Fabo, il protagonista a sorpresa si chiama Antonio Lorenzetti

Parla il lungo della Fabo Lorenzetti: «Realizzare di più? Credo non serva tanto alla squadra. Contro la Pielle? Sarà fondamentale la difesa»

Certamente non ha l’aspetto di Federico Barbarossa e nemmeno la Fabo può ambire a rappresentare il Sacro Romano Impero di stirpe germanica, ma Antonio Lorenzetti sarebbe potuto a tutti gli effetti entrare nei libri di storia. Il suo fisico imponente e statuario avrebbe sicuramente portato qualcosa in più alla truppa imperiale che nel 1176 proprio a Legnano cadde contro la Lega Lombarda. Il lungo classe 1995 è stato soffertissimo dal roster lombardo che nel match di sabato è capitolato contro la corazzata di Barsotti capace di vincere oltre 800 anni dopo la riedizione, stavolta in forma cestistica, di un’altra battaglia legnanese. Una battaglia che ha visto l’ex San Miniato figurare come uno dei migliori in campo.

13 punti, grande prestazione e una caviglia dolorante per Antonio Lorenzetti. Che gara è stata e come stai?

«Quella di Legnano è stata una gara molto difficile perché loro meritano una posizione molto più alta in classifica dato che hanno perso molte partite di pochi punti senza poter schierare il top player Raivio. Noi sabato siamo stati bravi a recuperare un gap di 14 punti rimanendo uniti e concentrati in difesa e cercando di punire le loro scelte difensive. Una gara molto fisica e difficilissima in cui sono contento di esser riuscito a dare il mio contributo. Purtroppo ho preso questo colpo alla caviglia che non mi ha permesso di finire la gara, ma penso di riunirmi presto alla squadra negli allenamenti».

Un palazzetto infuocato quello di Legnano, ma paradossalmente la Fabo ha trovato più difficoltà quando ha giocato a porte chiuse: perchè?

«Effettivamente è strano: Legnano aveva quasi un sold-out mentre abbiamo perso addirittura in campi a porte chiuse come Salerno. Il palazzetto pieno ti può dare adrenalina, carica e voglia di vincere. Questo però non è un fattore che va ad incidere dato che questo campionato ha un livello altissimo. I risultati hanno dimostrato che tutti possono battere tutti: se non si affrontano le gare al 100%, concentrato e con al giusta carica puoi perdere contro chiunque. In più vanno ringraziati i nostri tifosi perché c’è stato anche un gruppo di “pazzi” che si è fatto un bel po’ di chilometri per venirci a sostenere».

Non sei mai uno dei protagonisti del match, ma vai sempre a referto e sei spesso letale sottocanestro: cosa pensi ti possa mancare?

«Il mio ruolo in questa squadra è entrare dalla panchina per dare energia a livello difensivo e alzare l’intensità. Offensivamente abbiamo tanti punti nelle mani e io cerco sempre di fare il massimo per vincere la gara. Cosa mi può mancare? Forse potrei finalizzare un po’ di più a livello offensivo, ma per il momento credo che questo non sia così importante al fine della vittoria».

Rispetto allo scorso anno come ti trovi con la squadra e come vedi questa B nazionale?

«Sia lo scorso anno che questo siamo due bellissimi gruppi. I due campionati invece sono molto diversi. L’inserimento di uno straniero e la possibilità di avere 10 senior ha alzato il livello in maniera spaventosa e quest’anno la B nazionale è un campionato di un livello molto molto alto».

Libertas, Gema, Legnano: chi hai visto più forte e quali caratteristiche attribuiresti a queste tre?

«Son 3 squadre molto forti. Legnano è molto tecnica ed esperta mentre Gema ha un roster fisico che all’inizio non era data così favorita, ma è costruita molto bene. La migliore ritengo però esser la Libertas, la miglior difesa del campionato con giocatori molto esperti. Pagano la brutta partenza, ma poi si son rifatti con 7-8 vittorie di fila, fermandosi solo contro di noi, ma disputando comunque una grande gara».

Sabato al Palaterme arriva la Pielle: cosa temete di più dei livornesi e su cosa punterete per fargli male?

«Pielle è un’altra squadra molto forte e son altri due punti fondamentali se vogliamo tenerci in vetta alla classifica. Hanno molto talento offensivo e tutto quindi passerà dalla difesa. Se riusciremo a mettergli pressione, togliergli soluzioni facili e limitarli avremo buone possibilità di portare a casa i due punti. In più ci sarà una gran cornice di pubblico anche livornese e sarà una gran gara anche sotto questo aspetto».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), da anni si occupa di pallavolo toscana dedicandole con devozione i sabati da ottobre a maggio


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