Cooke domina dentro l’area, Paschall trascina,”Della” spinge. Poi Forrest entra in gara e il miracolo dell’Estra è servito, ma l’MVP è solo “Sacca”
GABRIELE BENETTI 7,5: Partenza in quintetto e subito tanta legna per “Gabbo”, che insieme a Cooke riesce a limitare subito i danni e a chiudere l’area. Di fatto solo Totè crea problemi per tutto l’arco della gara. La voglia di lottare per una maglia a cui è molto affezionato si vede in ogni momento e lui ci mette anche il punto esclamativo recuperando due palloni e prendendosi anche una bella schiacciata a campo aperto. Uno dei momenti, in effetti, dove Pistoia capisce di potercela fare.
GIANLUCA DELLA ROSA 8: Si sbatte e combatte come sempre il capitano, anche se stavolta sa che in gioco c’è molto di più di una partita. C’è di mezzo l’orgoglio di chi veramente tiene a questi colori e così “Della” si prende tutte le responsabilità del caso. Manda bersaglio due triple che tengono in vita l’Estra nel momento in cui Napoli potrebbe anche allungare. Cerca i suoi compagni e dà loro la carica, contagiandoli alla grande. Sul finire di gara, quando capisce cos’è successo, si legge negli occhi la consapevolezza di chi ci ha creduto.
MARCO CERON 7: Tesserato in extremis e subito buttato nella mischia, l’ex Chiusi offre un importante contributo in termini di applicazione e di supporto alla squadra. Grande lavoro a rimbalzo e in difesa, non rischiando quasi mai alcuna giocata e aiutando nel giro palla. Solo nel quarto periodo decide di tentare la via del canestro e bisogna ammettere che è fin troppo sfortunato, specie sulla bomba che viene letteralmente sputata dal canestro. Ma il suo debutto rimane comunque più che positivo, vista anche la situazione generale.
ERIC PASCHALL 9: Con Napoli all’andata ci fu lo strappo della canotta che sembrava anticipare una stagione fallimentare. E in effetti dell’ex Golden State si sono visti pochissimi lampi. Ma il basket è quello sport così fantasmagorico che oggi ci consegna un Paschall in formato MVP nella vittoria più improbabile della storia recente del campionato di Serie A. I suoi punti tengono viva Pistoia e la portano a giocarsi il tutto per tutto nel finale. Sono punti presi con la consapevolezza di quello che può fare, ma anche con il piglio di un giocatore che sembrava destinato a ben altri palcoscenici. Forse questo è il più bel finale che ci potevamo immaginare per lui.
DEREK COOKE 9: Dopo non aver pressoché mai convinto dal suo arrivo in Toscana, l’ex Trento, nel momento più drammatico, piazza una doppia doppia mostruosa da 11 punti e 20 rimbalzi (di cui 6 in attacco). E anche storica, visto che pareggia il record in Serie A che apparteneva a Ed Daniel. Certo, soffre e non poco Totè, ma per il resto diventa l’assicurazione sulla vita di una squadra falcidiata dagli eventi. Per la prima volta da tanto tempo, i biancorossi non soffrono sotto canestro e riescono sempre a ripartire dopo gli errori degli avversari. E tutto ciò è merito di questo centrone non qualitativamente bello da vedere, ma che può mettere tanta sostanza sotto le plance.
MICHAEL FORREST 7,5: Nella battaglia da spartani dell’Estra, nel primo tempo, manca effettivamente solo la sua capacità di segnare dal palleggio. A zero dopo i primi 20′, con i 15 della ripresa certifica l’impresa dei suoi compagni, rimettendosi a bombardare da dietro l’arco e aggiungendo ulteriore imprevedibilità all’attacco biancorosso. Suoi, dopo anche diversi errori nel convulso finale, i liberi che chiudono la questione, facendoci stropicciare gli occhi e chiedere se tutto questo è un sogno.
ALFREDO BOGLIO 6,5: Solo 6′ in campo, ma tanta voglia di partecipare a quella che tutti ritengono una missione impossibile. Tant’è che ad un certo punto si butta dentro l’area e si prende il fallo per il giro in lunetta. Anche questo fa la differenza, quando si è davanti al precipizio.
LORENZO SACCAGGI 10: Che dire di questo guerriero indomito? Di questo leader forte e roccioso che anche oggi, nel momento più buio dei colori che tanto ama, ha preso tutti sopra le spalle e li ha condotti ad una vittoria che rimarrà nella storia? Che dire delle tre triple che manda a bersaglio, di cui almeno una direttamente da casa sua? Che dire della pressione schiacciante che esercita sugli esterni di Napoli per tutta la gara e di quel momento in cui costringe Pullen alla persa a 6 secondi dalla fine? Il tutto nel giorno in cui riscrive il suo record di punti in Serie A. C’è poco da dire: MVP, MVP, MVP.
COACH GASPER OKORN 9: Proprio nel momento della fine trova la squadra che avrebbe voluto allenare. Una squadra cattiva e combattente, compatta e mai intimorita. Ruota a otto, praticamente a sette, con un giocatore tesserato al volo, un altro che per lui non è mai stato un’opzione, un centro titolare che non ha mai reso come desiderava. E poi quel gruppo di italiani in cui ha sempre visto lo spirito che voleva ritrovare in campo. Sarà stata una last dance per lui e anche per altri? Lo scopriremo da domani. Oggi bisogna solo ringraziare lui e i suoi giocatori per aver reso possibile questa impresa in un’annata vergognosa per motivi extra-sportivi.



