tantissimo. Non è figlio di nessuno, non si sottomette a nessun tipo di cosa imposta, ma ha i suoi ideali e i suoi valori e li difende a costo di litigare con le persone».

La Pistoiese a questo punto giocherà in serie D e per una riammissione si dovrebbe parlare di un miracolo: «La mia bacchettata va sicuramente al sistema – ha evidenziato Valiani – perchè non è possibile che tutti gli anni ci si metta la bocca per dire che si vigila e poi le squadre saltano e si opta per i ripescaggi. Ancora peggio sono le squadre che saltano a campionato in corso, come per esempio la vicenda del Catania che è di una gravità estrema. Ogni anno si annunciano nuove garanzie e poi invece siamo sempre alle solite. Non si dovrebbe arrivare al punto di fare iscrivere chi arriva a presentare una documentazione incompleta e per il rotto della cuffia. Questo va a penalizzare chi fa le cose serie. Detto questo, per l’amore di questa maglia, mi auguro che la Pistoiese possa stare sempre in alto e non nascondo che per quello che la società ha profuso e per come ha lavorato meriterebbe di stare in serie C. Diciamo che negli ultimi quattro/cinque mesi la squadra si è sentita molto coccolata, considerata, ed i ragazzi, pur giovani, si sono sentiti importanti. La nuova proprietà si è mossa e battuta fin da subito per far sì di arrivare alla salvezza e quando hanno preso la Pistoiese, inoltre, eravamo ultimi ed avevano messo in preventivo anche la possibilità di non raggiungerla. Questo è un aspetto che mi fan ben sperare, perchè vuol dire che erano pronti eventualmente anche a ripartire dalla serie D».

Quest’anno alla guida degli arancioni ci sarà Cascione che capitan Valiani conosce benissimo: «Mi fa piacere che abbiano scelto Emmanuel, con lui ho condiviso tanto, sia dentro che fuori dal campo. Quando ci siamo conosciuti io ero un ragazzo e lui un ragazzino, siamo stati compagni di stanza, abbiamo condiviso l’esperienza del passaggio da Pistoia e Rimini e abbiamo passato cinque anni insieme che nel calcio di oggi non sono pochi. In più quando è venuto a Pistoia mi ha chiamato subito e questa cosa mi ha fatto estremamente piacere. È un ragazzo di valore e con valori e il mio grande in bocca al lupo va tutto a lui».

Il tuo futuro sarà ancora in campo o hai altri progetti? «Vedremo, avrò tempo e modo per pensarci».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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